Argilla
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- argilla bianca
- argilla rossa
- argilla verde.
Gli impieghi salutistici dell'argilla sono numerosi ed essa viene consigliata sia attraverso l'uso esterno sia attraverso quello interno; a seconda della modalità di utilizzo salutistico alla quale l'argilla è destinata, essa dovrà subire determinati trattamenti. Se l'argilla è destinata a uso esterno viene prima essiccata al sole e poi tritata in modo molto grossolano; viene poi mescolata con acqua fino a che non si sarà ottenuta una pasta omogenea che verrà filtrata allo scopo di eliminare tutte le eventuali impurità; effettuato il filtraggio l'argilla verrà nuovamente essiccata al sole, frantumata in pezzi grossolani e commercializzata come argilla per uso esterno. Se invece l'argilla è destinata a uso interno, oltre alle lavorazioni alle quali viene sottoposta quella per uso esterno, si dovrà procedere con ulteriori trattamenti e analisi.
Argilla: gli utilizzi salutistici
Esistono molti modi di utilizzare l'argilla a scopi salutistici; tecniche
piuttosto comuni sono l'impiastro e il cataplasma (comunemente ci si riferisce a
queste tecniche parlando di impacchi di argilla); l'impiastro di argilla viene
applicato direttamente sulla zona che si intende trattare, mentre la tecnica del
cataplasma è leggermente diversa: si prepara una miscela di acqua e argilla e la
si avvolge in un telo di stoffa che poi verrà messo a contatto con la parte del
corpo che necessita del trattamento. Gli impiastri di argilla vengono utilizzati per trattare coliti, coliche intestinali, acne e foruncoli, mentre i cataplasmi, che generalmente devono essere freddi, vengono sfruttati per curare contusioni o distorsioni. Un particolare tipo di cataplasma è la cosiddetta compressa di argilla, una preparazione più diluita. Il tempo di applicazione degli impiastri o dei cataplasmi si aggira sulla mezz'ora; solitamente vengono consigliate due o tre applicazioni quotidiane.
Il bagno argilloso è un'altra tecnica di sfruttamento dell'argilla; viene consigliato per un bagno rilassante; viene preparato mettendo nell'acqua alcuni cucchiai di argilla e del sale grosso.
Un'altra preparazione è l'acqua argillosa; viene consigliata generalmente per trattare acne, foruncoli, bruciori di stomaco e aerofagia. L'acqua argillosa viene inoltre consigliata per maniluvi o pediluvi. I trattamenti a base di acqua argillosa durano solitamente alcune settimane; dopo tre settimane di trattamento si effettua una sospensione di una settimana per poi ricominciare. Un effetto collaterale dell'assunzione di acqua argillosa è la stipsi, per cui, solitamente, chi prescrive il trattamento consiglia un periodo di adattamento partendo con dosi ridotte che verranno aumentate in seguito. Chi non riesce a bere l'acqua argillosa (alcuni soggetti avvertono nausea) può ricorrere alle pastiglie di argilla. L'acqua argillosa è sconsigliata a coloro che soffrono di ernia o di occlusione intestinale.
Le condizioni sopra riportate non sono le uniche in cui l'argilla viene consigliata; molti la consigliano anche per il trattamento di diarrea, gastrite, gotta, stress, surmenage fisico, ulcera, geloni, eczema ecc. Dietro questi consigli c'è, come spesso accade per molti cosiddetti "rimedi naturali", un eccesso di ottimismo non suffragato da evidenze scientifiche. Indubbiamente l'argilla può essere utilizzata con profitto in alcune situazioni (è in grado di attenuare il gonfiore susseguente le contusioni o le distorsioni), ma il ventaglio di situazioni raccomandate appare decisamente eccessivo.
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