Ozonoterapia
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L'ozono viene utilizzato sia in campo industriale che in campo medico; in quest'ultimo settore l'ozono viene utilizzato miscelandolo a O2 (si parla di ozono medicale, noto anche come O2-O3).
L'ozonoterapia è praticata da quasi un secolo (sembra infatti che le prime applicazioni di ozonoterapia risalgano alla Grande Guerra; attraverso di essa si curavano le ferite agli arti sfruttando il potere disinfettante dell'ozono per evitare la diffusione della cancrena), ma per un approfondimento delle ricerche sulle possibili applicazioni dell'ozonoterapia si sono dovuti attendere moltissimi anni (ultimo ventennio del XX secolo).
L'ozonoterapia sfrutta le proprietà biochimiche dell'ozono; le sue azioni in campo medico sono di tipo battericida, fungicida e virustatica.
L'ozonoterapia non viene effettuata attraverso inalazione perché l'ozono è tossico se viene inalato, ma non sembra dar luogo a effetti indesiderati se somministrato per altre vie e a corretti dosaggi, dosaggi che non devono eccedere le capacità che il glutatione e gli enzimi deputati all'anti-ossidazione (l'enzima superossido dismutasi e l'enzima catalasi) hanno di impedire che vi sia un accumulo di perossido di idrogeno e di anione superossido.
Modalità di somministrazione e indicazioni dell'ozonoterapia
L'ozonoterapia può essere effettuata attraverso diverse modalità di
somministrazione; la miscela di ozono e ossigeno può infatti essere
somministrata per via intrarteriosa, per via intravenosa, con iniezione
intrarticolare, con iniezione sottocutanea, con insufflazione intestinale,
attraverso piccola autoemotrasfusione, attraverso grande autoemotrasfusione,
con applicazioni locali, con acqua ozonizzata, con creme a base di ozono e
con olio ozonizzato. Un brevissimo cenno alle modalità di autoemotrasfusione; questa tipologia di somministrazione dell'ozonoterapia consiste nel prelevare un determinato quantitativo di sangue, nell'ozonizzarlo e nel reinfonderlo a circuito chiuso.
Secondo i fautori dell'ozonoterapia, il suo campo di applicazione è decisamente vasto e le patologie che possono trarne giovamento non sono certo affezioni di poco conto. L'ozonoterapia sarebbe infatti efficace nel trattare numerose patologie di tipo vascolare e di tipo neurologico nonché tutta una serie di malattie a carattere artroreumatico; l'ozonoterapia sarebbe altresì utile per trattare i problemi di immunodepressione, le epatiti virali di tipo acuto o cronico e l'herpes zoster. L'elenco delle patologie vascolari e neurologiche è impressionante, si va da ulcere necrotiche, vascolari e diabetiche alla maculopatia degenerativa, dal morbo di Parkinson all'Alzheimer, dalla disfunzione erettile alla sclerosi multipla, ma se ne potrebbero citare molte altre ancora.
L'elenco delle patologie artroreumatiche che sarebbe possibile trattare con l'ozonoterapia è ancora più esteso: ernie del disco, colpo di frusta, artrosi lombo-sacrale, lombosciatalgie, gonartrosi, periartriti, sindrome del tunnel carpale, metatarsalgie, neuroma di Morton, tendiniti, traumi sportivi ecc.
NOTA - Il puro buon senso dovrebbe spingere a essere molto cauti verso terapie che promettono di curare tutto. Attualmente infatti non esistono studi scientificamente incontestabili che abbiano dimostrato l'efficacia dell'ozonoterapia; secondo la medicina ufficiale, molte delle malattie citate poco prima sono ritenute ancora non curabili.
Ozonoterapia ed ernia del disco
Uno degli utilizzi più diffusi dell'ozonoterapia è il trattamento dell'ernia del disco (discolisi con ozono).L'uso dell'ozonoterapia è un'opzione terapeutica che viene talvolta consigliata per trattare quelle ernie del disco abbastanza contenute nelle quali le terapie conservative non hanno ottenuto gli effetti sperati, ma per le quali si ritiene che il ricorso all'intervento chirurgico a cielo aperto sia da considerarsi un'opzione terapeutica eccessiva.
La somministrazione dell'ozonoterapia può essere effettuata attraverso l'iniezione dell'ozono a livello dei muscoli paravertebrali; tale modalità non è condivisa da alcuni autori che ritengono che la sua efficacia non superi quella del placebo. Alcuni autori ritengono che l'ozonoterapia per l'ernia del disco possa avere maggiore efficacia se la miscela di ossigeno e ozono viene somministrata per via peridurale o per via intradiscale o, addirittura, utilizzando entrambe queste vie; gli stessi autori ammettono però che non vi sono però dati scientifici esaurienti nei riguardi di questi due meccanismi d'azione.
Talvolta l'ozonterapia viene associata ad altre tecniche di intervento come la discectomia endoscopica e la nucleoplastica con radiofrequenze.
I rischi dell'ozonoterapia
Da una risposta del dott. Antonio Valassina (Ricercatore Università Cattolica del S. Cuore di Roma, Policlinico A. Gemelli) a un utente che chiedeva lumi sul decesso di una persona (48 anni) immediatamente dopo un'applicazione di ozonoterapia intradiscale, per la cura di un ernia del disco, (gli esami autoptici hanno individuato la causa della morte in una tromboembolia polmonare massiva).I casi di morte per ozonoterapia non sono raccolti e posti in evidenza verosimilmente perché non classificati come tali oppure "occultati" per evidenti ragioni medico-legali.
Al di fuori della complicanza con exitus, di sicuro esiste, però, una più ampia casistica di complicazioni non mortali, ma non per questo meno importanti, legate all'uso dell'ozono sia intramuscolare paravertebrale, che intradiscale. Ma anche qui si assiste ad una specie di "occultamento" da parte di questi praticanti stregoni.
Solo i casi più gravi sono arrivati all'osservazione di medici in strutture ospedaliere maggiori "terze" rispetto agli ambienti dove si pratica l'ozonoterapia e pertanto non sospette di connivenze o coperture.
Casi di questo tipo sono stati segnalati alla SOTIMI (Società Italiana di Ortopedia e Traumatologia del Meridione e delle Isole), nonché alla SIOT (Società Italiana di Ortopedia e di Traumatologia) con complicanze gravi o gravissime per espulsioni massicce del disco o di grandi frammenti nel canale vertebrale con gravi danni neurologici secondari, dopo trattamenti con Ozonoterapia.
Non esiste ancora una serie di pubblicazioni a supporto di queste osservazioni perché la serie segnalata di casi è limitata (sono ancora pochi i casi di complicanze, ma quando presenti spesso con danni neurologici sempre seri).
* L'ozono è quindi una forma allotropa dell'ossigeno (l'allotropia è la proprietà che una sostanza ha di esistere in diverse forme).
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