Oppioidi
di Christian Frezza - Copyright by THEA 2010
Sappiamo che gli oppioidi esplicano i loro effetti farmacologici mediante il legame con i recettori oppioidi che risiedono nel sistema nervoso centrale e nella mucosa gastrointestinale. La scoperta di questi recettori, che nel corpo umano legano molecole estranee come la morfina, ha fatto ipotizzare l'esistenza di sostanze endogene, prodotte dal nostro corpo con azione simile a quella della morfina. Un periodo di fervente ricerca ha portato così alla scoperta dei peptidi cerebrali, più noti con il nome generico di endorfine. Oggigiorno queste molecole sono ritenute responsabili della regolazione della percezione del dolore e, tra l'altro, sembrano essere coinvolte nell'analgesia indotta dall'agopuntura.
I recettori oppioidi attualmente conosciuti sono tre (mu, delta e kappa), ed esplicano effetti farmacologici diversi. Senza scendere in dettagli fisiologici e anatomici complessi gli effetti farmacologici degli oppioidi sono i seguenti:
- analgesia
- riduzione stimolo della tosse
- riduzione della motilità intestinale
- euforia
- depressione respiratoria
- assuefazione.
Il fentanil è un oppioide di sintesi 80 volte più potente della morfina la cui velocità e breve durata d'azione lo rendono un farmaco anestetico.
Il metadone è noto al pubblico in quanto è stato utilizzato nella terapia della disassuefazione da stupefacenti oppioidi e nelle crisi di astinenza. Il motivo per cui questa molecola ha trovato impiego in questo campo è che, nonostante abbia una azione farmacologica analoga alla morfina, ha il vantaggio di poter essere somministrata per via orale e la sua durata d'azione è prolungata per cui le crisi di astinenza sono meno drammatiche e più controllabili. Questo farmaco è un debole agonista dei recettori oppioidi per cui viene utilizzato per la terapia del dolore moderato, di solito in combinazione con FANS.
La loperamide è una molecola di sintesi e grazie alle sue particolari caratteristiche chimico-fisiche riesce a esplicare degli effetti a livello della mucosa intestinale con un potente effetto antiperistaltico e un potente e veloce effetto antidiarroico. Ricordiamo che la diminuzione della peristalsi, che qui è l'obbiettivo terapeutico, è la causa di grave costipazione che colpisce le persone in terapia analgesica con oppioidi.
Alcuni derivati della morfina come la codeina e l'idrossicodone sono ottimi antitussivi e hanno un minore potenziale di abuso rispetto altri oppioidi. Poiché comunque la vendita di questi farmaci è soggetta a restrizioni di natura legale, si preferiscono altre molecole come per esempio il destrometorfano che manca completamente di attività analgesica, depressione respiratoria e potenziale d'abuso. Per questo motivo il destrometorfano si trova in vendita in farmaci da banco anche se il suo potere antitussivo è inferiore a quello della codeina.
Curiosità sugli oppiodi
Uno degli oppioidi più tristemente noti è l'eroina, un derivato strutturale
della morfina. L'eroina può essere considerata un profarmaco perché la modifica
strutturale (un'esterificazione) ha il predominante effetto di rendere la
molecola più velocemente assorbibile nel SNC. Una volta raggiunto il SNC,
l'eroina viene trasformata da enzimi intracellulari (esterasi) in morfina.
L'effetto farmacologico è rapidissimo. Ironicamente, nei primi anni del 1900,
dopo la sua sintesi chimica, l'eroina era considerata un medicamento con
ottime proprietà farmacologiche in quanto, a causa della sua preferenza per il
SNC, non aveva effetti indesiderati come la costipazione. Purtroppo, vista la
facilità con cui si sviluppa assuefazione, l'eroina è diventata una tra le più
famose e devastanti droghe.* L'oppio è una resina che si ottiene solidificando il lattice proveniente dall'incisione delle capsule immature del fiore Papaver somniferum. Il laudano è la tintura di oppio utilizzata da secoli a scopo farmaceutico per la cura della diarrea, delle coliti e della tosse.
** Assuefazione e tolleranza sono due termini spesso utilizzati come sinonimi. In realtà fra tali fenomeni esistono alcune differenze. La tolleranza è un fenomeno biologico per cui il prolungato utilizzo di alcuni farmaci provoca la riduzione del loro effetto farmacologico. Per raggiungere lo stesso effetto farmacologico è necessario elevare la dose del farmaco stesso. L'assuefazione indica più generalmente la diminuzione dell'effetto di un medicamento con l'andare del tempo e ha spesso connotazione psicologica. Questi due fenomeni sono correlati con l'instaurarsi di dipendenza fisica e psicologica che caratterizza l'abuso di oppioidi e di altre molecole come le benzodiazepine. La crisi di astinenza si verifica quando si interrompe la somministrazione del farmaco che ha provocato la dipendenza.
Dott. Christian Frezza
Ricercatore presso
Apoptosis and Tumour Physiology Lab - The Beatson Institute for Cancer Research
Switchback Road, Bearsden
Glasgow
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