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Amebiasi
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amebiasiL'amebiasi è una malattia infettiva, endemica in alcuni paesi, specie tropicali (erano presenti focolai anche nel mezzogiorno d'Italia), dovuta a un protozoo, l'Entamoeba histolytica che si localizza più comunemente nell'intestino, provocando ulcerazioni, emorragie e disturbi funzionali anche gravi. L'amebiasi è trasmissibile con le feci in cui il parassita si ritrova, sia nella forma vegetativa che in quella cistica. Nella fase acuta dura circa due settimane con dolori addominali, profusa diarrea sanguigna e prostrazione, e che può poi passare alla forma cronica e durare mesi e anni, con periodi di remissione e di riacutizzazione. Talora essa decorre senza diarrea, anzi con stitichezza. Complicazioni più frequenti sono l'ascesso epatico e polmonare, meno frequente l'ascesso cerebrale, per trasmigrazione emolinfatica delle amebe. Per la terapia sintomatica è utile il riposo a letto, la somministrazione di farmaci antispastici e sedativi coadiuvati dalle dieta. La cura si avvale di numerosi preparati: il cloridrato di emetina (da molti considerato come lo specifico per eccellenza), lo ioduro di emetina-bismuto, alcuni composti arsenicali (stovarsolo) e iodossichinolinici (acido iodossichinolinsulfonico, attivo anche contro le forme cistiche dell'ameba), la clorochina, la connessina, la terramicina, il metronidinazolo, il nimorazolo.  


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