Vuoi migliorare la tua vita?
Gli spacciati
Copyright by THEA 2008
Per il Well-being uno spacciato è un soggetto che

è incapace di migliorare sensibilmente la propria vita correggendo la propria personalità.

In genere non ha particolari condizioni facilitanti o, se le ha, non sa sfruttarle a dovere.
La condizione di spacciato non è associata a una determinata personalità, ma è trasversale. Uno svogliato non vuole aumentare la propria forza di volontà anevrotica, un irrazionale non sa comprendere la realtà perché "non vuole studiare", un insoddisfatto non sa accontentarsi di quello che ha e si macera nelle proprie frustrazioni, il romantico continua a vivere pene d'amore ecc. Se questi personaggi non sono "fortunati" (dove per fortuna si intendono le condizioni facilitanti che sopperiscono ai deficit della loro personalità) è ovvio che vivranno in un mare di problemi, sono i "perdenti" esistenziali, morti che camminano. Il termine perdente non deve essere confuso con quello usato in molti ambienti rampanti dove con vincente o perdente si definisce una persona di successo. Un vincente di questi ambienti può essere tranquillamente uno spacciato per il Well-being. Che senso ha avere successo se poi non si è felici?
Cosa impedisce allo spacciato di migliorare la propria esistenza? Sostanzialmente tre tumori, veri e propri cancri esistenziali
La pretesa che il mondo si adatti a sé – Pensa cioè che per essere felici e non avere problemi il mondo dovrebbe essere ai nostri piedi. Anziché capire che solo adattandosi alle regole del mondo si può avere il massimo dalla vita, si incaponisce nell'intenzione di far rispettare le "sue" regole.
La volontà di non cambiare la propria personalità – Quando capisce che l'impresa di piegare il mondo è titanica, spesso ripiega su una rassegnata difesa delle sue posizioni. Lo spacciato fa dei suoi problemi (piccoli o grandi) la dimostrazione che "è impossibile non avere problemi". Incorre cioè nell'errore di generalizzazione. In tal modo non li affronta mai (per forza, secondo lui sono inevitabili!) e prova una certa avversione per chi propone soluzioni. Così se è in sovrappeso si convincerà che "grasso è bello", se ha problemi coniugali che "in tutti i matrimoni ci sono alti e bassi", se ha problemi nella sua attività che "la colpa è del governo" (forze politiche che magari ha pure votato!), se si sente vecchio che "il tempo passa per tutti", se si sente un po' giù che "è impossibile essere sempre felici" ecc.
La mancanza di applicazione - Cerca scorciatoie che gli permettano di risolvere i problemi senza fare fatica. In genere le scorciatoie poi falliscono e non fanno che rafforzare il concetto che una certa negatività del quotidiano è "normale". Le scorciatoie vengono utilizzate in campo affettivo (i "trucchi" per conquistare il partner quando sarebbe molto meglio mostrarsi per quello che si è, onde evitare problemi futuri), in campo salutistico (la pillola per dimagrire, quella per non sentirsi depressi ecc.), in campo economico (dalla speranza di cambiare vita vincendo al superenalotto agli "affari sicuri" in borsa ecc.). Insomma, la scorciatoia diventa il proprio Dio: l'importante è non fare fatica e non cambiare di una virgola la propria esistenza. Un esempio illuminante dell'incapacità di applicarsi è il tentativo di non studiare mai, non solo a scuola, ma nemmeno nella vita. Lo spacciato preferisce chiedere (a chi sa) anziché studiare, anche quando lo studio sarebbe decisamente alla sua portata.
Alcuni spacciati riuniscono i punti precedenti nella tendenza a vivere di sogni (in fondo alcune scorciatoie sono sogni); lo spacciato si crea sogni orientati all'idea portante della propria vita (come il romantico), ma può crearli anche in situazioni molto diverse: il sogno diventa il surrogato di una realtà che non riesce ad avere.

Cosa riserva il futuro

spacciatiSe lo spacciato è fortunato, i fattori facilitanti possono durare anche tutta la vita (in teoria lo spacciato potrebbe avere una salute di ferro che, nonostante non sia stata curata, duri anche nella vecchiaia), ma in genere la qualità della vita decade nel tempo.
Se poi è sfortunato e i "normali" problemi quotidiani esplodono (problemi con il partner, con i figli o i genitori, con il lavoro, con la salute ecc.), lo spacciato è completamente incapace di migliorare la propria esistenza perché non si è costruito i mezzi per farlo. Ecco che allora diventa uno spacciato anche nel senso usuale del termine!
L'unico modo che uno spacciato ha di uscire dalla sua condizione è comprendere come questi tre cancri siano devastanti per la sua vita.
Il Well-being non esclude nessuno dalla corsa alla felicità; gli spacciati sono coloro che si escludono dal miglioramento della propria vita semplicemente perché non vogliono cambiare (e spesso trovano alibi per non farlo). Il termine "spacciato" non è un giudizio sulla persona, è una constatazione del suo modo di comportarsi. Se io pretendo che il mondo si adatti a me e non pongo in conto di modificarmi, come posso migliorare? Il miglioramento implica un cambiamento. Come detto, uno spacciato non necessariamente vive male: per condizioni facilitanti può essere un soggetto "fortunato" che comunque ha una buona o sufficiente qualità della vita.
La definizione di spacciato è istantanea, analoga a quella di infedele per una religione. Non è detto che resti nel suo stato per tuta la vita, anche se, purtroppo, per molti spacciati è così, cioè, data una condizione di partenza, non c'è nessun miglioramento esistenziale.
Ovviamente l'interazione con uno spacciato non è facile. La presunzione di aver capito tutto (anche se a volte è mascherata dalla modestia di uno studio continuo), l'assenza di razionalità o la sua applicazione per cercare scorciatoie (e il conseguente rifiuto a discutere soluzioni complesse, ma concrete e veramente efficaci) rendono spesso impossibile il dialogo.
A volte una presa di posizione molto dura, un elettroshock psichico può scardinare lo pseudomondo nel quale lo spacciato vive, soprattutto se si riesce a dimostrargli che effettivamente si vive meglio di lui. Infatti gli si può far capire che

è facile vivere in un mondo di stupidi.

Alcuni spacciati potranno deridere il vostro fare fatica per crearvi un mondo solido e positivo. Se lo fanno, reagite con saggezza e con calma, non siete in competizione con loro per dimostrare chi vive meglio, a voi deve interessare solo la vostra vita. Al più, dimostrate loro senza alcuna voglia di supremazia che uno o più problemi che loro hanno sono facilmente eliminabili con il vostro stile di vita: i problemi con un partner scelto con criteri assurdi, i chili di troppo, la noia o la depressione esistenziale ecc. Molti, stizziti, risponderanno che la vostra è solo fortuna e non capiranno. Del resto sono spacciati…

La predisposizione

In genere lo spacciato manca di quella che per il Well-being è una condizione "enormemente facilitante": la predisposizione (a cambiare).

Per migliorare la propria vita si deve essere disposti a cambiare.

Si deve essere disposti a tutto; tutto significa mettersi in discussione e spesso cambiare radicalmente, rinunciando agli obbiettivi che finora ci hanno tormentato: i soldi, la carriera, l'amore ecc.
La stupida frase "io sono fatto così, che ci vuoi fare?" è la prova più evidente di una cattiva predisposizione a cambiare la propria vita.

Desideri e obbiettivi sbagliati sono la causa più frequente di una vita sbagliata. Una personalità sbagliata dà una vita sbagliata.

Il miglior modo di attuare la propria predisposizione è di sottoporre l'impostazione attuale della propria vita a una spietata analisi critica, che potrebbe anche portare a una profonda rivoluzione. Ricordatevi che senza cambiare vita non si può correggere nemmeno il più piccolo difetto. Il maggior ostacolo verso la felicità spesso siamo proprio noi con la nostra inerzia ai cambiamenti!

Nove volte su dieci la felicità dipende da noi.

Molto spesso la decima possibilità è rappresentata dalla salute alla quale possiamo comunque dare un'ottima mano con un buon stile di vita e una personalità equilibrata.
Chi non vuole cambiare tende spesso a dare la colpa dei propri guai agli altri, al mondo, alla sfortuna. Pensiamo a quante volte affidiamo un compito a una persona che lo svolge gratuitamente a titolo di favore: se qualcosa va storto che diritto abbiamo di prendercela solo con chi noi abbiamo scelto? Certo può avere una parte di colpa, ma una parte è anche nostra che abbiamo scelto male. Non arriveremo mai a vivere bene se siamo sempre pronti a scaricare all'esterno ogni nostra responsabilità.

Non si deve pretendere che il mondo si adatti a noi (gli eterni bambini).

Ci sono persone che riescono ad aiutare gli amici a uscire da situazioni molto difficili, ma che poi hanno una vita disastrosa. Il motivo è che le regole elaborate per gli altri non vengono applicate a sé stessi. Queste persone vivono in due mondi: quello degli altri (di cui hanno capito le regole) e il proprio che ostinatamente vogliono che sia fatto in un certo modo: solo che la realtà travolge i loro sogni e con essi la loro vita. Sono come bambini che, poiché non riescono a ottenere il giocattolo che desiderano, piangono, si disperano, si fanno del male.
Altre persone usano regole sbagliate (come chi per esempio ritiene la ricchezza, il successo ecc. condizioni necessarie alla felicità) e pretendono che il mondo soddisfi le loro ambizioni.
Pretendere che il mondo si adatti a noi, che le cose vadano come noi vogliamo, trovare tutti i modi per giustificare i nostri desideri è il modo migliore per non capire la realtà: si pensi a tutti i problemi che si possono avere quando si vuole a tutti i costi che una persona ci ami. Si sa che è una cosa stupidissima, ma quando si perde la testa per qualcuno che non ci vuole, si fa di tutto per pretendere che il mondo ci ascolti e che il nostro amore sia corrisposto. Si può diventare patetici, violenti, disperati a seconda delle caratteristiche individuali, ma la realtà è una sola: si è degli stupidi!

Il check-up della coerenza

La persona che vuole migliorare la propria vita deve attuare un check-up della coerenza degli insegnamenti avuti, li sottopone a vaglio critico (spirito critico) e li accetta, li rifiuta o ne crea di nuovi.

L'attitudine a questo check-up è la predisposizione a migliorare la propria vita.

Ci si potrà ancora chiedere se i condizionamenti familiari e/o sociali possano frenare od opporsi al miglioramento della propria vita. Sicuramente sono un ostacolo notevole, ma il Well-being è il modo per opporsi a essi. Tutto ciò che si deve fare è uscire da sé stessi, diventare giudici imparziali e dare un nuovo giudizio. Lo scopo: rinascere ("quando il cervello si forma nel ventre materno, non contiene nessuna idea",  M. Blanchot).
Il check-up è simile alla volontà di rendere la casa che abitiamo decisamente vivibile. Alcuni scopriranno che è più facile buttarla giù e rifarla ex-novo, avranno fatto cioè una vera e propria tabula rasa della propria vita, altri si limiteranno a piccole ristrutturazioni. La cosa fondamentale è verificare che le modifiche siano coerenti fra loro e con ciò che è rimasto immutato e che non siano che orribili toppe che prima o poi ci deluderanno.
Per approfondire il concetto di check-up.

I COMMENTI

Dead men walking
 
Isabella ci scrive:
... gli spacciati, secondo me, vanno lasciati nel loro brodo! Provo quotidianamente la spiacevole sensazione di sentirmi una "diversa" perché, sia al lavoro, che in palestra, che con parenti e amici, sono circondata da persone ultra-soft, smidollate e negative, che credono di avere tutte le risposte in mano e, soprattutto che non vogliono essere salvate!! Guai a parlare loro di margarina e oli idrogenati, guai a dire loro di boicottare il Mulino Bianco per la propria salute. In cambio, ricevo sguardi compassionevoli e risatine, che altro risultato non hanno che farmi andare in bestia perché io cerco di consigliare, a tutte le persone che mi stanno vicino, quello che studi e ricerche mediche affidabili hanno constatato essere pericoloso per il nostro organismo e, invece, ottengo che ipercaloriche (ma gli spacciati non vi badano) merendine a base di margarina vengano mangiate davanti alla "sfigata che non li può mangiare"
. TI RENDI CONTO???
... Come vedi sono molto impulsiva, ma soprattutto spontanea, e lo sono anche quando affermo che spacciati sembra addirittura un eufemismo se riferito a certe persone che quotidianamente ho l'onere (non l'onore!) di dover vedere. Se dovessi cercare un termine più appropriato sarebbe di sicuro "moribondi" visto che, senza sport e senza nutrirsi bene, a me queste persone sembrano, permettimi la citazione filmica, dei DEAD MEN WALKING!

In effetti uno spacciato è un morto che cammina. Morto perché chi non migliora la propria vita (sia che parta da zero sia che parta da una buona posizione) è già arrivato al capolinea. Non a caso molti anziani, quando non hanno più obbiettivi, improvvisamente invecchiano e muoiono.
Però bisogna fare molta attenzione a

non scambiare per spacciato semplicemente chi "vive male" e non ha ancora trovato la sua strada.

Da quando ho diffuso il termine "spacciato" ho notato che molte persone lo usano per  sottolineare la loro condizione superiore o presunta tale. Quasi un'antitesi al superuomo.
Il superuomo - Ho l'impressione che molti continuino a scambiare l'High People per una sorta di versione moderna del superuomo. Se si legge l'opera di Nietzsche e la si confronta con le mie idee, quasi a ogni passo si trovano delle notevoli differenze. In particolare non è difficile capire come la teoria del superuomo possa generare ogni allontanamento dalla morale, visto che l'uomo che non cerca di passare dalla bestia al superuomo non è degno di essere amato.
Il Well-being non è "per chi si sente superiore" o chi è affascinato dal diventarlo. Il Well-being è a metà strada fra
  • le teorie utopistiche che pongono alla loro base idee del tipo ama il prossimo come te stesso perché vede come disumano (e irrazionale!) mettere sullo stesso piano non solo sé stessi e uno sconosciuto, ma anche uno sconosciuto e la propria famiglia o i propri amici.
  • L'egoismo negativo, quello che spinge la gente a fare del male agli altri e a non amare abbastanza chi è nel proprio mondo dell'amore.
Il superuomo comunemente detto ricade nel secondo insieme perché, fregandosene del bene e del male, prima o poi di fronte al mondo neutro commetterà azioni negative (pensiamo alla giornata dell'onestà) e avrà un mondo dell'amore molto povero perché chi volete che voglia (ami) chi non ha una, almeno sua, morale?
Di fronte a chi vive male - Da quanto detto sopra, è evidente che di fronte a una persona che vive male, un high, se richiesto, dà un consiglio. Molto probabilmente lo inviterà a prendere in considerazione l'idea di cambiare qualcosa della propria vita. L'altro potrà porre attenzione a ciò che diciamo, cercare di vincere le sue precedenti convinzioni, di smontare i suoi alibi, insomma cercherà di impegnarsi a migliorare. Non è uno spacciato.
Oppure potrà arroccarsi sul suo modo di vivere e rigetterà i consigli. Molto probabilmente è uno spacciato (non si può escludere che trovi un'altra via alla felicità), ma non per questo si deve insistere, cercare a tutti i costi di dimostrargli che si ha ragione, che si è superiori, che si è superuomini: consigliare, ma non ordinare. Se non ascoltati, con la saggezza che è tipica dell'high (che non ha l'aspettativa di essere osannato), si dirà un "peccato!" e si tornerà a vivere la propria vita, senza astio, senza rabbia o delusione. In fondo chi ci perde è solo lo spacciato.

Corsa all'alba, tramonto dello spacciatesimo
  
corsa all'albaUn amico del sito ci scrive questa bella mail che si commenta da sola:  
 
Ti avevo già scritto per commentare una lettera da te ricevuta. Spero che ti faccia piacere sapere che il mio cammino di allontanamento dallo spacciatesimo prosegue con moderato entusiasmo e grande serenità e allegria, al punto che mi dispiace non avere nessuno che condivida la mia passione per la corsa, visto che mi alleno ogni mattina alle 5:30.
Ho notato che le mie ore di sonno sono diminuite, da che dormivo 8 ore piene o anche di più ora sono costantemente al di sotto delle 7 e non mi pare di avere bisogno di recuperi o dormite aggiuntive, quando sono molto stanco vado a letto una mezz'ora prima e la mattina sono fresco e ansioso di uscire quasi quanto il mio cane che mi accompagna sempre.
Questo per dire che correre non costituisce un impegno di tempo, infatti, dopo solo 8 mesi di allenamento, l'ora che impiego giornalmente nella corsa mi viene prontamente restituita sotto forma di minore esigenza di sonno con gli interessi perché la maggiore forza psicofisica mi fa fare molte cose in meno tempo.
Calcolando le ore di veglia della mia giornata l'essere allenato mi ha "regalato" 23 giorni di vita all'anno in più.



Consiglia l'articolo su Google, clicca   Se vuoi condividerlo su Twitter, clicca