Difterite
Copyright by THEA 2005
La
difterite è una malattia infettiva acuta, epidemica, contagiosa,
determinata da un bacillo (bacillo di Loeffler), scoperto da E. Klebs (1883)
e coltivato per primo da G. F. F. Loeffler (1884). che penetra nelle prime
vie aeree, o attecchisce direttamente sulle mucose. Ne sono colpiti di
preferenza i bambini, e la manifestazione più frequente è quella
dell'angina, con tonsille arrossate, tumefatte, ricoperte da pseudomembrane,
febbre, adenopatia laterocervicale, stato tossico. Se le pseudomembrane si
formano nella laringe, si ha il crup. In altri casi il bacillo si localizza
sulle mucose della bocca, naso, orecchio, occhio, genitali, ecc. La diagnosi
è confermata coltivando il germe prelevato con un tampone sterile montato su
bacchetta di vetro o di metallo. L'incubazione dura generalmente dai 2 ai 7
giorni. Possono esserci complicazioni precoci (broncopolmonite, nefrite,
miocardite) e tardive (paralisi del velopendulo, degli arti, ecc.) nella
III-VI settimana. La cura si fonda sull'uso di siero antitossico specifico
(siero antidifterico) ad alte dosi, antibiotici (penicillina, tetraciclina,
eritromicina, oleandomicina), e cortisonici nelle forme maligne per
prevenire paralisi da siero. L'immunizzazione attiva si esegue mediante la
cosiddetta vaccinazione (inoculazione di anatossina difterica), che in
Italia è stata resa obbligatoria per i bambini nei primi due anni di vita.
In caso di malattia sono obbligatori denuncia, isolamento (fino a completa e
ripetuta negatività delle ricerche microbiologiche) e disinfezione. Il
superamento della malattia non dà immunità duratura; inoltre, il soggetto
apparentemente guarito può restare a lungo infettante, in quanto portatore
dei germi.
Consiglia l'articolo su Google, clicca
