Scuola e razionalità
Copyright by THEA 2008
Per il Well-being è importante il ruolo che la razionalità gioca nella comprensione del mondo, per cui, con definizione ristretta, la razionalità è l'impiego della ragione per comprendere il mondo, evitando ogni sorta di errore interpretativo.
Proprio rifacendosi agli errori interpretativi, è facile comprendere che la fondatezza viene esplorata studiando l'informazione e i fattori che possono portare a una distorsione di essa e la coerenza viene analizzata utilizzando metodi e criteri scientifici. In questo cammino, è logico chiedersi come sia possibile sviluppare la razionalità del soggetto, tutto sommato minima alla nascita e in evoluzione nella prima parte della vita.
La didattica attuale pone poca attenzione alla razionalità del soggetto. Da secoli si è convinti che attraverso lo studio e la cultura sia possibile aumentare la razionalità fino a un livello di eccellenza, poiché si pensa che, in genere, il semplice vivere in mezzo agli altri sia sufficiente a una persona istruita per coltivare la propria razionalità.
A dire il vero alcune discipline, come la logica, sembrano voler spezzare questa illusione; altre, come la statistica, mettono ormai in guardia dall'analfabetismo statistico che domina la società. I richiami a un netto aumento della priorità didattica dello sviluppo della razionalità riguardano solo persone ormai adulte, pronte a entrare nel mondo del lavoro, persone in cui le scuole dell'obbligo e quelle superiori hanno instillato la convinzione che razionali lo sono già!
Nell'articolo generale sulla razionalità si comprende come la didattica attuale sia carente nell'affrontare il problema. Gli errori comuni relativi a studio e cultura sono di ritenere che ogni materia vada bene. In realtà, proprio come la prestazione di un atleta, anche il punto d'arrivo della nostra razionalità dipende dal punto di partenza (soggettivo e probabilmente genetico) e dall'allenamento svolto. Quindi qualità, quantità e coscienza di un limite individuale devono essere attentamente valutati.
Sulla qualità è molto importante essere oggettivi. Da amante degli scacchi potrei sostenere (e molti mi darebbero ragione) che gli scacchi sono un ottimo modo di accrescere la propria razionalità. In effetti ciò è vero, ma è facile dimostrare che ne accrescono solo certi aspetti. Molti forti scacchisti sono superstiziosi (basta ricordare la sfida mondiale fra Karpov e Korchnoji), altri non sanno destreggiarsi bene con i numeri ecc. Si tratta pertanto di riconoscere come una materia accresca la razionalità, senza sopravvalutarla solo perché la conosciamo e la amiamo.
Nell'articolo sulla logica pratica abbiamo evidenziato la superiorità della mentalità scientifica rispetto a quella umanistica nell'approccio razionale al mondo. Facendo un passo avanti, vediamo come una formazione (differente dalla mentalità, come già spiegato nell'articolo sulla logica) umanistica o scientifica possa avere influenza sulla razionalità. Ovviamente ciò non significa fare una classifica delle varie discipline perché una loro valutazione complessiva non può tener conto della sola propensione al razionale.
Le discipline umanistiche
Le discipline umanistiche danno tutte una grande importanza al linguaggio.
Come difetto generale hanno una scarsa o nulla propensione alla visione
numerica della realtà per cui l'elaborazione dei dati è la caratteristica
della razionalità che più di ogni altra ne risente. Possono dividersi
sommariamente in due classi: quelle non logiche e quelle
logiche.Non logiche - Sono sicuramente le meno razionali. Ne fanno parte tutte quelle discipline umanistiche che non usano particolarmente la logica, ma si servono del linguaggio come arma descrittiva fondamentale. Le lettere (e, con estensione un po' azzardata, l'arte in generale), le lingue e la storia sono esempi convincenti. Possono sviluppare al più il buon senso del soggetto, anche se si deve rilevare che, se manca lo spirito critico, molto probabilmente non si è in grado di traslare correttamente nella quotidianità le nozioni apprese. Per esempio, la storia è importante, ma è necessario che si sappiano valutare le differenze fra una situazione occorsa due secoli fa e un'altra occorsa ieri!
Logiche - Esempi sono la filosofia, il diritto e la psicologia. La logica è pesantemente usata, tant'è che i filosofi classici pensavano di poter arrivare a verità universali con il solo uso di essa. Purtroppo la mancanza dell'aspetto quantitativo della realtà è decisamente penalizzante (per lo sviluppo della razionalità). Solo recentemente si è sviluppata la propensione all'analisi numerica della realtà, grazie all'impiego di metodi statistici, ma tutto ciò è riservato alla ricerca e viene visto come un mezzo per supportare concetti che comunque prescindono da una formulazione matematica e numerica.
Le discipline scientifiche
Poiché si basano su metodi e criteri che pretendono di essere oggettivi, non possono fare a meno di una descrizione quantitativa della realtà né della logica, necessaria per ampliare le conoscenze. Inoltre, quelle che sono sperimentali, consentono di affinare il concetto di esperienza e quindi, implicitamente, allenano il buon senso.Di fronte a una disciplina scientifica è quindi necessario comprendere come essa alleni la razionalità; molto spesso si scoprirà che una branca della disciplina X è molto più razionale (nel senso che allena meglio e usa maggiormente la razionalità) di un'altra branca della stessa disciplina. Si pensi per esempio alla medicina e alla differente razionalità di un ottimo chirurgo (che al limite potrebbe essere bravissimo, ma di scarsa razionalità) rispetto a quella di un ottimo genetista che studia il genoma umano. Mediamente il secondo è più abituato a usare strumenti logici e statistici, quindi è più allenato alla razionalità.
Nell'informatica è estremamente razionale il progettista di una rete (deve necessariamente interagire con la realtà), mentre lo è molto meno chi vuole progettare un nuovo linguaggio, compito abbastanza astratto e limitato alla sola logica.
Diverse discipline scientifiche sono molto descrittive; in esse la parte logica e l'elaborazione dei dati non sono certo paragonabili a quelle di materie più razionali. Si pensi per esempio alla differenza fra zoologia e fisica.
Il piano di allenamento
Dovrebbe essere ormai chiaro che attualmente nelle scuole si insegnano moltissime materie dando per scontato che l'alunno sia razionale o, peggio, che l'insegnamento stesso delle materie (che incidono per nulla o in parte sulla razionalità), lo renda tale.Per questo motivo, il testo Migliora la tua intelligenza può considerarsi il primo manuale di razionalità o, con un neologismo, di raziologia.
I COMMENTI
Il buonsensoIl buonsenso (o buon senso) è la capacità naturale di giudicare correttamente le situazioni, soprattutto dal punto di vista pratico. La definizione porta già con sé l'informazione che questa dote sembrerebbe innata o comunque istintiva. In realtà è immediato rilevare che un bambino o un adolescente hanno spesso mediamente un buon senso minore rispetto a un adulto. Se quindi è probabilmente innegabile che ci sia una componente congenita, è possibile acquisire un maggior buon senso con l'esperienza da sé e da altri.
L'importanza del buonsenso nella razionalità smentisce coloro che credono che l'ignoranza (mancanza di cultura o cultura molto scarsa) sia pregiudizievole per essere razionali. Poiché un minimo di capacità logiche si acquisiscono comunque dall'interazione sociale e un minimo di capacità di elaborazione numerica dei dati si acquisisce dalla scolarità obbligatoria e dal piacere individuale di trattare con i numeri, ecco che un individuo poco colto, ma con ottimo buon senso, può risultare più razionale di un premio Nobel privo di buon senso!
Ovviamente occorre distinguere il buonsenso dal senso comune, cioè l'opinione (spesso erronea!) della maggioranza. Per dirla con il Manzoni, il buon senso c'era; ma se ne stava nascosto, per paura del senso comune.
Mentalità scientifiche
Un ingegnere e un matematico devono mettere dell'acqua a bollire in due situazioni diverse.
Caso 1: la pentola è vuota. L'ingegnere riempie la pentola e la mette sul fuoco; il matematico fa altrettanto.
Caso 2: la pentola è già piena. L'ingegnere la mette direttamente sul fuoco, il matematico la vuota e si riconduce al caso precedente.
Consiglia l'articolo su Google, clicca
