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Melanoma
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Il melanoma è un tumore maligno dei melanociti, cellule presenti in diverse zone dell'organismo, ma in particolar modo nei tessuti cutanei. Non è una neoplasia particolarmente frequente (3-4% circa di tutti i tumori maligni), ma la sua incidenza è in progressivo aumento. Rarissimo nell'età pre-puberale, il melanoma è un tumore che colpisce preferenzialmente persone fra i 40 e i 60 anni di età. Nel nostro Paese l'incidenza annua varia dagli 8 ai 15 casi ogni 100.000 persone; le regioni più colpite sono quelle settentrionali; a livello mondiale le stime parlano di circa 100.000 nuovi casi all'anno.
Una tipica suddivisione dei melanomi è quella che li distingue dal punto di vista clinico-patologico; secondo tale suddivisione si parla di:
  • melanoma nodulare
  • lentigo maligna
  • melanoma acro-lentigginoso
  • melanoma muco-lentigginoso
  • melanoma amelanotico.
I due più noti sistemi di classificazione relativi al melanoma cutaneo sono due: il sistema secondo Clark e il sistema secondo Breslow.
Il sistema secondo Clark è relativo al livello di invasione anatomica della cute; si definiscono quindi i seguenti 5 livelli:
  • Livello I (epidermide)
  • Livello II  (derma superficiale)
  • Livello III  (derma profondo)
  • Livello IV  (derma reticolare)
  • Livello V  (ipoderma).
melanomaIl secondo sistema, quello secondo Breslow, è basato sullo spessore della lesione maligna rilevato misurando in mm l'effettiva profondità dello strato granuloso cutaneo fino a che non si giunge al punto di massima infiltrazione; vengono definite quattro tipologie di spessore:
  • T1: spessore <1 mm
  • T2: spessore tra 1,01 e 2 mm
  • T3: spessore tra 2,01 e 4 mm
  • T4: spessore >4 mm.
Ogni T può essere seguita da A o da B; tali lettere definiscono rispettivamente l'assenza o la presenza di ulcerazione.
La proliferazione del melanoma - Il melanoma cutaneo è un tumore istologicamente molto complesso; per comprenderla meglio è necessario accennare i concetti di crescita radiale e verticale, due fasi che il melanoma attraversa. Nella fase di crescita radiale si ha un'espansione del melanoma in senso orizzontale internamente allo strato epidermico e agli strati dermici più superficiali. Con il trascorrere del tempo si arriva alla fase radiale, fase in cui la neoplasia inizia la sua estensione a livello degli strati dermici collocati più in profondità.

Melanoma: le cause e i fattori di rischio


Il melanoma è più frequente:
  • in soggetti con carnagione chiara, capelli rossi/biondi e occhi chiari che si scottano facilmente al sole e che si abbronzano con difficoltà;
  • in soggetti con episodi in famiglia (origine genetica);
  • in presenza di nevi congeniti di grandi dimensioni (20 cm);
  • in presenza di numerosissimi nevi (>30);
  • in presenza di nevi atipici (>3).
Si ritiene che la stragrande maggioranza dei melanomi siano provocati dai danni che un'esposizione ai raggi UV comporta per pelli particolarmente sensibili (vedasi il punto 1).
Generalmente il melanoma si sviluppa nelle parti che sono più esposte alla luce del sole (volto, orecchie, collo, spalle e dorso).

Melanoma: la diagnosi

melanomaPoiché il melanoma può insorgere su un neo esistente fin dalla nascita, è opportuno effettuare controlli periodici, procedendo all'asportazione chirurgica nei casi dubbi; la possibilità di un controllo periodico dovrebbe essere presa in considerazioni da tutti i soggetti che appartengono alla classe di rischio (si veda il paragrafo precedente).
Talvolta il melanoma si sviluppa autonomamente, presentandosi come una chiazza che si estende lentamente e che provoca prurito e tende a cambiare colore e a divenire rilevata. Altri melanomi non danno né prurito né bruciore né dolore.
Per individuare la possibile insorgenza di un melanoma viene generalmente consigliato di memorizzare la regola ABCDE; la regola è così chiamata perché in genere i melanomi hanno;
  • A - forma asimmetrica (tracciando una linea immaginaria passante per il centro della lesione, si ottengono due metà non sovrapponibili)
  • B - bordi irregolari e frastagliati
  • C - colore scuro, nero o variegato
  • D - dimensione variabile
  • E - evoluzione con tendenza ad aumentare di dimensioni.
Autoesame dei nevi – L'autoesame dei nevi, da effettuarsi trimestralmente, è una pratica che tutti i soggetti che presentano rischi più elevati di sviluppare un melanoma cutaneo dovrebbero prendere in considerazione. L'autoesame può essere effettuato aiutandosi con lo schema ABCDE soprariportato. Oltre a sottoporsi a controlli periodici, tali soggetti dovrebbero evitare di esporsi in modo eccessivo e/o intermittente a fonti di raggi UV (fonti nelle quali sono comprese le lampade e i lettini abbronzanti). Ovviamente l'autoanalisi non sostituisce il controllo dermatologico da effettuarsi presso uno specialista, ma può essere molto utile a livello preventivo, nel caso si notino modificazioni sospette a livello cutaneo. La diagnosi precoce è fondamentale; essa infatti è associata a una sopravvivenza elevatissima (99%). La prognosi del melanoma dipende strettamente dallo spessore raggiunto nella cute al momento in cui viene diagnosticato e asportato.
Le strumentazioni diagnostiche - Le strumentazioni attualmente disponibile per il controllo dermatologico hanno raggiunto livelli di evoluzione notevoli. La metodica attualmente più efficace per diagnosticare precocemente un melanoma cutaneo è la dermatoscopia, una tecnica che permette l'osservazione di particolari impossibili da osservarsi a occhio nudo. La dermatoscopia può essere effettuata con il dermatoscopio manuale (un apparecchio dotato di una lente che ingrandisce di 10 volte e di una luce che permette di illuminare la zona che deve essere osservata) oppure con il videodermatoscopio digitale (un sofisticato strumento dotato di una telecamera ad alta risoluzione e di un software che consente sia di visualizzare su un monitor la lesione sospetta sia di elaborare, archiviare e successivamente confrontare le immagini ottenute. La certezza della diagnosi richiede comunque l'effettuazione di una biopsia.
La stadiazione del melanoma – La gravità di un melanoma viene definita basandosi su quattro stadi. I melanomi degli stadi I e II sono neoplasie che non hanno ancora avviato processi di metastatizzazione; i melanomi di stadio III sono neoplasie che hanno originato metastasi regionali (ai linfonodi drenanti la zona della cute dove è localizzata la neoplasia) o metastasi in transit (metastasi presenti nella zona che decorre dalla sede tumorale primitiva e i linfonodi regionali). Lo stadio IV, il più grave, è relativo ai melanomi che si sono diffusi extra-regionalmente originando processi metastatici a distanza in altri organi o tessuti. La gravità di un melanoma allo stadio IV, di per sé già elevata, dipende anche dal numero delle metastasi e dalle loro sedi.

Melanoma: il trattamento

La scelta del presidio terapeutico in caso di melanoma varia in base alla stadiazione della malattia.
Nei melanomi di stadio I e stadio II la terapia d'eccellenza è rappresentata dalla chirurgia; un melanoma di spessore maggiore o uguale a un mm senza ulcerazione o più piccoli, ma con ulcerazione, può richiedere l'asportazione anche dei linfonodi sentinella; se tali linfonodi contengono cellule cancerose è necessario asportare tutti i linfonodi presenti nell'area interessata.
Nei melanomi di stadio più avanzato vengono generalmente impiegate la chemioterapia, la bioterapia, il trattamento chirurgico e quello radioterapico.
Recentemente sono iniziate alcune sperimentazioni denominate vaccino-terapie; si tratta di una terapia che prevede l'utilizzo di un mix di farmaci chemioterapici e di vaccini il cui scopo è quello di combattere le ricadute metastatiche del melanoma.
Lo Skin Cancer Day - Da diversi anni ai primi di maggio si dedica un giorno alla prevenzione dei melanomi (Skin Cancer Day); anche in Italia i dermatologi analizzano gratuitamente la pelle e le farmacie indicano dove può essere effettuato il controllo.


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