Amenorrea
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Amenorrea primaria
Per la diagnosi sono spesso necessarie diverse indagini come dosaggi ormonali, ecografia, celioscopia, esami colpocitologici funzionali, biopsia endometriale, campo visivo, metabolismo basale, valutazione della funzionalità tiroidea e surrenalica.Amenorrea secondaria
L'amenorrea
secondaria viene definita tale se si è verificata la comparsa
spontanea di almeno un flusso ematico genitale durante la vita fertile della
donna. Interessa fino a una percentuale del 3% delle donne in età fertile.
Le cause possono essere le più varie: sindrome dell'ovaio
policistico, fattori emozionali, eccessivo dimagramento (anoressia
nervosa), un'eccessiva produzione di prolattina, disfunzione
diencefalo-ipofisaria, assunzione di farmaci iperprolattinemizzanti,
disfunzione tiroidea, traumi, tumori, fatti flogistici, vasculopatie,
deficit ovarico da menopausa precoce, castrazione chirurgica o medica,
sindrome dell'ovaio resistente.Gli esami clinici rivolti alla ricerca della cause sono basati su test ormonali e di funzionalità ipotalamo-ipofisi-ovarica, esami radiologici (età ossea, stratigrafia della sella turcica) e la Tac per la ricerca di adenomi ipofisari. La terapia da attuare dopo precisazione diagnostica va rivolta alla rimozione delle cause con farmaci specifici per le varie disfunzioni. Si può ricorrere all'intervento chirurgico per rimuovere impedimenti congeniti o acquisiti specialmente in presenza di tumori. In seguito alla sospensione della pillola anticoncezionale, si può verificare un'amenorrea post-pillola: in assenza di altre patologie, si tratta comunque di una condizione benigna e transitoria che si risolve al massimo nel giro di sei mesi.
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