Proteinuria
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Di norma le urine non dovrebbero contenere proteine dal momento che, quelle che sono presenti nel sangue, hanno una dimensione tale da non essere in grado di oltrepassare il filtro renale. In realtà, viene considerata normale anche una presenza minima di proteine nel caso si faccia una raccolta delle urine nelle 24 ore (<100 mg/m²/24 ore).
La classificazione della proteinuria è basata su quelle condizioni che provocano la perdita delle proteine a livello urinario e sulla durata. Rifacendosi a tali criteri si parla di proteinuria transitoria, proteinuria ortostatica e proteinuria persistente.
La proteinuria transitoria è la forma più comune, la febbre o un'attività fisica intensa possono provocare un transitorio aumento dell'escrezione di proteine. Non è una condizione che deve destare preoccupazioni.
Si parla di proteinuria ortostatica quando l'escrezione delle proteine di un soggetto aumenta se questi è in posizione eretta, ma è nella norma nel caso sia disteso. Le cause della proteinuria ortostatica non sono note, alcuni autori ipotizzano che la proteinuria ortostatica sia un'anomala risposta dell'organismo ai cambi di posizione oppure che sia dovuta a una leggera anormalità dei glomeruli renali.
La proteinuria persistente è generalmente indice della presenza di una patologia
renale oppure sistemica. Nel caso di proteinuria transitoria od ortostatica non è necessario intraprendere alcun tipo di trattamento dal momento che tali condizioni sono da considerarsi benigne, mentre nel caso di proteinuria persistente è necessario indagare e rimuovere il processo patologico che ne è all'origine.
In quei casi di proteinuria transitoria non dovuti a malattie renali o sistemiche si può intraprendere, se il medico lo ritiene opportuno, un trattamento di tipo farmacologico.
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