Il razzismo
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Rispondete con spontaneità:


In senso stretto si parla di razzismo associando la discriminazione di un gruppo rispetto a un altro di razza diversa; spesso il razzismo è associato a colori di pelle diversi. In senso lato la discriminazione può riguardare il sesso, le differenze religiose, politiche, sociali ecc.
Così definito il termine razzismo perde di chiarezza e spesso è usato a sproposito o in modo demagogico e retorico. Per capire il fenomeno è fondamentale definire il concetto di compatibilità fra gruppi.
È il caso di due avversari politici in un paese democratico: A potrà ritenere completamente sbagliata la politica sociale di B, ma non per questo ritiene B un essere delittuoso. Probabilmente in Italia il 90% della popolazione è compatibile per quanto possa essere acceso il dibattito politico, religioso, sociale ecc.
In base alla definizione di compatibilità si possono definire diversi altri concetti.
Notate anche che in un regime democratico usa "toni terroristici" chi accende gli animi scambiando una compatibilità (io ritengo sbagliata la tua idea, ma non la ritengo un delitto) per incompatibilità e dipingendo l'avversario come un soggetto che si sta macchiando di un delitto.
Esistono diverse forme di razzismo.
Razzismo classico - Di fronte a un essere compatibile (per esempio di razza diversa) opera una qualunque pregiudiziale, violenta o meno.
Razzismo di potere - Forma subdola in cui si stabilisce una differenza per legge (si pensi alla nobiltà, alla monarchia, alla dittatura ecc.) fra individui.
Razzismo di reazione - Si ha quando un gruppo discriminato attua un eccesso di difesa che lo porta a discriminare a sua volta il gruppo forte. Un esempio classico è il femminismo esasperato, in cui la donna ritiene secondario il ruolo maschile nella società.
Razzismo di minoranza - È il razzismo di chi, invocando il razzismo della parte forte, vuole imporre a essa le proprie regole sociali, pretendendo che siano rispettate.
Se per me è un diritto ciò che per te è un delitto abbiamo colori delle idee diversi. È assurdo e utopistico sperare che possiamo vivere insieme, sotto lo stesso tetto. Uno dei due dovrà cedere, ma è giusto ciò? Assolutamente no. Da qui si deduce che l'unico modo per cui gruppi incompatibili possano vivere in pace è che rimangano separati (SEPARATISMO).
Applichiamo il colorismo al triste scontro fra mondo occidentale e islamismo. Fra le tante sciocchezze dette, appare evidente che oggi in Italia nessuno sa porsi in modo distaccato e razionale. Esistono delle posizioni altamente criticabili in tutti gli schieramenti.
Sinistra - Non riesce a liberarsi dell'assurdo postulato marxista che "ogni proletario è buono".
Ne deriva che è impossibile dialogare sugli errori e/o sui crimini di chi buono non è. La povertà giustifica ogni azione e diventa il metro di giudizio, rozzo e illogico, per giudicare le persone e gli Stati; peccato che l'Italia di oggi (come tanti altri paesi occidentali) è stata fatta da contadini e operai che nella povertà non hanno mai perso il senso della civiltà.
Destra - Non riesce a liberarsi dell'assurdo postulato conservatore che "ogni extracomunitario è cattivo".
Provate ad ascoltare una riunione conviviale di persone piuttosto agiate, "naturalmente" di destra, e scoprirete che la maggior parte dei discorsi sono privi di ogni spessore, spesso insignificanti. Scoprirete che sono meglio degli extracomunitari che vogliono rispedire ai loro paesi semplicemente perché sono stati fortunati a venire al mondo in condizioni decisamente migliori.
Ovvio che il loro postulato consente di giustificare alla loro coscienza gli interessi commerciali che spingono i paesi ricchi a fare di tutto per impossessarsi del petrolio dei paesi (islamici) più poveri.
Cattolici - Non riescono a liberarsi dell'assurdo postulato secondo cui è necessario "amare il prossimo tuo come te stesso", dimenticando la postilla "ma non più di te stesso".
Il risultato è che la posizione nei confronti dell'Islam è quanto mai confusa e priva di ogni concretezza.
La soluzione è abbastanza semplice se ognuno vivesse la propria fede nel proprio paese senza pretendere di convertire l'altro alla propria religione o al proprio stile di vita.
L'Islam classico non può essere compatibile con la cultura occidentale. Non si tratta di essere tolleranti o di leggere e studiare il Corano, si tratta di valutare la realtà: per un islamico tradizionalista (attenzione, non si parla di integralismo) sono un delitto molte cose che per noi sono un diritto. Il colore della sua testa è diverso dal nostro. Però entrambi, lui e noi, abbiamo diritto di vivere la nostra vita. Per farlo non resta che ognuno la vita in un ambiente che sia consono a ciò in cui crede. L'islamico in un mondo islamico, l'occidentale in un mondo occidentale. Ovvio che l'islamico che vuol vivere in un mondo occidentale deve accettare le regole occidentali come un occidentale che vuole vivere in un mondo islamico deve accettare le regole islamiche. Poi gli interscambi culturali (che nessuno potrà fermare) modificheranno le varie civiltà e solo la Storia potrà dire cosa sceglierà l'Uomo.
Veniamo al test.
1. Sì - 2. Sì -> Siete integrazionisti.
Attenzione alle conseguenze.
1. No - 2. No -> Siete razzisti.
Nel terzo millennio non ci sono parole per definire la vostra posizione...
1. No - 2. Sì -> Siete equilibrati (coloristi).
1. Sì - 2. No -> O siete razzisti o c'è qualcosa che non va. In ogni caso preoccupatevi!


Le risposte in fondo all'articolo.
In senso stretto si parla di razzismo associando la discriminazione di un gruppo rispetto a un altro di razza diversa; spesso il razzismo è associato a colori di pelle diversi. In senso lato la discriminazione può riguardare il sesso, le differenze religiose, politiche, sociali ecc.
Così definito il termine razzismo perde di chiarezza e spesso è usato a sproposito o in modo demagogico e retorico. Per capire il fenomeno è fondamentale definire il concetto di compatibilità fra gruppi.
Due gruppi sono compatibili quando nella quotidianità ciò che è un diritto per uno non è un delitto per l'altro.
Supponiamo che due soggetti abbiano un'idea diversa su un determinato argomento. Il soggetto A può avvertire la tesi di B (e ovviamente viceversa) in modo da ritenerla un errore (anche gravissimo) o un vero e proprio delitto. Nel primo caso A e B sono compatibili, nel secondo no.È il caso di due avversari politici in un paese democratico: A potrà ritenere completamente sbagliata la politica sociale di B, ma non per questo ritiene B un essere delittuoso. Probabilmente in Italia il 90% della popolazione è compatibile per quanto possa essere acceso il dibattito politico, religioso, sociale ecc.
In base alla definizione di compatibilità si possono definire diversi altri concetti.
Il terrorismo
È ovvio che se B ritiene che A stia compiendo un delitto e che gli neghi un suo diritto possa agire in modo violento contro A. Notate la finezza: se l'insieme B è abbastanza numeroso, si parla di rivoluzionario (rivoluzione francese, americana, russa ecc.), se B è in netta minoranza si parla di terrorismo. È solo una questione di numeri, ma si parte sempre dall'incompatibilità.Notate anche che in un regime democratico usa "toni terroristici" chi accende gli animi scambiando una compatibilità (io ritengo sbagliata la tua idea, ma non la ritengo un delitto) per incompatibilità e dipingendo l'avversario come un soggetto che si sta macchiando di un delitto.
Il razzismo
Se A e B sono compatibili, ma A vuole discriminare B allora si ha razzismo. Non c'è bisogno di scomodare tristi fantasmi del passato, basta analizzare la posizione di un ultrà calcistico che va allo stadio per opporsi fisicamente ai tifosi della squadra avversa. Se interpellato, sosterrà senza esitazione che è giusto che ognuno tifi per la propria squadra, ma quando si troverà di fronte a un tifoso che gli agita in faccia una bandiera avversaria, ecco che scatta il raptus e la violenza. Teoricamente ritiene il tifoso avversario compatibile, ma di fatto vuole annientarlo, discriminandolo totalmente. È razzista.Esistono diverse forme di razzismo.
Razzismo classico - Di fronte a un essere compatibile (per esempio di razza diversa) opera una qualunque pregiudiziale, violenta o meno.
Razzismo di potere - Forma subdola in cui si stabilisce una differenza per legge (si pensi alla nobiltà, alla monarchia, alla dittatura ecc.) fra individui.
Razzismo di reazione - Si ha quando un gruppo discriminato attua un eccesso di difesa che lo porta a discriminare a sua volta il gruppo forte. Un esempio classico è il femminismo esasperato, in cui la donna ritiene secondario il ruolo maschile nella società.
Razzismo di minoranza - È il razzismo di chi, invocando il razzismo della parte forte, vuole imporre a essa le proprie regole sociali, pretendendo che siano rispettate.
L'integrazionista
Accanto alla figura del razzista, si può definire anche quella, altrettanto deleteria, dell'integrazionista, cioè di chi vuole far convivere gruppi incompatibili. Oltre a essere utopistica, la posizione dell'integrazionista è equivalente a quella del razzista (anche se meno odiosa) perché predispone a un successivo scontro di persone. È una bomba a orologeria. Non sottovalutate la pericolosità sociale degli integrazionisti. Infatti si può definire il razzismo inverso: è il razzismo dell'integrazionista che vuole a tutti i costi far convivere gruppi incompatibili. L'esempio classico è il pensare che possano convivere la concezione musulmana integralista della donna e una donna occidentale in topless su una spiaggia. Come è possibile far convivere le due persone? Solo chi manca di concretezza può pensare di riuscirci e ovviamente semina razzismo perché dalla forzata convivenza nascerà poi il razzismo classico.Il separatismo
Dovrebbe essere a tutti ormai chiara la soluzione. Non conta il sesso, il colore della pelle, le idee politiche, sociali, religiose ecc.: conta la compatibilità, cioè il colore delle idee, del proprio cervello (colorismo).Se per me è un diritto ciò che per te è un delitto abbiamo colori delle idee diversi. È assurdo e utopistico sperare che possiamo vivere insieme, sotto lo stesso tetto. Uno dei due dovrà cedere, ma è giusto ciò? Assolutamente no. Da qui si deduce che l'unico modo per cui gruppi incompatibili possano vivere in pace è che rimangano separati (SEPARATISMO).
Applichiamo il colorismo al triste scontro fra mondo occidentale e islamismo. Fra le tante sciocchezze dette, appare evidente che oggi in Italia nessuno sa porsi in modo distaccato e razionale. Esistono delle posizioni altamente criticabili in tutti gli schieramenti.
Sinistra - Non riesce a liberarsi dell'assurdo postulato marxista che "ogni proletario è buono".
Ne deriva che è impossibile dialogare sugli errori e/o sui crimini di chi buono non è. La povertà giustifica ogni azione e diventa il metro di giudizio, rozzo e illogico, per giudicare le persone e gli Stati; peccato che l'Italia di oggi (come tanti altri paesi occidentali) è stata fatta da contadini e operai che nella povertà non hanno mai perso il senso della civiltà.
Destra - Non riesce a liberarsi dell'assurdo postulato conservatore che "ogni extracomunitario è cattivo".
Provate ad ascoltare una riunione conviviale di persone piuttosto agiate, "naturalmente" di destra, e scoprirete che la maggior parte dei discorsi sono privi di ogni spessore, spesso insignificanti. Scoprirete che sono meglio degli extracomunitari che vogliono rispedire ai loro paesi semplicemente perché sono stati fortunati a venire al mondo in condizioni decisamente migliori.
Ovvio che il loro postulato consente di giustificare alla loro coscienza gli interessi commerciali che spingono i paesi ricchi a fare di tutto per impossessarsi del petrolio dei paesi (islamici) più poveri.
Cattolici - Non riescono a liberarsi dell'assurdo postulato secondo cui è necessario "amare il prossimo tuo come te stesso", dimenticando la postilla "ma non più di te stesso".
Il risultato è che la posizione nei confronti dell'Islam è quanto mai confusa e priva di ogni concretezza.
La soluzione è abbastanza semplice se ognuno vivesse la propria fede nel proprio paese senza pretendere di convertire l'altro alla propria religione o al proprio stile di vita.
L'Islam classico non può essere compatibile con la cultura occidentale. Non si tratta di essere tolleranti o di leggere e studiare il Corano, si tratta di valutare la realtà: per un islamico tradizionalista (attenzione, non si parla di integralismo) sono un delitto molte cose che per noi sono un diritto. Il colore della sua testa è diverso dal nostro. Però entrambi, lui e noi, abbiamo diritto di vivere la nostra vita. Per farlo non resta che ognuno la vita in un ambiente che sia consono a ciò in cui crede. L'islamico in un mondo islamico, l'occidentale in un mondo occidentale. Ovvio che l'islamico che vuol vivere in un mondo occidentale deve accettare le regole occidentali come un occidentale che vuole vivere in un mondo islamico deve accettare le regole islamiche. Poi gli interscambi culturali (che nessuno potrà fermare) modificheranno le varie civiltà e solo la Storia potrà dire cosa sceglierà l'Uomo.
Veniamo al test.
1. Sì - 2. Sì -> Siete integrazionisti.
Attenzione alle conseguenze.
1. No - 2. No -> Siete razzisti.
Nel terzo millennio non ci sono parole per definire la vostra posizione...
1. No - 2. Sì -> Siete equilibrati (coloristi).
1. Sì - 2. No -> O siete razzisti o c'è qualcosa che non va. In ogni caso preoccupatevi!
