Botulismo
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Il
botulismo (da alcuni definito anche
malattia di Kerner in
riferimento al medico tedesco che indagò sull'intossicazione alimentare di
Bad Wildbald) è una grave forma di intossicazione alimentare, fortunatamente
piuttosto rara poiché le condizioni necessarie al botulino per produrre la
tossina si presentano sempre più difficilmente, grazie alle sempre più
moderne ed efficienti tecniche di conservazione degli alimenti. Le spore
della tossina botulinica necessitano infatti di aria per potersi
moltiplicare e prosperare all'interno di alimenti conservati comunque in
modo non idoneo, condizione necessaria affinché la tossina possa
svilupparsi. Gli alimenti inscatolati industrialmente sono implicati solo
occasionalmente in casi di intossicazione da botulino e risultano sicuri
nella stragrande maggior parte dei casi. Più frequentemente capita che i
casi di botulismo siano provocati da conserve fatte in casa, anche se va
comunque detto che in Italia sono abbastanza rari i fenomeni di botulismo
alimentare accertati. Chi conserva il cibo in casa dovrebbe prima di tutto
sterilizzarlo mediante cottura sotto pressione a 120 °C per circa 30 minuti
prima di inscatolarlo e dovrebbe inoltre evitare di assaggiare cibi in
scatole che presentano rigonfiamenti o odori insoliti. Chi è colpito da questa malattia presenta generalmente una progressiva paralisi muscolare (anche dei muscoli respiratori) e altre alterazioni del sistema nervoso centrale e periferico, in grado di causare anche la morte se l'intervento di un medico non è tempestivo. I sintomi compaiono da 8 a 36 ore dopo l'ingestione dell'alimento contaminato e consistono in grosse difficoltà di deglutizione e di parola, nausea, vomito e visione doppia. La somministrazione in tempi brevi di un'antitossina riduce il rischio di morte fino al 25%, che, senza questa cura, salirebbe a oltre il 70%.
Le probabilità di sopravvivenza dopo l'intossicazione da botulino diventano tanto maggiori quanto più tempestivamente si effettua la diagnosi; la terapia iniziale prevede lavanda gastrica, purganti, clisteri, ipodermoclisi in associazione con acetilcolina, neostigmina, guanidina, sieroterapia con siero polivalente e se possibile con siero specifico se si è individuata la fonte dell'intossicazione. La terapia antibiotica somministrata come sostegno è basata su farmaci a base di penicillina (dosaggi di circa 10-20 milioni UI al giorno). Nelle situazioni particolarmente gravi, il soggetto arriva alla guarigione completa soltanto dopo diversi mesi.
Per quanto la patologia provocata dal botulino non sia contagiosa (come detto, si tratta di un'intossicazione, non di un'infezione), un solo grammo di tossina botulinica sarebbe sufficiente a uccidere un numero elevatissimo di persone (circa 10 milioni).
La dose letale di botulino (BTX-A) cristallizzata, per un uomo pesante circa 70 kg, è di 0,09-0,15 µg endovena o intramuscolo, 0,70-0,90 µg per via inalatoria e 70 µg per via orale.
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