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La scienza
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La scienza è quell'insieme di conoscenze ordinate e coerenti, organizzate logicamente a partire da principi fissati univocamente e ottenute con metodologie rigorose, secondo criteri propri delle diverse epoche storiche (dizionario Treccani).
Questa definizione accontenterebbe i più, ma di fatto non è in grado di portare a un criterio per definire ciò che è scientifico. Le cose si complicano perché lo stesso dizionario ci fornisce poi una definizione allargata di scienza: ciascuna delle varie branche in cui può dividersi l'attività speculativa dell'uomo.
Questa seconda definizione di fatto tende a includere tutto (dalle scienze matematiche a quelle politiche fino ad arrivare alle scienze occulte!) e non è di nessuna utilità pratica.
La raziologia non può limitarsi né alla prima né tantomeno alla seconda definizione.

Perché "scientifico"?

La parola scientifico ha un impatto psicologico notevole, venendo spesso automaticamente associata al concetto di vero. Su interpretazioni particolari del concetto di scienza si basa un errore classico (fallacia ad auctoritatem): l'ha detto il medico (una ricerca, una trasmissione scientifica ecc.) quindi è vero.
Ciò che è scientifico è automaticamente vero. Il punto è che, la maggior parte delle volte, la scientificità non solo non è dimostrata, ma non è neppure definita!
Il fascino dello scientifico si basa sicuramente l'illusione della certezza. Sarebbe bello se su un argomento qualunque si potesse arrivare a conclusioni certe, giuste, inconfutabili. Come sarebbe bello che un medico potesse guarire tutte le malattie (in questo caso l'illusione della certezza porta al delirio di onnipotenza, se il medico è così folle da proporre un rimedio a tutto!). La certezza dà sicurezza e rimuove l'ansia esistenziale, ma spesso è solo un'illusione che può diventare una pericolosa droga che ci fa vivere in un mondo fantastico, per nulla reale.

Opinioni

scienzaParlando della ricerca scientifica abbiamo già spiegato perché la ricerca non è scienza. Ora bisogna fare un passo ulteriore e chiederci che cosa è scientifico. Se pensiamo che duemila anni fa la filosofia era considerata la scienza per eccellenza mentre oggi i filosofi hanno rinunciato al tentativo di spiegare tutto, possiamo capire che una definizione concreta di scienza è utile per evitare fallimenti simili a quelli della filosofia classica.
Purtroppo i filosofi sono stati sostituiti da altre classi di "pensatori" (il termine non è casuale perché la realtà che essi creano è spesso frutto solo del loro pensiero), sociologi ed economisti in primis. Mi ha sempre stupito come economisti vincitori del premio Nobel sapessero prevedere poco di ciò che accade nell'economia reale (secondo il detto "come scarsa affidabilità, l'economia è seconda solo all'astrologia"). I sociologi vorrebbero spiegarci la società, alcuni vorrebbero prevederne l'evoluzione, altri vorrebbero trasformarla. Studi interessanti, ma che non hanno lo stesso livello di coerenza di altre discipline scientifiche come la fisica, la chimica o la matematica. Non sono ovviamente il solo a pensarla così. Sentite cosa scrive Morin*: "la pretesa di monopolizzare la scientificità (cioè di essere oggettivi) che anima alcuni sociologi non è soltanto terroristica, ma è anche antiscientifica e oscurantista". Non a caso, Morin non è solo un sociologo, ma si è interessato a molte altre discipline, arrivando anche a sostenere un approccio interdisciplinare ai temi trattati.
Banalizzando, il filosofo e il sociologo (e l'economista quando fa previsioni) non esprimono certezze, ma solo opinioni. Quando pretendono di definire qualcosa di scientifico (confondendo la scientificità del risultato con un approccio semplicemente scientifico a un problema), perdono ogni credibilità.

Test di scientificità

Come fare per non essere vittime del fascino dello scientifico?
Vi propongo un banale test (Albanesi, 2009) che a mio avviso racchiude in sé una più moderna definizione di scienza:

un concetto è tanto meno scientifico quanto più è criticabile in sé.

Prendiamo una frase da un libro di sociologia (un nome famoso a caso, Alberoni) e una frase da uno di chimica. Nel primo caso molto spesso anche l'uomo della strada può facilmente criticare, nel secondo è difficilissimo trovare qualcuno che, per esempio, critica l'affermazione che il nucleo dell'atomo di ferro contiene 56 protoni.
Nonostante la filosofia, la psicologia, la sociologia, le scienze politiche ecc. si vogliano arrogare il diritto di entrare nel club delle scienze, il test precedente le riconduce al rango di opinioni suffragate da un metodo scientifico di indagine.
Quando vi comportate come un filosofo o come un sociologo, ricordatevi: state solo esprimendo un'opinione.
Se vogliamo, il Well-being può essere definito una filosofia (io preferisco definirlo strategia esistenziale), ma mai sosterrò la sua oggettività, la sua validità assoluta. Ho sempre detto che è una strada per arrivare alla felicità e posso dirlo perché è stato costruito usando una metodologia scientifica e per me ha funzionato. Come funzionerà per altri.

La visione statistica della scienza

Ovviamente i sostenitori di quelle scienze che la raziologia declassa sosterranno che, a rigor di logica, nemmeno le scienze non criticabili lo sono veramente. Sicuramente si troverà qualcuno disposto a sostenere con convinzione che la Terra è piatta o che il fumo non fa male. Hanno ragione. Ogni concetto è in realtà scientifico solo statisticamente parlando perché supera la soglia di significatività scientifica che noi arbitrariamente fissiamo per esempio nel 99% delle persone che prendono posizione**. Ovviamente le scienze declassate non arrivano nemmeno lontanamente a tale soglia per la stragrande maggioranza dei concetti che vogliono gestire: anche fissando la soglia al 98 o al 95%, moltissime proposizioni di una teoria sociologica, economica, politica non risulterebbero scientifiche.
Anche nelle scienze che superano il test esistono comunque molte proposizioni non scientifiche; sono per esempio quelle della ricerca (che non è ancora scienza proprio perché non supera il test) o quelle su argomenti controversi. Si pensi per esempio in medicina alla questione dell'AIDS (dove l'ultima parola non è ancora stata scritta) o alle intolleranze alimentari, campo dove di scientifico c'è veramente poco. Si pensi alle teorie sulla nascita dell'universo o sull'esistenza di particelle non ancora identificate. Si tratta di casi in cui il desiderio di conoscenza dell'uomo precede la scienza arrogandosi il diritto di essere tale. Il vecchio errore della filosofia.

* Edgar Morin è un filosofo e un sociologo francese di origine ebrea. Nato a Parigi nel 1921, ha al suo attivo numerose opere tra le quali ricordiamo "La conoscenza della conoscenza", "Introduzione al pensiero complesso" e "La testa ben fatta".

** Esula dagli scopi di questo articolo definire esattamente quali posizioni scartare (per esempio definendo un grado minimo di autorevolezza).



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