Nicotina
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La nicotina deve il suo nome a Jean Nicot, un diplomatico e accademico francese, che introdusse i semi di tabacco nel continente europeo nella seconda metà del XVI secolo. L'alcaloide fu isolato per la prima volta agli inizi del XIX secolo da un medico cremonese, Gaspare Cerioli. Fu invece sintetizzato quasi un secolo dopo da Amé Jules Pictet, un chimico francese.
La nicotina è un potente veleno naturale, tant'è che è stata spesso utilizzata come componente di insetticidi utilizzati in campo agricolo. Una dose di 50-60 mg di nicotina iniettata in vena è sufficiente a provocare la morte negli esseri umani.
Oltre che nella Nicotiana tabacum, la nicotina è contenuta in diverse piante appartenenti alla famiglia delle Solanacee, tra esse ricordiamo la melanzana, la patata, il peperone e il pomodoro.
La concentrazione di nicotina nel tabacco dipende da svariati fattori tra i quali la varietà della pianta, la tecnica di coltivazione e l'andamento stagionale. Mediamente tale concentrazione varia dall'1 all'8%.
Nelle sigarette commercializzate nel nostro Paese la quantità di nicotina presente si aggira sul milligrammo; i fumatori di sigarette ne assorbono la quasi totalità (95% circa); la parte che non viene assorbita si disperde nell'ambiente circostante. Ovviamente la percentuale di nicotina assorbita dal fumatore varia notevolmente nel caso che la sigaretta venga inalata o meno; nel secondo caso infatti la quantità di nicotina si riduce alla metà.
La nicotina che viene inalata durante il fumo viene assorbita attraverso i tratti gastrointestinale e respiratorio; da essi la nicotina entra nel circolo ematico e nel giro di pochi secondi raggiunge cervello, surreni, fegato e apparato broncopolmonare. La nicotina viene poi escreta tramite le urine sotto forma di cotinina. Tramite il dosaggio della cotinina (che può essere fatto nel sangue, ma anche nella saliva o nelle urine) è possibile quantificare l'esposizione ai fumi attivo e passivo.
Negli esseri umani la nicotina contenuta nel tabacco genera assuefazione (l'assuefazione è un fenomeno di tipo clinico provocato dalla somministrazione continua o comunque ripetuta in modo particolarmente frequente di determinate sostanze; la conseguenza di tale somministrazione porta a una riduzione dell'efficacia della sostanza in questione con conseguente ricorso a dosaggi sempre maggiori che possono acquisire carattere di nocività); la nicotina assunta con il fumo di sigari o sigarette viene metabolizzata in modo alquanto rapido, soprattutto nei fumatori abituali. Il rischio di una overdose di nicotina è da ritenersi più accademico che pratico dal momento che il fumatore ha la tendenza ad adeguare il consumo di sigari o sigarette in base ai livelli plasmatici di nicotina.
Gli effetti della nicotina
Gli effetti della nicotina sono vari e complessi. Bassi dosaggi di nicotina
hanno generalmente effetti di tipo stimolante; essa provoca un leggero
incremento delle pulsazioni cardiache e un lieve rialzo della pressione
arteriosa; provoca anche un aumento, seppur lieve, della sudorazione. Altri
effetti della nicotina, sempre a bassi dosaggi, sono la soppressione del
senso di fame, il miglioramento della concentrazione mentale e l'incremento
del metabolismo. Con l'aumento dei dosaggi, gli effetti provocati dalla
nicotina sono altri e in parte opposti a quelli citati in precedenza:
diminuzione della pressione arteriosa, sonnolenza, mal di testa, diarrea,
aritmia e vasodilatazione. Dosaggi particolarmente elevati possono essere
causa di paralisi dei muscoli respiratori. Gli effetti provocati dai bassi dosaggi possono non sembrare, di per sé, totalmente negativi; il problema fondamentale è però legato al fatto che, come detto nel paragrafo precedente, la nicotina provoca assuefazione e dipendenze psichica e fisica.
La sintomatologia della crisi da astinenza da nicotina è costituita essenzialmente da ansia e da sensazione di vuoto, ma si registrano anche depressione, bulimia, ipotensione e nervosismo, irritabilità, disturbi del sonno, difficoltà di concentrazione e diminuzione della vigilanza; i sintomi raggiungono l'apice nel giro di due o tre giorni e una disintossicazione fisica totale può richiedere sino a tre settimane. Più complessa è la questione relativa alla dipendenza psichica che in alcuni soggetti può essere presente vita natural durante.
Contrariamente a quanto molti ritengono, la nicotina, pur essendo decisamente tossica, non è una sostanza cancerogena, lo sono invece almeno una sessantina delle migliaia di sostanze presenti nel fumo delle sigarette.
Sugli effetti deleteri del fumo è inutile dilungarsi in questa sede (chi volesse approfondire tale questione può consultare il nostro articolo Fumo: perché smettere!); qui ci limitiamo a ricordare che l'assunzione di nicotina, oltre agli spiacevoli effetti riportati poco sopra, può essere causa di acidità a livello gastrico e vasocostrizione periferica.
Particolare attenzione all'assunzione di nicotina devono porre le donne in gravidanza (il fumo può provocare diversi danni al feto) e quelle che allattano; la nicotina infatti viene escreta nel latte materno in quantità che sono tanto più elevate quanto più alto è il numero di sigarette fumate. Tra i disturbi che possono colpire il neonato vi sono vomito, diarrea, aumento della frequenza cardiaca, perdita dell'appetito e irrequietezza.
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