L'intelligenza razionale
Copyright by THEA 2008
Ci occuperemo perciò della terza e potente arma, dopo aver brevemente definito i limiti delle prime due.
Infatti, nonostante l'illusione della certezza sia presente in tutti noi, è abbastanza evidente che nella realtà esistono molte situazioni che la pura logica non può risolvere.
Ecco allora che si passa alla statistica in tutte le sue molteplici forme; esistono molti scenari in cui è possibile esprimere le probabilità degli eventi in gioco (scenari di rischio) e quindi, applicando concetti statistici più o meno sofisticati, arrivare a una decisione.
Gli scienziati usano la logica e la statistica integrandole con i dati sperimentali per fare progressi nella conoscenza delle loro discipline. Tutto ciò è molto stimolante, ma cozza con la realtà quotidiana in cui spessissimo non siamo neppure in grado di definire le probabilità associate agli eventi in gioco. Uno scenario in cui non è possibile definire le probabilità degli eventi coinvolti è detto incerto. Inutile negarlo, viviamo in scenari incerti.
Come è possibile essere razionali in tali scenari? La teoria della scelta razionale afferma che
è razionale chi ha una consapevole coerenza di comportamenti, di preferenze.
Tutto qui? Molti esperimenti hanno a sorpresa dimostrato che è difficilissimo essere coerenti. Partiamo da due scenari di rischio. Provate a rispondere senza leggere il seguito.Scenario A
1) Hai il 30% di probabilità di vincere 1.000 euro.
2) Hai il 40% di probabilità di vincere 200 euro.
Cosa scegli?
Scenario B
1) Hai il 50% di vincere 1.100 euro.
2) Hai la certezza di vincere 500 euro.
Cosa scegli?
Se si vuole massimizzare il proprio utile è ovvio che si debba moltiplicare
la probabilità (per esempio 0,30) per la vincita possibile (1.000). Più alta
è l'utilità attesa più valida l'opzione di scelta.In base a questa strategia, perfettamente razionale, la maggior parte delle persone sceglie 1 nello scenario A; molti di loro però a sorpresa scelgono 2 nello scenario B, anche se 2 ha un'utilità attesa (500 euro) inferiore a 1 (550 euro).
Coloro che hanno scelto 1 nel primo caso e 2 nel secondo si sono mostrati irrazionali. Si potrebbe obbiettare che l'esempio è fuorviante perché l'utilità attesa in A è molto diversa fra le due opzioni (300 euro contro 80), mentre in B la differenza è solo di 50 euro. L'obiezione non ha pregio perché per accorgersene occorre conoscere e applicare il concetto di utilità attesa (intuirlo a spanne e sbagliare perché le due opzioni in B sono vicine non è certo razionale), dopodiché la scelta coerente sarebbe comunque scontata, a prescindere dalle cifre in gioco.
I vari manuali di economia comportamentale su cui trovate questo esempio si fermano qui. In realtà per spiegare l'irrazionalità del comportamento in base alla teoria della scelta razionale (cioè per dimostrare un'incoerenza nelle preferenze) occorre fare ancora un passo.
Infatti, se ci si ferma, l'irrazionalità è tale solo per chi abbia supposto che si debba massimizzare l'utile. Ciò appare "logico", ma può non essere così per tutti. Infatti per molti conta di più la gratificazione di vincere qualcosa che non la somma vinta. Ecco che nel secondo caso si sceglie 2. Applicando la strategia della gratificazione, nel primo caso questi soggetti avrebbero però dovuto scegliere sempre 2 (40% contro 30%). In sostanza sono incoerenti perché nello scenario A usano un criterio di massimizzazione dell'utilità attesa, nel secondo un criterio psicologico basato sulla gratificazione della vincita.
Per capire come sia complesso valutare la realtà, occorre anche evidenziare che anche il nostro ragionamento "allargato" vale solo nell'ipotesi che le somme vinte dal soggetto siano piccole rispetto al suo patrimonio, altrimenti per dimostrare la supposta incoerenza delle sue decisioni sarebbe necessario considerare anche la variabile "importanza della somma vinta" (se la soglia che fa scattare il cambio di strategia è 400 euro può essere comunque razionale che si scelga 1 nello scenario A e 2 in quello B).
Lo spirito dell'articolo - Nonostante tutti questi distinguo, è ovvio che moltissime persone rispondono 1 ad A e 2 a B senza neppure aver preso in esame le ragioni con cui decidono. In altri termini, l'utilità attesa non è certo l'unica possibilità di strategia coerente (se ne possono descrivere decine, fissando opportunamente le condizioni al contorno), ma in genere chi risponde 1 ad A e 2 a B non ha una strategia a priori (si noti il termine consapevole nella definizione di soggetto razionale), ma, quando viene sottolineata la sua incoerenza, tenta di trovare una "giustificazione" a posteriori. Per esempio si potrebbe proporre che, se si deve scegliere tra un rischio e un altro rischio si sceglie il rischio più conveniente, ma se si deve scegliere tra il rischio e la certezza si sceglie la certezza; ma allora di fronte a questa scelta:
1) Hai il 99% di vincere un milione di euro
2) Hai la certezza di vincere 1 euro
si dovrebbe scegliere 2, coerentemente con la strategia 2???? Io dubito fortemente che qualcuno lo faccia!
Incertezza dominante?
Negli scenari incerti cosa ce ne facciamo della logica e della statistica? Servono per verificare la coerenza della soluzione proposta. Supponiamo che si ipotizzi l'esistenza dei fantasmi (e che si ammetta l'esistenza dell'anima). Un sostenitore formula questo scenario : "se l'anima muore allora diventa un fantasma". Il primo passo è già un capitombolo perché la deduzione (elemento tipicamente logico) non è provata. Come se io dicessi: "Mario è un brav'uomo quindi mi stima".Questo semplice esempio dimostra che la coerenza richiesta a una scelta razionale è tutt'altro che facile da ottenere e non è semplice costruire teorie fantasiose e poco sensate che "reggano" l'urto della razionalità.Per approfondire: Migliora la tua intelligenza, Cap. 3
Consiglia l'articolo su Google, clicca
