La tradizione
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Quando i giovani non riescono a viverla vuol dire che ormai i tempi sono cambiati e che è ora di guardare avanti.
Sono cioè i giovani che giudicano la tradizione. Per esempio la tradizione del Natale accomuna persone giovani e meno giovani e come tale ha ancora oggi un suo grande valore. Le tradizioni che i giovani non seguono più buttiamole via e manteniamoci giovani. Facendolo, non costa però nulla chiederci che cosa ci hanno insegnato. Diventano cioè un ricco patrimonio storico, da studiare con attenzione.I COMMENTI
Chi ha paura del Lupo Cattivo?2005
Da una scuola elementare della Gran Bretagna arriva una notizia assurda per
chiunque voglia pensarsi progressista. Una supplente ha perso il posto per
aver sbalordito i suoi alunni con la scioccante rivelazione che
Babbo Natale non esiste (E me lo dici
così??? Potevi prepararmi almeno... - Un esterrefatto redattore).
I genitori sono insorti e hanno fatto pressioni sul preside per il
licenziamento della malcapitata.Non so se sarebbe successo con un'insegnante di ruolo (in fondo licenziare una supplente per una "rivolta popolare" è la situazione più "comoda"), ma vorrei capire come un genitore possa tenere in vita la storiella di Babbo Natale, quando sa benissimo che i bambini oggi si "svegliano" prima e che al massimo a 10-12 anni nessuno ci crederà più.
No, Babbo Natale non è certamente high.
Tant'è vero che dopo pochi anni in Gran Bretagna si fa marcia indietro.
2009
Una
ricerca inglese boccia Babbo Natale come figura piena di difetti (invero il
nonnino è in forte sovrappeso) e sarebbe troppo facile accodarci al partito
di chi lo promuove o di quello di chi lo condanna. Risalendo a monte, mi
chiedo invece che senso abbia la figura di Babbo Natale. A me è sempre parso
simile alla cicogna che porta i bambini o al cavolo sotto al quale nascono.Parlando con genitori troppo inclini al vecchio, non ho mai avuto una spiegazione convincente del perché per pochi anni si debba "creare" questo personaggio, che valenza pedagogica abbia. L'unica valenza positiva che volevano vendermi era che "Babbo Natale conserva i sogni dei bambini"; tradotto nel mio linguaggio dove i sogni sono per "spacciati" (se non avete compreso la differenza fra sogni e obiettivi leggetevi la pagina sui romantici), di positivo non aveva nulla.
Pensiamo a un bambino che crede ancora a Babbo Natale; poi pensiamo allo stesso bambino che alla stessa età crede ancora al Lupo cattivo o all'Orco che mangiano i bambini. Proprio sicuri che quel bambino sia stato educato bene?
È pericoloso illudere i bambini che nel mondo ci sia una forma superiore che alla fine premia i più buoni e boccia i cattivi, sicuramente li si predispone a credere a tante illusioni. Come è pericoloso farli crescere in un mondo dove c'è spazio al tocco di magia: quando da grandi si accorgeranno che il tocco di magia non c'è, faranno un bilancio della loro vita e non sapranno che esclamare tanti "ah, come sarebbe bello se…".
Infine, quando l'amichetto più "evoluto" svelerà il segreto al bambino sognatore, ecco che i genitori perderanno 100 punti a favore dell'amico più sveglio.
Babbo Natale: un concetto romantico, irrazionale, mistico? Fate voi. Di certo non mi è mai importato molto: a me fin da bambino interessava che il regalo arrivasse…
Per approfondire: il check-up della coerenza.
Il Re (Magio) è morto
In
alcuni negozi Rinascente non si vendono più le statuine del presepe (il
termine deriva dal latino praesaepe, mangiatoia, da prae =
innanzi e
saepes
= recinto, ovvero luogo davanti a un recinto). Non si vendono, non nel senso
che non vanno, ma che non sono state più nemmeno esposte negli scaffali dopo
le vendite deludenti degli ultimi anni. Halloween in crescita e presepe in
declino? Forse, anche se un sondaggio del Corriere indica che il 79% degli
italiani lo fa ancora (probabilmente con le statuine vecchie!).Sicuramente un bel presepe può essere addirittura un'opera d'arte, ma il più delle volte ci si limita a rimettere nel solito posto i soliti personaggi. Non so se il presepe debba essere considerato una tradizione superata dai tempi, cioè abbandonata dai giovani; un'analisi attenta mi porta a credere che l'abbandono del presepe non sia un segno di secolarizzazione (laicizzazione, N.d.R.): le tradizioni non passano solo per obsolescenza culturale (anche i laici più accaniti non possono affermare che la religiosità sia "obsoleta"), ma anche per obsolescenza tecnologica. Nel Natale moderno una componente irrinunciabile è la luce (elettrica): l'albero è illuminato, le città sono illuminate, la notte di Natale è immaginata in tutti i modi possibili tranne che buia.
Il presepe paga lo scotto della sua staticità (non a caso i più belli sono quelli dove ci sono energia e movimento) e della sua mancanza di luce: più di cento anni fa (1879) Edison brevettò la lampadina come la conosciamo (non la inventò, ma si limitò a rendere commercializzabili alcuni brevetti precedenti) e, forse incredibilmente, segnò le sorti del presepe.
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