Migliora la tua intelligenza!
Mappe concettuali e mentali
Copyright by THEA 2012
La mappa concettuale è uno strumento grafico per rappresentare informazione e conoscenza, teorizzato da Joseph Novak negli anni settanta.
La mappa rappresenta in un grafico la conoscenza di informazioni su un argomento in modo più strutturato rispetto al normale apprendimento mnemonico.
Una mappa concettuale:
  • è costituita da nodi concettuali che sono concetti elementari e che vengono descritti da una figura geometrica etichettata;
  • i nodi sono collegati da frecce orientate con etichetta opportuna;
  • la struttura complessiva è di tipo reticolare (può non esserci un preciso punto di partenza).
Per costruire una mappa concettuale è necessario:
  • definire il tema che si vuole descrivere;
  • svilupparlo con un approccio top-down, considerando "eccezionali" le relazioni trasversali;
  • identificare prima i concetti, poi creare le relazioni;
  • collegare i vari argomenti in modo chiaro e corretto.
Le mappe concettuali così definite sono piuttosto astratte; più utile vederne le derivazioni come per esempio i classici flow chart (diagrammi a blocchi) oppure i diagrammi di processo. Da un punto di vista pratico, abbiamo cioè una mappa concettuale ogni volta che noi presentiamo l'informazione attraverso blocchi cui è associato un opportuno testo e la cui forma geometrica ha un preciso significato e tali blocchi sono collegati in modo opportuno da frecce mono o bidirezionali. Un esempio lo trovate nel mio testo sulla corsa nel capitolo in cui viene descritto il ciclo di Krebs. La mappa serve per dare una visione d'insieme del processo che potrebbe sfuggire con la sola descrizione testuale del paragrafo del libro (che comunque è utile per comprendere meglio ogni singolo blocco). In sostanza la mappa "riassume" il processo permettendo di vederlo nella sua interezza. Va da sé che nessuno riuscirebbe a comprendere il ciclo di Krebs dalla sola visione della mappa. La mappa è cioè uno strumento di conoscenza non autosufficiente.

Le mappe mentali

Spesso le mappe concettuali sono messe in relazione con le mappe mentali di Buzan. Da queste ultime le mappe concettuali si differenziano per il loro orientamento spiccatamente cognitivo, che le rende particolarmente utili in contesti quali la gestione della conoscenza, la formazione, la risoluzione di problemi. Al contrario le mappe mentali, maggiormente orientate all'ambito creativo, sono utilizzate in chiave evocativa ed emozionale.
Le mappe mentali (note anche come mappe di parole, mappe di idee, mind maps o clusters) sono una tecnica di rappresentazione grafica del pensiero.
La tecnica delle mappe mentali è relativamente nuova; è stata infatti ideata negli anni '60 del XX secolo da uno psicologo inglese, Tony Buzan; questi definì nel seguente modo le mappe mentali:
 
"…una mappa mentale consiste di una parola o idea principale; attorno a questa parola centrale si associano 5-10 idee principali relazionate con questo termine. Di nuovo si prende ognuna di queste parole e ad essa si associano 5-10 parole principali relazionate con ognuno di questi termini. A ognuna di queste idee discendenti se ne possono associare tante altre…".
 
Mappa mentaleSecondo Buzan, attraverso le mappe mentali, è possibile ottenere una rappresentazione delle informazioni e dei concetti coinvolgendo le funzionalità di entrambi gli emisferi cerebrali, ovvero quelle logico-razionali e quelle "creative".
Sostanzialmente le mappe mentali sono schemi grafici la cui struttura è di tipo gerarchico-associativo; nelle mappe mentali ritroviamo infatti connessioni gerarchiche (chiamate anche rami) e connessioni associative (chiamate anche associazioni).
I rami collegano ogni elemento dello schema con l'elemento precedente, mentre le associazioni collegano elementi disposti in modo gerarchico in punti diversi della mappa.
La geometria delle mappe mentali è una geometria di tipo radiale; in altri termini: si parte dall'elemento centrale, a questo si collegano altri elementi (elementi di I livello) ai quali possono essere collegati altri elementi ancora (elementi di II livello) e così via fino a esaurimento.
L'utilizzo delle mappe mentali viene suggerito in diversi ambiti lavorativi e no; il tipico esempio è quello del settore dei cosiddetti "creativi"; il ricorso alle mappe mentali infatti dovrebbe facilitare le persone a generare idee sia a livello personale sia a livello di gruppo.

Mappe e informatica

L'ideatore delle mappe mentali, Tony Buzan, ha sempre raccomandato che la rappresentazione grafica delle mappe mentali sia fatta manualmente su carta; ciò dovrebbe favorire infatti la stimolazione dell'emisfero cerebrale destro, quello deputato alla creatività, all'immaginazione, alla fantasia, all'intuizione. Con il sempre maggiore avvento degli strumenti informatici, negli ultimi anni sono stati sviluppati numerosi software che mirano a riproporre i principi delle mappe concettuali e mentali. Esistono software che integrano mappe mentali, mappe concettuali e strumenti informatici relativi alla cosiddetta office-automation.
Da questa interazione si è sviluppato il concetto della cosiddetta solution map.
Una solution map può essere considerata una specie di compromesso tra mappe mentali e mappe concettuali; dalle mappe mentali la solution map eredita il tipo di struttura (quella gerarchico-associativa), il tipo di geometria (quella radiale) e l'esaltazione dell'evocatività; dalle mappe concettuali invece prende a prestito le descrizioni testuali estese e le codifiche.
In Rete esistono moltissimi software freeware per lo sviluppo di mappe mentali, mappe concettuali e solution map. Ovviamente esistono anche soluzioni a pagamento nonché servizi online gratuiti e no.
Da un punto di vista pratico, le mappe hanno un grande impatto visivo e servono più per presentare l'argomento che per comprendere a fondo: una critica immediata è che non si è in grado di redarre una mappa corretta se non si è già esperti dell'argomento.

Mappe e memoria

Purtroppo in molti ambiti si continua a ritenere che le mappe concettuali possano essere utili a migliorare la memoria del soggetto. Come vedremo dal rivoluzionario articolo sulla memoria, questa ottimistica posizione nasce dall'impiego di modelli (mai completamente verificati) della memoria, modelli che sono stati recentemente superati. In sostanza, secondo i sostenitori dell'impiego di mappe concettuali, per migliorare la memoria, la sola ripetizione non è sufficiente per condurre alla costruzione di un ricordo stabile nel tempo; è necessaria un’elaborazione più profonda. Ci può essere un semplice ripasso di mantenimento che ha la funzione di attivare una rappresentazione già presente in memoria e un ripasso elaborativo, cioè un'organizzazione migliore del sapere. L'uso delle mappe permetterebbe un ottimo ripasso elaborativo e quindi un notevole miglioramento della memorizzazione dei concetti.
Oggi si sa che perché un ricordo sia stabile deve essere associato a un'esperienza diretta molto forte; non basta cioè conoscere bene per ricordare. L'esempio classico è rappresentato dal percorso di ogni studente. Se lo studente si ricorda per lungo tempo la domanda che l'ha cacciato all'esame (esperienza diretta), dopo qualche anno lo studente non ricorda che sommi capi della materia in cui ha preso il massimo dei voti, a meno che non abbia continuato a coltivarla e abbia associato ai concetti esperienze dirette. Quindi "ricordatevi":

conoscere non vuol dire ricordare

e i metodi che migliorano la conoscenza non migliorano significativamente la memoria.


Consiglia l'articolo su Google, clicca   Se vuoi condividerlo su Twitter, clicca