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Gli indicatori esistenziali
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indicatoriUn indicatore esistenziale è un fenomeno legato da una relazione di dipendenza a un altro fenomeno della sfera esistenziale del soggetto. Per spiegare questo concetto squisitamente statistico dobbiamo prima capire cosa si intende per dipendenza.
Supponiamo di avere i dati di tre partiti A, B e C (per esempio i conservatori, i laburisti e i liberali in Gran Bretagna). I tre partiti hanno ottenuto rispettivamente il 40, il 35 e il 25% dei voti. Consideriamo ora le fasce di età; per semplificare consideriamo solo due fasce, gli elettori sotto i 40 anni (F1) e quelli sopra (F2). Supponiamo che un ricercatore abbia a disposizione i dati per classe (F1 ed F2) su un campione casuale della popolazione; i dirigenti del partito C vogliono sapere se l'età e il voto sono legati da una certa relazione di dipendenza. Senza scomodare complessi calcoli statistici è ovvio che se nel campione disponibile le percentuali di voto fossero sempre 40-35-25, sia per F1 sia per F2, sarebbe immediato concludere che età e voto sarebbero fenomeni indipendenti, l'età "non conterebbe". Il nostro ricercatore però scopre che per il partito C la percentuale di voto in F1 è del 35% (che è 10 punti sopra il risultato globale) mentre in F2 è solo del 17% (8 punti sotto al risultato globale). Ciò significa che "l'età conta" e che il partito ha molti più consensi fra i giovani che fra gli over 40. Ovviamente il ricercatore analizzerà con molta più precisione i dati, magari estendendoli anche agli altri partiti; dall'analisi statistica risulteranno utilissime indicazioni ai dirigenti del partito.
Quello che il ricercatore fa in modo statisticamente corretto, ognuno di noi tende a farlo in modo intuitivo, cioè tendiamo a legare coppie di fenomeni in base alla nostra esperienza, al nostro sentire.
Se ci limitiamo a fissare un fenomeno (personalità perdente) che può assumere due modalità (sì, no; ricordo che la modalità si ha quando si supera la soglia di pericolo della personalità, cioè nel vettore della personalità il valore della componente legata alla personalità perdente è superiore alla soglia), è possibile andare a indagare con "occhio statistico" se esistono altri fenomeni legati a esso (gli indicatori esistenziali).

Un esempio: il secondo emendamento

Per esempio, è abbastanza intuitivo constatare che esiste una certa relazione di dipendenza fra chi tiene in casa una pistola a puro scopo di difesa e chi è violento. Nessuno sostiene che la dipendenza sia perfetta e ciò para le obiezioni di chi afferma che "molti che tengono un'arma in casa al solo scopo di difesa non sono affatto violenti". Probabilmente con un'indagine statistica seria si scoprirebbe che la dipendenza è tanto maggiore quanto più il luogo dove vive il soggetto è sicuro. Questa analisi statistica permette di ribattere in modo inconfutabile ai sostenitori del secondo emendamento che negli Stati Uniti giustifica il possesso di armi con il diritto individuale alla difesa personale. Anziché attaccare la tesi su basi etiche, politiche o sociali, basta una banale considerazione: ammettiamo pure che il secondo emendamento sia perfettamente valido; la sua implementazione pratica è tanto più insensata quanto il Paese è sicuro. Se si "deve" applicare, significa che in oltre 200 anni di storia americana non si è fatto nessun passo avanti in materia di sicurezza dei cittadini; in sostanza l'applicazione indica un'arretratezza civile del Paese in cui si applica.

Scegliere gli indicatori

La presenza contemporanea di molti indicatori esistenziali di una personalità perdente aumenta la probabilità che quella persona abbia effettivamente quella personalità perdente. È singolare il fatto che chi contesta il Gioco della vita non contesta mai il gioco in sé, quanto il fatto che avere quella personalità sia perdente: "sì, è vero sono romantico/a, ma il gioco è una sciocchezza, perché uno non può essere romantico?". In effetti dopo 2-3 anni di messa a punto, l'aver raggiunto questo risultato indica che gli indicatori scelti sono quelli corretti.
È abbastanza facile indicare nel tifo esagerato un chiaro indicatore di "non equilibrio"; così un fan irriducibile del Grande Fratello non è certo persona molto high.
Gli indicatori principali sono facili da scoprire; quelli secondari lo sono molto meno. Infatti i secondari non sono ascrivibili a fenomeni che tutti conoscono (per esempio la gelosia, la superbia, la scarsa forza di volontà, l'autostima ecc.), ma sono inerenti a una data situazione, a un dato contesto. Con un'analogia: i principali sono la laurea in legge, quelli secondari sono l'applicazione della stessa da parte di un giudice.
Ci vuole una sensibilità particolare, forse quella che viene definita buon senso, sensibilità che, utilizzando le conoscenze psicologiche generali, è in grado di valutare correttamente uno scenario particolare. Sono quelli che permettono di valutare la personalità di un soggetto in base a una frase o a un comportamento.
Ecco un esempio. Se Tizio mi scrive un commento dicendo che "domenica suo figlio ha fatto la comunione; è stata la più bella comunione di Pavia", molti non ci troveranno nulla di strano. Però nessuna persona equilibrata userebbe quella frase (soprattutto perché, non avendo partecipato alle altre, come può dirlo?). Se uno vuole esaltare la cerimonia, potrebbe dire "è stata una bellissima cerimonia". Usare il superlativo assoluto in riferimento a un luogo (il campo dove si esercita la propria supremazia) è tipico invece di chi, in ogni cosa, tende a mettersi in competizione e, se vince, vuol farlo sapere al mondo intero.

Un abbaglio: l'astrologia

L'uso di indicatori esistenziali scorretti è molto pericoloso, paragonabile all'errore che commette un giudice quando sbaglia sentenza. Il consiglio è che per scoprire indicatori esistenziali occorre imparare ad analizzare in modo dettagliato gli scenari, una volta costruita una propria visione coerente della vita. Un esempio di indicatori sbagliati è l'astrologia. Questa disciplina cerca di stabilire una relazione fra la nostra vita e i fenomeni astrali. Peccato che basti la statistica a smentirla: per esempio, non esistono analisi serie che dimostrino una relazione di dipendenza fra astri e carattere. Chiunque si affretti a dire: "è proprio vero che è un Gemelli, è così estroverso!" commette un grossolano errore statistico, paragonabile a quello commesso da chi, analizzando i dati precedenti, poiché trova molti over 40 (classe F2) che hanno votato per il partito C, conclude che "i vecchi votano preferenzialmente C", con una conclusione esattamente contraria alla realtà! Ma, si sa, per restare in tema:

l'ignoranza statistica e l'astrologia sono fenomeni dipendenti in modo perfetto!

Un abbaglio: la crociata

Il termine indica una campagna assoluta contro qualcosa. Se il qualcosa è "sbagliato" si finisce per fare un disastro. Spesso l'uso un indicatore esistenziale scorretto, fa partire una crociata che, prima o poi, sfocia nell'intolleranza. Quando in modo superficiale generalizziamo un nostro sentire senza approfondire tutti i dettagli, possiamo arrivare a definire indicatori esistenziali che "sembrano" buoni (e in parte spesso lo sono), ma non fanno altro che fornire spiegazioni semplicistiche alla vita. Molte personalità semplicistiche vivono di crociate contro (o a favore di questo o quello, senza accorgersi che ci sono moltissime eccezioni che non confermano l'indicatore da loro scelto. Esempi possono essere il luogo dove una persona va in vacanza (chi va al mare è...), un certo lavoro (tutti i politici sono ladri...), una certa preferenza (chi sceglie auto sportive è...) ecc.

Una piccola ricerca

Alcuni mesi fa, nel nostro Social Network, c'è stata una lunga discussione sull'amicizia fra uomo e donna); ho sempre avuto l'impressione che

il sostenere come positiva l'amicizia totale (senza sesso, altrimenti sarebbe una relazione) fra uomo e donna – Fenomeno 1 (modalità sì-no)
appartenga a (cioè F1 dipenda da F2)
chi non ha trovato il partner giusto – Fenomeno 2 (modalità sì-no)

tant'è che avevo enunciato una regola: se hai accanto la donna giusta, non esci a cena o hai un momento esclusivo con altre donne.
In diversi momenti d'incontro che ho avuto con amici e conoscenti (al di fuori del sito) ho fatto una piccola ricerca che ognuno di voi può ripetere da sé.
Dopo aver spiegato cosa si intende per amicizia totale, ho posto singolarmente (cioè non in presenza del partner) due domande:
  • l'amicizia totale fra uomo e donna eterosessuali è positiva?
  • Esprimi il grado di soddisfazione della tua relazione, identificando come 100 il punteggio di "pienamente soddisfatto/a", 50 "vorrei che fosse migliore" e 0 "non ho una relazione" oppure "completamente insoddisfatto".
Il fenomeno 2 ha modalità se l'indice è superiore a 80 (10 persone hanno risposto sì), no se inferiore (33 persone hanno risposto no). Sono stati esclusi dal test 5 soggetti che dichiaravano di "non aver capito le domande".
Ho raccolto 43 risposte:

  F1=S F1=N
F2=S 2 8
F2=N 23 10

Cioè il sondaggio dà un 58,1% di risposte positive, ma nell'insieme dei soddisfatti solo un 20% ha dato risposta positiva.
Per chi mastica un po' di statistica, l'applicazione dell'indice di Pearson alla tabella delle frequenze attese e a quella delle frequenze rilevate ci dice che l'ipotesi che F1 sia indipendente da F2 (cioè che io abbia torto) non supera il 5,4%!