Altruismo sociale
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Questa legge non ci sarà mai perché i non patosensibili sanno benissimo che è sbagliata.
Un uomo vede un bambino annegare in mare. Non sa nuotare. Si butta lo stesso e muore.
Secondo l'altruismo sociale è un eroe, secondo il Well-being è uno stupido. Da questo punto di partenza si può modificare lo scenario cambiando le variabili modificando anche il giudizio finale.
1) L'uomo sa nuotare. Vuol dire che valuta la possibilità di salvare il bambino senza rischiare la vita. Se le probabilità sono alte (al limite l'uomo può sentirsi così sicuro di non rischiare nulla, al massimo di arrivare troppo tardi, di non salvare il bambino), l'uomo può decidere di buttarsi; ovvio che può aver valutato male, ma scelte sbagliate fanno parte della vita; quello che conta è che abbia valutato il rischio prima di agire.
2) Il bambino non è uno sconosciuto. Se fa parte del suo mondo dell'amore (caos limite: è il figlio), diminuisce la soglia di cui in 1.
3) L'uomo è un operatore sociale (poliziotto, pompiere ecc.). Anche in questo caso diminuisce la soglia di cui in 1 perché l'altruismo sociale si trasforma in altruismo professionale. Pensiamo a persone come Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, Frank Serpico che hanno dato la vita per la società. Sicuramente non erano suicidi (probabilità nulla di sopravvivere), perché altrimenti resta il giudizio di stupidità. Il poliziotto, il pompiere, il soldato ecc. accettano una dose di rischio in cambio di una professione che piace e che dà da vivere. Non sono né eroi (e allora quelli che non sono morti, ma hanno fatto il loro stesso lavoro, eroi non sono?), né stupidi: sono persone innanzitutto "normali". Va valutato il loro lavoro; alla luce di questa valutazione possono essere persone veramente eccezionali (per esempio è eccezionale chi ha contribuito a far arrestare grandi criminali). Ma non sono persone eccezionali solo perché sono morti!
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