Vuoi sapere veramente tutto sugli esami clinici?
Fumo passivo
Copyright by THEA 2011
Il fumo passivo è il fumo che viene inalato in modo involontario da coloro che si trovano a contatto con soggetti fumatori (fumatori attivi); attualmente si ritiene che il fumo passivo sia il principale inquinante degli ambienti chiusi.
Il fumo passivo non è quindi un problema di poco conto, tant'è che l'OMS, l'Organizzazione Mondiale della Sanità, considera la lotta al fumo passivo tra le sue priorità; sono ormai molti anni che la questione fumo passivo è salita alla ribalta; nel 1992, per esempio, negli Stati Uniti, la US EPA (United States Environmental Protection Agency, l'Agenzia Statunitense per la Protezione Ambientale) ha definito il fumo passivo quale carcinogeno umano di classe A.
Il fumo della sigaretta produce due tipi di fumo: fumo attivo e fumo passivo.
Il fumo attivo (anche fumo centrale o, all'inglese, mainstream smoke) è il fumo che viene prodotto in seguito all'aspirazione della sigaretta; la maggior parte di esso viene inalato dal fumatore (corrente primaria), la parte rimanente viene invece espirata.
Il fumo passivo (anche fumo laterale, sidestream smoke) è il fumo che risulta dalla produzione della sigaretta che viene lasciata bruciare in modo passivo (si parla di corrente secondaria) e dalla parte di fumo che è stata espirata dal soggetto che fuma (corrente terziaria).
Il fumo passivo è quindi la sommatoria della corrente secondaria e della corrente terziaria; si è calcolato che la corrente secondaria rappresenti circa 6/7 del fumo passivo.

Il fumo passivo: i costituenti

È noto che il fumo derivante dalla combustione della sigaretta contiene diverse migliaia di sostanze chimiche (circa 4.000); la maggior parte di queste sostanze hanno proprietà irritanti; le rimanenti (circa 60) sono costituite da sostanze sospettate di cancerogenità o riconosciute come cancerogene. Dal punto di vista chimico il fumo passivo contiene pressoché le stesse sostanze contenute nel fumo attivo, anche se a livello quantitativo sono rilevabili alcune differenze; determinate sostanze per esempio sono maggiormente rilevabili nel fumo passivo che nel fumo attivo (un esempio è rappresentato dalla nicotina, sostanza tossica, anche se non cancerogena). Un'altra sostanza, correlata al cancro della vescica, il 4-aminobifenile, è presente in concentrazioni decisamente maggiori nel fumo passivo; altri esempi sono il benzopirene (sostanza correlata ai tumori del polmone, della cute e alle leucemie), il toluene, la dimetil-nitrosamina ecc.

I danni da fumo passivo

fumo_passivoMoltissime persone sono esposte al fumo passivo, anche se, negli ultimi anni, grazie a una maggiore presa di coscienza del problema, sono stati molti gli interventi atti ad arginarlo. Le leggi sul divieto di fumo nei locali pubblici sono una realtà in molti Paesi del mondo e ciò ha contribuito in maniera notevole alla riduzione delle esposizioni al fumo passivo.
Che il fumo passivo sia dannoso per la salute è un'asserzione che ormai è da tutti condivisa, anche se non tutti concordano sull'entità della sua pericolosità.
Si ritiene che, seppur in misura minore, i soggetti sottoposti al fumo passivo rischiano di contrarre la stragrande maggioranza delle patologie alle quali sono sottoposti coloro che fumano. Ovviamente le conseguenze negative del fumo passivo sono tanto maggiori quanto più l'esposizione a esso è intensa e prolungata. In altri termini: più si è esposti al fumo passivo, più aumenta il rischio di contrarre una patologia di tipo cerebro- e/o cardiovascolare.
Il rischio di tumore al polmone è generalmente associato al fumo, sia al fumo attivo che al fumo passivo; l'associazione del fumo passivo al cancro polmonare in effetti esiste, ma in misura inferiore rispetto a quella che esiste fra fumo passivo e patologie di tipo cardiovascolare.
Il fumo passivo agisce favorendo l'aterosclerosi, la formazione di trombi e gli spasmi coronarici. Un  soggetto non fumatore, ma esposto a fumo passivo ha un aumentato rischio di subire patologie quali l'ictus, l'infarto del miocardio e l'angina pectoris; ciò vale a maggior ragione se tale soggetto soffre di ipertensione arteriosa, ipercolesterolemia, diabete e se utilizza la pillola anticoncezionale.
Come già brevemente accennato, esiste un notevole collegamento anche fra fumo passivo e malattie dell'apparato respiratorio. Negli ultimi anni una buona parte delle ricerche effettuate sul fumo passivo ha dedicato una notevole attenzione ai problemi respiratori che esso causa ai bambini; la motivazione è da ricercarsi nel fatto che i bambini sono più indifesi rispetto alle persone adulte (un adulto può allontanarsi da un ambiente in cui si respira fumo passivo, ma la stessa cosa non può sempre dirsi di un bambino, in particolar modo se piccole e a maggior ragione se i fumatori sono i genitori o coloro che sono destinati alla sua sorveglianza). I problemi all'apparato respiratorio nei bambini correlati all'esposizione al fumo passivo vanno dalle irritazioni con tosse a un eccesso di secrezione mucosa, dalle otiti medie alle infezioni delle alte vie respiratorie (faringiti, raffreddori e sinusiti). È stata inoltre osservata una certa riduzione della funzionalità respiratoria nei soggetti esposti al fumo passivo, senza contare l'aumento del rischio di contrarre la malattia asmatica o di peggiorare la sintomatologia di condizioni asmatiche preesistenti.
I problemi respiratori derivanti dal fumo passivo non riguardano comunque solo i bambini, ma anche le persone adulte dal momento che si è osservato che anche in queste ultime vi è un innalzamento del rischio di malattie respiratorie quali asma, bronchite ed enfisema polmonare; senza contare la riduzione della funzionalità respiratoria che diventa tanto più grave quanto più l'esposizione al fumo passivo è intensa e prolungata.
Abbiamo già accennato al fatto che nel fumo passivo (come del resto in quello attivo) sono presenti alcune decine di sostanze carcinogene (alcune di esse sono sospettate, mentre per altre si è stabilità con certezza la loro carcinogenità). Pur non essendo l'unico fattore responsabile dell'insorgenza di un tumore al polmone, il fumo è implicato in circa il 90% dei carcinomi polmonari. Il fumo è inoltre coinvolto nell'aumentato rischio di contrarre i cancri di bocca, laringe, esofago e vescica. Più incerto appare il legame tra fumo e aumentato rischio di cancro al fegato, cancro al colon-retto e cancro alla prostata. Ulteriori approfondimenti di carattere più generale relativi al fumo sono reperibili nel nostro articolo Fumo: perché smettere!.


Consiglia l'articolo su Google, clicca   Se vuoi condividerlo su Twitter, clicca