Vuoi migliorare la tua vita?
Cos'è il Well-Being?
Copyright by THEA 2004-2008-2009
Rispondere alla fondamentale domanda su cosa sia il Well-being è un passo basilare per capirlo appieno. Le risposte più comuni ricevute da chi lo ha approcciato sono state queste (in ordine di percentuale):
  • una filosofia
  • una corrente psicologica
  • una setta
  • un'ideologia politica
  • una religione.

Una filosofia?

Nell'articolo generale su come il Well-being consideri la filosofia dovrebbe essere abbastanza chiaro che il giudizio che ne dà non è del tutto positivo. In particolare, apprezza la filosofia quando essa tende ad analizzare e risolvere i problemi dell'esistenza (zoosofia). Si potrebbe dire che il Well-being è una forma di zoosofia, ma ciò è troppo riduttivo.

Una corrente psicologica?

Sicuramente il Well-being è utile per comprendere la propria personalità e migliorarla. Vuole farlo evitando le difficoltà della psicologia classica per cui sarebbe anomalo considerarlo una corrente psicologica tradizionale. Inoltre ha un campo d'azione decisamente più ampio di quello tipico di una scuola psicologica e quindi sarebbe riduttivo il considerarlo tale.

Una setta?

I detrattori del Well-being lo paragonano a una setta, senza nemmeno conoscere l'esatto significato di questo termine. Nelle sette è caratteristica l'assenza di spirito critico da parte dell'adepto, mentre nel Well-being uno dei concetti principali è proprio lo sviluppo dello spirito critico. Chi usa il Well-being per migliorare la propria vita lo fa dopo attenta valutazione del metodo di analisi della realtà. Il fastidio che molti detrattori provano (arrivando appunto a definirlo una setta) approcciandosi al Well-being deriva appunto dal fatto che loro criticamente non sono disposti ad accettarne i principi. Se sono felici, ben per loro, il Well-being non è l'unica strada per arrivare alla felicità, è una delle possibili.

Un'ideologia politica?

Il Well-being dà molte indicazioni su come sviluppare la società nell'ottica di massimizzare la qualità della vita dei singoli; del resto, come premessa, le strategie esistenziali del Well-being valgono nelle società occidentali dove il livello di civiltà è tale da poter essere ritenuto sufficiente per l'applicazione delle regole di vita proposte.
Vista però la sua flessibilità, sarebbe riduttivo definirlo un'ideologia politica perché si limita a fornire un quadro generale d'azione, compatibile per esempio con idee diverse, quando viene applicato al caso particolare. Non per nulla, il Well-being non è né di destra né di sinistra.
Probabilmente non esiste oggi un'ideologia politica compatibile con tutte le ricette del Well-being, anche se esistono molti uomini politici che personalmente non ne sono lontani. La necessità di rispettare vecchi schemi e di arrivare a compromessi con la maggioranza della popolazione o dei propri sostenitori impediscono loro un deciso salto verso la modernità, ma è incoraggiante notare come "sia solo questione di tempo", visto che 50 anni fa molte nostre affermazioni sarebbero suonate come puramente utopistiche, immorali o addirittura incivili!

Una religione?

Well-beingLa religione è il complesso di credenze, sentimenti e riti che legano un individuo con ciò che è ritenuto sacro, in particolare con la divinità.
Il Well-being ha una posizione molto precisa in campo religioso (agnosticismo consapevole), ma ai più potrebbe non sembrare abbastanza.
In effetti il terribile senso comune ritiene "religione" solo quella positiva, rivelata, che deriva da una rivelazione che si suppone divina. La supposizione dovrebbe limitare l'assolutezza del concetto; chi ha ragione: i cristiani? I musulmani? Gli indù? Gli ebrei? Ogni religione si dice tollerante con le altre, ma di fatto praticando l'assoluta certezza della sua fede, ne rende il valore nullo, le "azzera". Non a caso l'integralista è colui che pratica questo azzeramento, in modo a volte violento.
Rileggiamo la definizione all'inizio del paragrafo (definizione che si può trovare su ogni dizionario). Il verbo legare indica semplicemente la volontà del soggetto di avere una sua posizione. Anche l'ateismo è una religione!
Purtroppo atei e agnostici sono spesso spinti dall'unico desiderio di opporsi a un sentimento religioso che essi ritengono assurdo, irrazionale, semplicistico ecc. Non a caso esistono associazioni in cui atei e agnostici (per definizione non compatibili) sono insieme solo per promuovere una maggiore laicità, sottovalutando il diritto del singolo di avere una dimensione religiosa. Di fatto ricadono nello stesso integralismo e nella stessa irrazionalità che vogliono condannare.
Il Well-being è compatibile con una sincera (non obbligatoria) ricerca del divino, anche se poi per dignità deve riconoscere che l'uomo non è in grado di andare molto in là nelle sue certezze.
Poiché ogni religione allarga il suo campo d'azione alla vita del singolo con regole precise sull'alimentazione, sul sesso, sulla famiglia, sui rapporti umani, sulla società ecc., il Well-being può essere ritenuto a tutti gli effetti anche una religione non basata su rivelazione (non è cioè una religione positiva), ma sul potenziale intellettuale dell'uomo.
Qual è l'effetto di una tale posizione?
Un effetto socialmente aggregante. Il Well-being diventa paritetico con tutte quelle religioni che ormai non convincono più gran parte delle società occidentali e non si pone subordinato a esse come capita invece a ideologie politiche o a correnti psicologiche. Pensiamo per esempio che un nero è stato eletto presidente degli Stati Uniti, cosa impensabile 50 anni fa; un ateo o un agnostico dichiarato non ce l'avrebbero mai fatta per il semplice fatto che con la loro negazione della religione, di fatto avrebbero irritato il sentimento religioso dei più. Si tratta di dar voce a quelle grandi masse non praticanti che rappresentano la parte più moderna dei Paesi occidentali e che vogliono essere rispettati dalle religioni tradizionali, non come alternativa, ma come una scelta complementare a esse nella grande ricerca dell'essenza dell'uomo.
Un effetto individualmente terapeutico. Troppe persone oggi aderiscono ancora a una religione solo perché il non aderirvi le farebbe sentire sperse e lo sciamano le obbliga a dichiararsi, anche se poi il loro comportamento nulla ha di coerente con i precetti della religione scelta. Avere la possibilità di scegliere un atteggiamento religioso moderno e non banale le mette di fronte a nuove prospettive, più consone a come realmente vivono.
Ecco perché il Well-being è anche una religione.

MAIL E COMMENTI

I manichini

Stavo leggendo dei testi in rete sul pragmatismo razionalista.
Alla fin della fiera, mi chiedevo, tutto il tuo Well-being, non è, in fondo, figlio diretto di questo approccio? Io ci ritrovo molto di popperiano - il rifiuto delle ideologie, della metafisica (relegata quasi a un qualcosa che magari c'è - o comunque non si può dimostrare che non c'è - ma è meglio - nel senso che è più utile dimenticarsene).
Sei in qualche modo vicino al pragmatismo cosiddetto "americano", figlio del darwinismo, che "utilitarizza" tutto?
Ossia:: "il pragmatismo americano, a sua volta, (Peirce, James, Dewey) considera la verità del pensiero un valore, non in sé, ma solo in funzione dell’utilità."
Io, avendo visto i risultati di questi schemi di pensiero negli USA, rimango abbastanza perplesso: mi sembrano modi di pensare profondamente disumanizzanti - alla fine si ha la netta sensazione di stare in mezzo a una popolazione di manichini, che non vivono le emozioni nelle loro vita, ma le contemplano solamente proiettate nei film e nelle fiction televisive (non ho mai visto un popolo così teledipendente - monitor accesi OVUNQUE 24h/24). Nella middle class, per esempio, è cosa normale tentare in tutti i modi di "bloccare" il tempo con interventi estetici sul proprio corpo, dai capelli, alle labbra, ai seni, sopracciglia, botulini ecc. Con risultati spesso grotteschi, tra l'altro.
Questa brama - infinita - di "enjoying life" (un mantra che si sente SEMPRE là), porta i giovani, in genere, alla dissolutezza, e gli anziani (ossia gli over 50, là sono considerati vecchiarelli) alla profonda depressione e alla ossessiva ricerca di una giovinezza che non potrà mai tornare. Un positivismo completamente di facciata che nasconde una terribile paura per la morte.
Mi chiedevo se questa è la fine che si fa pragmatizzando tutto fino all'osso.

 
Condivido quanto dici. Per risponderti potrei limitarmi a dire che conosco molte persone pragmatiche che non sanno nemmeno chi sono tutti i filosofi che hai citato!
La risposta seria: in realtà il pragmatismo non può essere una condizione sufficiente a vivere, ma è sicuramente una condizione necessaria per vivere al meglio.
Paradossalmente in Occidente molti ambienti commettono questo errore raziologico con gli effetti disastrosi che hai elencato. Considerando il pragmatismo solo condizione necessaria, ma non sufficiente, ecco che l'uomo deve cercare di più. Secondo il Well-being deve cercare l'amore, attraverso i suoi oggetti.
Poiché l'amore è conoscenza, ecco che attraverso l'amore si realizza quella spiritualità che in genere il pragmatico puro non ha; si realizza quella profondità del vivere che il pragmatico superficiale non ha; si evita quell'apparenza e quelle illusioni perché non servono per sentirsi vivi. Il pragmatismo di gran parte della popolazione americana è fallimentare per il semplice fatto che è il primo passo scambiato per l'ultimo, un punto di partenza scambiato per un punto d'arrivo.

Senza fari

Molti cercano l'etica senza chiedersi cosa sia30 anni fa c'era ancora il muro di Berlino, si fumava nei locali pubblici, il delitto d'onore non era stato abolito, divorziare era possibile, ma esecrabile, essere gay era meglio non farlo sapere... In una generazione tante cose sono cambiate e lo sono anche perché certi concetti non sono stati solo recepiti, ma diffusi e resi comuni.
Oggi c'è un senso di vuoto morale. In un noto forum femminile si legge che ci sono 3,2 milioni di messaggi sulla salute e 3,4 sull'astrologia. Che futuro ha un Paese che si affida alle stelle?
Alla luce di queste considerazioni, chi ritiene il Well-being una strategia individuale sbaglia. Tu puoi non fumare, ma se tutti quelli attorno a te fumano...
Ieri la prima notizia del TG1 riguardava il solito discorso domenicale del papa. A un laico come me la cosa non avrebbe dovuto fare piacere, ma, alla fine del TG, era l'unica cosa che era rimasta. Si erano susseguiti molti uomini politici che cercavano di strappare un voto per le europee 2009: nessuno di loro mi aveva ispirato una grande simpatia. Perché? Perché umanamente mi apparivano tutti molto mediocri. Da Berlusconi, sicuramente abilissimo, ma che incarna troppo pseudovalori come profitto e apparenza, a Franceschini (evidentemente un uomo di Berlusconi, visti i danni che sta facendo alla sinistra) il cui unico valore sembra quello di non averne, dai leghisti troppo impegnati a curare gli interessi personali dei loro elettori a quelli della sinistra estrema che non si sono accorti che la loro rabbia di distruggere tutto ha distrutto anche i giovani della sinistra che oggi si ubriacano, si drogano e sopravvivono proprio come quelli della destra.
Alla fine il discorso di Benedetto XVI sul lassismo morale era l'unica perla. Peccato che la Chiesa porti con sé un fardello di irrazionalità che ormai allontana la gente che si trova spersa e senza meta. Si naviga a vista cercando un benessere superfluo ed effimero, naufragando quasi sempre contro scogli che erano stati scambiati per fari.
Per questo il Well-being è una risposta moderna alla sete di moralità dei migliori.
Se mi scrivete per ringraziarmi di essere dimagriti e di essere rinati, va bene, ma non perdete tempo; se mi scrivete che, grazie ai consigli nel sito, avete centrato il record in maratona, va bene, ma non perdete tempo. Se mi scrivete che avete trovato in questo sito un modo moderno di esprimere alcuni valori fondamentali in cui credere e volete diffonderli a chi vi sta intorno, beh, allora scrivetemi, mi farà piacere.


Consiglia l'articolo su Google, clicca   Se vuoi condividerlo su Twitter, clicca