Mifepristone (RU-486)
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Il mifepristone è un ormone steroideo che agisce, bloccandolo, sul progesterone, un altro ormone steroideo appartenente al gruppo degli ormoni progestinici che favorisce il mantenimento dello stato di gravidanza.
L'efficacia del mifepristone è aumentata dall'associazione con una prostaglandina, il misoprostol.
L'aborto farmacologico prevede quindi l'assunzione di due farmaci; il primo è la pillola RU-486, il secondo, che viene assunto 48 ore dopo, è appunto il misoprostol che ha il compito di provocare l'espulsione del materiale abortivo, espulsione che avviene tramite sanguinamento e contrazioni.
L'aborto farmacologico non prevede il ricorso all'anestesia. Un uso corretto del metodo garantisce un'alta percentuale di funzionamento (circa il 95%). Se il metodo non funziona si deve ricorrere al raschiamento.
Il farmaco RU-486 non deve essere confuso con la cosiddetta pillola del giorno dopo, un farmaco utilizzato come metodo contraccettivo e non come metodo abortivo. I due farmaci differiscono sia per quanto riguarda i principi attivi (quello della pillola del giorno dopo è il levonorgestrel) sia per quanto concerne le modalità d'assunzione e il meccanismo di azione.
Gli effetti collaterali relativi all'aborto farmacologico sono essenzialmente riconducibili all'utilizzo delle prostaglandine; gli studi effettuati hanno riportato dolori di tipo crampiforme, nausea, vomito, diarrea, perdite ematiche. In linea generale gli effetti collaterali della metodica farmacologica sono inferiori rispetto a quelli riscontrabili con l'intervento chirurgico.
Cenni storici – Il mifepristone è stato scoperto nel 1980 da Étienne-Émile Baulieu, un biologo francese in forza ai laboratori Roussel Uclaf; lo scienziato stava lavorando su alcuni derivati del progesterone e scoprì questa sostanza che fu inizialmente denominata RU-38486 (dalle iniziali del nome dei laboratori, Roussel Uclaf e da un numero di serie) per poi diventare definitivamente RU-486.
La commercializzazione del mifepristone associato a prostaglandine iniziò in Francia nel 1988 (il nome commerciale è Mifégyne). L'approvazione all'uso del farmaco RU-486 è arrivata in seguito in altri Paesi europei e negli Stati Uniti. Nel nostro Paese l'uso del farmaco fu approvato nel 1999, ma non come metodo abortivo bensì come medicinale per la cura della sindrome di Cushing, un quadro clinico provocato da un eccesso di produzione di cortisolo (ipercortisolismo).
La sicurezza del mifepristone è stata confermata nel 2003 dall'Organizzazione Mondiale della Sanità.
In Italia, dopo un primo via all'immissione in commercio della pillola RU-486, si è in attesa di un pronunciamento tecnico da parte del Ministero della Salute.
IL COMMENTO (dalla nostra pagina Facebook)
RU-486
Come
tutti sanno, non sono contrario all'aborto, ma mi stupisce la levata di scudi
contro la decisione della Commissione Sanità del Senato di fermare la procedura
di immissione in commercio della RU-486 in attesa di un parere tecnico del
ministero della Salute circa la compatibilità tra la legge 194 e la pillola
abortiva. Da un punto di vista tecnico la procedura è ineccepibile e rientra
nella normale guerra fra chi è favorevole e chi è contrario alla legalizzazione
dell'aborto. Cosa cambia con la RU-486? Che una percentuale di donne indecise
potrebbe scegliere di abortire perché sostanzialmente "basta prendere una
pillola". Questo è ciò che gli antiabortisti temono, anche se nessuno, penso,
possa quantificare la percentuale sopraccitata. Quindi appare lecito chiedersi
se la RU-486 sia compatibile con l'attuale legge sull'aborto. Poi ovviamente ci
si mette Gasparri che, con la sua solita intelligenza politica, ci fa sapere che
"troppi erano e sono ancora i dubbi che legano la sua somministrazione alla
salute delle donne. Per noi lo stop è una vittoria di civiltà, una vittoria in
difesa della salute". Se fosse stato zitto, la procedura di blocco poteva
passare per un cavillo legale; invece parla e, appena lo fa, nasconde i
retroscena della scelta (quale vittoria di civiltà?) e aggiunge delle
sciocchezze, visto che la pillola è usata dal 1988 in Francia, ventuno anni, cioè zero dubbi sulla salute. Dovrebbe imparare che usare cavilli può essere lecito, ma non li si può far diventare virtù.
La confusione è accresciuta poi dal fatto che esiste una profonda disinformazione che porta molti a credere che la RU-486 sia la
pillola del giorno dopo, pillola che è regolarmente commercializzata in Italia con i nomi
Levonelle e Norlevo, contraccettivi di emergenza che è possibile utilizzare nelle 72 ore successive a un rapporto sessuale. Consiglia l'articolo su Google, clicca
