Dismenorrea
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La dismenorrea viene distinta in dismenorrea primaria e dismenorrea secondaria.
Si parla di dismenorrea primaria quando il dolore avvertito non trova giustificazione in una patologia pelvica, mentre si parla di dismenorrea secondaria quando il ciclo mestruale doloroso è conseguente alla presenza di particolari condizioni o da patologie sia a carico dell'apparato ginecologico sia a carico di altre sedi. Le condizioni ginecologiche più comuni che sono alla base di dismenorrea secondaria sono l'endometriosi, l'adenomiosi, le cisti ovariche, i fibromi uterini, le malformazioni congenite, le infiammazioni pelviche, il varicocele pelvico, la presenza di dispositivo intrauterino ecc. Le patologie non ginecologiche che possono causare dismenorrea sono l'appendicite, le infezioni delle vie urinarie, le coliche renali, le coliche biliari, la sindrome dell'intestino irritabile ecc.
Dismenorrea primaria e secondaria: cause, sintomi e diagnosi
La
dismenorrea primaria (anche dismenorrea fisiologica
o dismenorrea
primitiva o dismenorrea idiopatica o dismenorrea
essenziale ), come accennato precedentemente, non ha
correlazioni con alcuna patologia dell'area pelvica. È ormai noto che, per
quanto riguarda la dismenorrea primaria, esiste una predisposizione di tipo
familiare. La maggior parte degli autori ritiene che la causa della
dismenorrea primaria sia da ricercarsi in un eccesso di produzione di
prostaglandine, sostanze ormonosimili che stimolano la muscolatura uterina
provocando contrazioni spastiche e dolorose dell'utero. Nella dismenorrea
primaria la sindrome dolorosa può manifestarsi qualche giorno prima
dell'inizio della mestruazione e protrarsi fino ai primi tre giorni
dall'inizio del flusso mestruale e i disturbi che più frequentemente si
presentano sono: dolore addominale (spesso molto intenso), mal di schiena e
talvolta mal di testa, nausea e
diarrea.La dismenorrea primaria si manifesta in genere uno o due anni dopo la comparsa del menarca e scompare quasi sempre dopo la prima gravidanza; la dismenorrea primaria non influenza minimamente le capacità di concepimento. La dismenorrea primaria colpisce maggiormente le adolescenti, le donne che non hanno concepito figli, le donne che hanno mestruazioni di lunga durata e con flusso abbondante, le donne che fumano. La diagnosi di dismenorrea primaria non è particolarmente difficoltosa ed è basata soprattutto sui dati anamnestici.
Come accennato in precedenza, le cause della dismenorrea secondaria (anche dismenorrea organica) sono legate alla presenza di patologie primarie, soprattutto di tipo ginecologico. A differenza di quanto accade nella dismenorrea di tipo primario, nella dismenorrea secondaria la manifestazione dolorosa, generalmente molto intensa, accompagna tutto il periodo in cui si hanno le perdite mestruali e può essere associata a dispareunia (dolorabilità a livello dell'area vaginale durante e/o dopo un rapporto sessuale) e a metrorragia (perdita di sangue di origine uterina che si verifica nel periodo intermestruale). La diagnosi di dismenorrea secondaria richiede accertamenti di vario tipo, sia esami di tipo clinico come la visita ginecologica sia esami di laboratorio quali l'emocromo e la VES sia esami di tipo strumentale come l'ecografia transvaginale e, a seconda dei casi, la laparoscopia. Tali accertamenti hanno lo scopo di evidenziare la presenza di alterazioni dell'apparato sessuale oppure la presenza di altre patologie all'origine del disturbo.
La terapia della dismenorrea
La terapia della dismenorrea varia a seconda della sua tipologia. Se la dismenorrea è di tipo primario, la terapia ha lo scopo di diminuire la concentrazione di prostaglandine; a tale scopo si utilizzano generalmente i cosiddetti FANS, i farmaci antinfiammatori non steroidei, che fra le loro peculiari caratteristiche hanno quella di inibire il rilascio delle prostaglandine. Non è perfettamente noto se l'efficacia dei FANS sia da attribuirsi alla loro azione di tipo analgesico oppure alla loro capacità di inibire il rilascio di prostaglandine oppure alla combinazione di entrambe le caratteristiche. Attualmente si è portati a ritenere come più probabile l'ultima ipotesi. Alcuni specialisti si orientano per l'utilizzo della pillola anticoncezionale a base di estroprogestinici che, oltre alla sua azione inibitoria sul rilascio prostaglandinico, regolarizza il ciclo mestruale e diminuisce l'abbondanza del flusso. L'utilizzo della pillola anticoncezionale non esclude l'uso dei farmaci antinfiammatori non steroidei. Nei casi di particolare gravità può essere necessario ricorrere a una terapia ormonale che ha lo scopo di interrompere temporaneamente il ciclo mestruale; tale terapia è basata sugli analoghi del GnRH, ormoni che inibiscono in modo temporaneo l'ipotalamo, l'organo che coordina la regolarità del ciclo.In caso di dismenorrea secondaria, la terapia sarà mirata alla cura della patologia che è alla base del disturbo.
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