La medicina alternativa funziona?
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Le filosofiche - Si basano su entità la cui esistenza è supposta "filosoficamente" come visione dell'uomo o del mondo. In genere sono le discipline che arrivano in occidente dall'oriente (agopuntura, reiki, digitopressione, feng shui, ayurveda ecc.), ma si potrebbero citare anche le medicine dei vecchi indiani d'America.
Le osservative - Si basano su osservazioni dei loro scopritori. Fra queste, l'omeopatia, i fiori di Bach, la teoria dei gruppi sanguigni di Hessman, la cromoterapia di Mandel, la cristalloterapia, l'urinoterapia, l'aromaterapia ecc. Le osservative si dividono poi in generali e curative. Le prime sono stili di vita (di solito coinvolgono l'alimentazione) che anche le persone sane dovrebbero rispettare, le seconde si limitano a intervenire quando c'è qualche problema di salute. Le medicine alternative osservative sono dette non convenzionali perché non accettate dalla scienza ufficiale, anche se alcune rivendicano pretese scientifiche.
Perché non funzionano
Non funzionano perché non rispettano la legge di guarigione totale. Per chi non volesse leggersi tutto l'articolo corrispondente, riportiamo la legge:una terapia è valida quando la patologia è guarita totalmente nella totalità dei casi in un tempo breve.
Non esistono patologie curate globalmente dalle medicine alternative. Globalmente significa "tutti i pazienti che hanno quella patologia con la cura del caso guariscono". Le medicine alternative riferiscono guarigioni, ma sono sempre singole, non esiste mai la certezza che invece fornisce la medicina tradizionale, almeno su un numero ormai vasto di malattie. Se siete in preda di un attacco di appendicite, preferite rivolgervi all'ayurveda o ai fiori di Bach o farvi operare e dopo pochi giorni essere ancora in piedi? Se andate in piscina e vi prendete un banale fungo, preferite curarvi con l'omeopatia con il rischio di non guarire o prendete una pomata e dopo una settimana la fastidiosa irritazione è scomparsa?Occorre sottolineare l'ingratitudine dell'alternativo verso il tradizionale. Se fossero ancora diffuse patologie come la tubercolosi, il tifo, la difterite, la poliomielite non ci sarebbe tempo per occuparsi di patologie minori dai contorni confusi e le medicine alternative non esisterebbero. L'alternativo esiste solo perché le grandi conquiste della medicina hanno reso la vita dell'uomo migliore; ovviamente la medicina tradizionale ha anche colpe, in particolare il deliro di onnipotenza che ha portato all'abuso di farmaci inutili e a un rapporto medico/paziente spesso frettoloso.
Perché sembrano funzionare
I
motivi sono tanti e diversificati.La disponibilità - Di solito il terapeuta alternativo è molto disponibile e sa gestire molto bene il rapporto con il paziente. Ciò è un grosso supporto psicologico che rassicura il paziente e gli fa credere che veramente l'alternativo possa curare tutto, dal semplice raffreddore alle forme più terribili di tumore. In realtà il paziente dovrebbe capire che questa presunzione affossa l'indirizzo terapeutico che la sbandiera ai quattro venti. Ricordatevi che non c'è miglior pubblicità del risultato: se fosse vero che una terapia o un farmaco guariscono totalmente una malattia, in brevissimo tempo tutti userebbero i nuovi rimedi. Se per esempio pensate che la medicina orientale sia meglio di quella occidentale, meditate sul concetto che in Oriente la vita media non è superiore a quella in Occidente. Questa disponibilità renderà i terapeuti alternativi i maghi del terzo millennio. Cento anni fa molte persone, anche giovani, si rivolgevano a maghi e cartomanti e la credenza nei loro poteri era diffusa. Oggi si rivolgono a loro solo persone di scarsa cultura o comunque dagli "anta" in su. Qualcosa è quindi migliorato. In questo secolo il posto dei maghi e dei guaritori sarà preso dagli alternativi, con il supporto della parte dell'informazione che si orienta ai più creduloni (ricordiamo che oggi essere creduloni non è questione di cultura o di laurea, ma di buon senso!)
Il naturale - La medicina tradizionale ha spesso abusato nell'uso di farmaci, cercando di curare tutto con tutto: ci sono persone che assumono per anni farmaci perfettamente inutili (anzi a volte dannosi) per il miglioramento della loro patologia. Reagendo a questo stato di cose, è nata la moda del naturale con cui l'alternativo va a nozze. Concetti del tipo "naturale, fa bene" oppure "è naturale, non fa male" sono del tutto fuorvianti. Moltissime cose in natura fanno male e non c'è bisogno di parlare di veleni. Pensiamo al sole. Oggi si sa che un'esposizione ai raggi solari non ha alcun vantaggio, anzi se è eccessiva fa male e che cosa c'è di più naturale del sole? Pensiamo agli indios dell'Amazzonia: nonostante si curino con mezzi naturali, la loro vita media è bassissima, basta un semplice raffreddore portato dalla civiltà per produrre effetti devastanti. Pensiamo che anche in Italia agli inizi del ventesimo secolo la vita media era di cinquant'anni, se si è alzata di trenta lo si deve alla medicina tradizionale. Molte terapie alternative arrivano addirittura a proibire l'assunzione di determinati alimenti naturali a determinati soggetti. Il caffè ne è un esempio classico: non è forse un prodotto della natura?
L'intelligenza si manifesta proprio nel prendere ciò che di buono esiste nel naturale e nel tecnologico, andando a fondo dei vari problemi, senza farsi fuorviare da facili ottimismi, teorie non provate, pubblicità accattivanti o altro.
L'effetto risultato
- Molte terapie alternative si diffondono sfruttando l'effetto risultato:
chi (a ragione o per caso) ne ha avuto giovamento diffonde la notizia,
mentre chi non ha ottenuto nulla se ne sta zitto, vergognandosi anche un
poco di aver sprecato tempo e soldi in qualcosa di inutile. Per fare un
esempio tragico possiamo citare molte terapie anticancro che pretendevano di
curare la malattia. Alcune di esse assunsero agli onori della cronaca in
seguito al miglioramento temporaneo di alcuni pazienti. Grazie all'effetto
risultato si propagò la notizia non del loro miglioramento, ma della
validità totale della terapia, ingenerando un mucchio di false speranze.
Ora, se la terapia funzionasse veramente, ci sarebbero state migliaia di
persone guarite pronte a giurare in televisione il miracolo: purtroppo ho
sempre visto solo i parenti di nuovi malati che chiedevano di provare la
terapia alternativa! È ovvio che in presenza di qualche guarigione (anche a
Lourdes si può guarire, ma nessuno può sostenere una tesi del tipo: hai il
cancro, vai a Lourdes e guarirai!) ampiamente pubblicizzata, migliaia di
altri insuccessi sono stati passati sotto silenzio.Si può parlare di effetto risultato anche in un senso leggermente diverso, riferito a quel terapeuta che si convince della bontà della sua terapia per il semplice fatto che il paziente non torna più (questo tipico anche del medico tradizionale).
L'effetto tempo - Le terapie alternative tendono a curare patologie dai contorni confusi. È perciò logico che sfruttino l'effetto tempo, cioè la spontanea variazione con il tempo dei sintomi. Lo scorrere del tempo può guarire totalmente (la malattia sarebbe guarita anche senza fare nulla, pensiamo a un raffreddore) o provocare fluttuazioni nella patologia che il soggetto interpreta come notevoli miglioramenti. Un esempio eclatante. A vent'anni soffrivo di rinite vasomotoria (causa: sconosciuta). L'unico rimedio era il cortisone: assunto per tre anni, la rinite migliorò e dopo un altro anno scomparve del tutto. Poco fa un "alternativo" mi invitò a considerare le intolleranze alimentari come cause di moltissime patologie. Mi spiegò che dopo un anno di dieta la sua rinite (che aveva dovuto curare per qualche anno con il cortisone) era scomparsa. Ora, una persona logica non può concludere che né il cortisone (nel mio caso), né la dieta antintolleranza (nell'altro caso) sono responsabili della guarigione perché manca la controprova: il semplice verificarsi contemporaneo di due eventi non vuol dire che uno deve derivare necessariamente dall'altro! Quando si parla di patologie risolte dopo mesi o anni, il tempo (nel senso che improvvisamente si verifica un evento a noi ignoto) è il vero artefice della guarigione molto più spesso di quanto si creda.
L'ignoranza - Molto spesso chi non ha una vera inclinazione allo studio dettagliato dei problemi tende a elaborare teorie semplicistiche in cui tutto è ricondotto a un'unica causa. In tal modo la soluzione di ogni problema di salute è semplice: basta eliminare quella sola causa o adottare una singola terapia. Curare tutto con gli oli essenziali o con i colori, individuare ogni malattia dall'esame dell'occhio, del piede o della mano ecc.: l'errore non sta nelle basi della teoria quanto nel volerla estendere a tutto e a tutti. L'incapacità di alcuni individui di vedere la complessità del mondo impedisce loro di essere obiettivi. Con il loro approccio alla realtà è semplice costruire teorie.
Una mela al giorno toglie il medico di torno, ecco che abbiamo inventato la melaterapia: a seconda della patologia si usa un'opportuna qualità di mela nelle dosi consigliate e tutto scompare. Queste teorie sono spesso un insulto a chi soffre veramente, perché derivano la loro fortuna dall'essere impiegate in piccole patologie che spesso guarirebbero spontaneamente o anche per l'effetto della suggestione della cura sul paziente. È veramente triste leggere che molte di queste terapie curano la depressione, quando nel mondo esistono milioni di individui depressi che non riescono a uscire dal tunnel della loro malattia dopo aver provato di tutto.
L'effetto psiche - Non si tratta solo dell'effetto placebo (il soggetto si sente meglio perché crede di assumere una medicina che realmente può giovare alla sua situazione), ma anche di un'influenza sulle abitudini del soggetto che in qualche modo sono coinvolte nella patologia. I terapeuti alternativi in genere (e questo è positivo) invitano il soggetto a riflettere sul suo stile di vita e suggeriscono dei miglioramenti. Sono i miglioramenti che risolvono la patologia, non la terapia alternativa. È il caso di molte presunte intolleranze alimentari; togliendo molti alimenti, si tolgono casualmente anche quelli che creano problemi, non perché causa di intolleranze, ma perché il soggetto mangiava male: magari il soggetto si abbuffava di carboidrati: togliendo la pasta perché intollerante (?) si orienta il soggetto verso un'alimentazione più bilanciata. Anche qui il soggetto è migliorato perché ha bilanciato la propria alimentazione o perché ha tolto la pasta? Con una sicurezza sconcertante l'alternativo propende per la seconda ipotesi: nel suo deliro d'onnipotenza a lui non servono controprove.
Le basi scientifiche - Molti alternativi parlano di basi scientifiche della loro terapia. Niente di più falso. In realtà fanno finta di non sapere che RICERCA e SCIENZA non sono la stessa cosa. Un articolo pubblicato su una rivista scientifica non è scienza, è solo il frutto di una ricerca (i primi articoli che dicevano di aver scoperto la cura contro il cancro su riviste mediche risalgono a 30 anni fa...). Molto spesso contemporaneamente vengono pubblicati in varie parti del mondo un articolo che afferma A e un articolo che nega A. Come è possibile? Leggete l'articolo sulla ricerca Affinché la ricerca diventi scienza, la ricerca deve diventare ripetibile, cioè TUTTI devono trovare lo stesso risultato. Anche con pochi finanziamenti è facilissimo produrre una ricerca su un gruppo ristretto di persone che dimostri come certe patologie si possono curare con pezzi rock (rockterapia: avendola inventata ora, rivendico la paternità degli eventuali successi). Purtroppo c'è chi diffonde solo ricerche a lui favorevoli, generando molta confusione. Per capire come sotto la medicina alternativa (omeopatia compresa) non ci sia nulla di scientifico basta considerare il mondo dello sport professionistico. Con il fiume di miliardi che scorre, perché le discipline alternative non sono diffuse? Se vivere alternativo facesse migliorare le prestazioni degli sportivi di vertice o curare alternativo guarisse le patologie che bloccano una carriera perché nessuno vi ricorre? Che bisogno ci sarebbe del doping?
I
maestri
- Da ultimo voglio citare un'ultima causa di diffusione: la
presenza dei maestri, persone dotate di scarsa cultura scientifica che però
pensano di aver trovato la soluzione e trasmettono questa loro sicurezza ad
altri soggetti, decisamente poveri di spirito critico. Purtroppo è facile
incontrare persone che, approfittando dell'ignoranza altrui, si atteggiano a
sapienti; alcuni lo fanno per vanità, altri lo fanno veramente convinti che
bastino quattro concetti in croce per aver capito tutto. Questi ultimi
spesso non hanno nessuna predisposizione allo studio, s'inventano teorie o
appoggiano quelle più banali che loro riescono a comprendere senza fare
fatica. Prima di apprezzare gli insegnamenti che vi vengono dati verificate
di non aver di fronte un ignorante. Il modo più semplice è che
sappia dare almeno la definizione di tutte le parole che usa. Ho
conosciuto persone che sostenevano con convinzione che una certa sostanza
fa venire il cancro; peccato che, alla richiesta di sapermi spiegare
che cosa fosse il cancro, si impacciavano e non sapevano andare al di là di
uno scontato: "Il cancro è una malattia". Per capire se veramente una persona è esperta incalzatela, chiedendo di approfondire le parole e i concetti che lei stessa usa, non fermatevi a conclusioni divulgative. Ovviamente verificate poi le risposte: sarà un utile studio che vi apporterà nuove conoscenze. Se un amico vi dice che la frutta fa bene perché contiene molte vitamine, il test dell'esperto si svolgerà chiedendo che cosa sono le vitamine, quali sono le vitamine contenute nella frutta, qual è la quantità di vitamine contenuta e qual è la dose necessaria per un'alimentazione corretta ecc. Se la prima risposta è: "Le vitamine sono sostanze fondamentali per l'organismo", potete fermarvi: probabilmente non ne sa molto più di voi. Se invece fosse: "Sono sostanze che agiscono come coenzimi, cioè in appoggio agli enzimi per catalizzare le reazioni chimiche dell'organismo", allora potete continuare chiedendo che cosa sono gli enzimi, cosa significa catalizzare ecc.
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