L'utopia
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Per il Well-being, l'utopia è generalmente negativa, anche se la definizione che ne dà è fortemente pratica:
un progetto può considerarsi utopistico se non può concretizzarsi in 2-3 generazioni.
Concretizzarsi significa essere accettato da una percentuale significativa di attori. Purtroppo, a causa del romanticismo, noi non abbiamo chiara la distinzione fra sogni e obbiettivi. L'I have a dream di Martin Luther King non è utopia perché di fatto l'uguaglianza fra gli uomini è oggi ampiamente riconosciuta e del resto in quei tempi le cose stavano già cambiando, come cantava Dylan (The times they are a-changin'). Quello di King era un obbiettivo.
Allo stesso modo, anche quelli di molti filosofi le cui teorie vennero
considerate utopistiche per il tempo in cui furono esposte, con la
definizione che abbiamo dato non lo sono affatto. Per esempio, a metà del
XVIII sec. chi profetizzava un governo per il quale tutti i cittadini
fossero uguali, non era un utopista perché di fatto la rivoluzione francese,
di lì a breve, avrebbe realizzato quell'obbiettivo (non quel sogno). Così
uno scienziato che nel 1800 pensava di andare sulla Luna era un utopista,
mentre non lo era Wernher von Braun che ci pensava nel 1950.Nessuno può sapere con certezza se un'idea è utopistica oppure no, ma il buon senso ci aiuta a valutarlo. Personalmente per esempio penso che sia un utopista chi si affida all'ibernazione sperando in un progresso tale da poter essere risvegliato dopo la morte.
Anche il Well-being può per esempio essere tacciato di utopia quando parla della necessità della riduzione dell'antropentropia. In realtà occorre distinguere fra un'affermazione e la sua implementazione. Se affermo che per sconfiggere la fame nel mondo ogni individuo dovrebbe avere a disposizione 1.000 kcal al giorno, non sono utopistico, affermo una verità fra l'altro difficilmente contestabile. Posso diventare utopistico se mi limito a vagheggiare che la cosa sia possibile o se propongo soluzioni altamente improbabili.
La politica dei piccoli passi
Una persona concreta la usa per evitare di utilizzare implementazioni utopistiche di ciò che ritiene corretto. Per esempio, per arrivare sulla Luna occorre prima compiere un volo di qualche centinaia di metri. Anziché sognare la conquista del nostro satellite, nel 1850 uno scienziato avrebbe fatto meglio a porsi come obbiettivo quello dei fratelli Wright.Così, data la riduzione dell'antropentropia come soluzione al problema ambientale, ecco che si possono stilare obbiettivi intermedi come quelli della coscienza ambientale. La riduzione della popolazione mondiale non è poi così utopistica. Nei Paesi più avanzati economicamente, la crescita è già sullo zero; se si pensa all'Italia di 50 anni fa e alla sua crescita demografica, non è utopistico pensare che in molti altri Paesi si raggiunga questo obbiettivo nelle prossime 2-3 generazioni. Quello che occorre è che i politici e i sociologi smettano di vedere come negativo (crescita zero) un fatto che in realtà è positivo. Ci potrebbe volere un anno o un millennio.
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