I semplicistici
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Il semplicistico è colui che semplifica eccessivamente la realtà per gestirla meglio.
La semplificazione della realtà è causata quindi da una sostanziale incapacità di gestire la complessità che è nel mondo, ma allo stesso tempo dalla forte esigenza di darsi delle risposte.Il pigro
Di fronte a un problema l'analisi è spesso carente perché- non sa analizzare tutti i fattori coinvolti
- o non sa pesarli correttamente.
Nel secondo caso è poco incline all'analisi quantitativa dei problemi, il qualitativo è il suo regno: non è attento ai difficili aspetti quantitativi della vita, perché a lui "fa comodo" un mondo solo qualitativo, arrivando nei casi estremi all'estremismo (esistono solo il bianco e il nero). Un esempio è offerto dall'acritica fiducia nelle medicine alternative, nella speranza che soluzioni tutto sommato banali siano veramente utili in un grande numero di casi.
Relativamente alla soluzione scelta, il pigro difficilmente si preoccupa della fattispecie, cioè di determinare le condizioni nelle quali la soluzione funziona (per forze, secondo lui dovrebbe funzionare sempre!); non sa pertanto gestire casi particolari, che mandano in frantumi le sue brillanti elucubrazioni. Se è dotato di sufficiente oggettività, la soluzione semplicistica potrà avere un qualche valore; nei casi peggiori, si lascia guidare da ciò che gli piace, da ciò che "sente buono o giusto", arrivando a una comprensione veramente bassa del mondo perché sempre vittima di un errore di generalizzazione.
Il furbo
I furbi sono abbastanza immuni dai due precedenti problemi, nel senso che diventano semplicistici a posteriori: saprebbero analizzare la realtà, ma trovano più conveniente darne una visione semplificata, accontentandosi di vivere da 7 quando potrebbero vivere da 10.Pensano che sia possibile trovare scorciatoie che facciano guadagnare tempo e che diano risultati immediati. I più convinti di questo metodo di vita sono poco propensi a studiare e mai leggerebbero un manuale di istruzioni, preferendo piuttosto provare, sbagliando mille volte. A differenza dello svogliato o dello spacciato, nel semplicistico furbo la scorciatoia non è una strategia globale, ma si applica a campi ben precisi dove l'esperienza del soggetto ottiene comunque qualche risultato. Purtroppo sono i campi più importanti dell'esistenza (come il lavoro, il partner, l'educazione dei figli ecc.), ottenendo comunque una penalizzazione non indifferente.
I più razionali applicano strategie elementari che ritengono il massimo della furbizia, come quella di "provare" tutto in prima persona (con un evidente errore di generalizzazione).
La qualità della vita
Nella maggioranza dei casi, il semplicismo non penalizza le condizioni iniziali, piuttosto impedisce di migliorarle. Sicuramente i pigri fanno più fatica a cambiare la loro vita, anche perché hanno una certa allergia ai discorsi quantitativi della realtà (cioè fanno fatica a introdurre i "numeri" nel loro modo di pensare).Per i furbi può accadere che eventi particolari li convincano che la scorciatoia scelta non sia ottimale e lo sblocco consente di ragionare non più per scorciatoie, ma per descrizioni analitiche della realtà, capendo che un basso livello di dettaglio dà anche una non ottimale qualità della vita.
IL COMMENTO
Andare in auto in città: conviene?
Di
fronte alla domanda del titolo, alcuni mentalmente avranno risposto. L'unica
risposta sensata è: dipende. Può essere deludente, ma insegna a non
sposare una causa (sì o no), innamorandosi della prima risposta che ci
piace, continuando a difenderla fino alla morte oppure innamorarsi e
perorare una delle possibili tante spiegazioni senza nemmeno rendersi conto
delle altre.Il semplicistico fa proprio questo: poiché è incapace di analizzare la complessa realtà, la semplifica: è tutto colpa di questo o di quello, risponde sì o no secchi alle domande ecc. Purtroppo a molte domande la risposta non c'è (pensiamo all'approccio razionale all'esistenza di Dio e alla risposta semplicistica di chi conclude: "certo che Dio esiste, altrimenti chi avrebbe creato il mondo?"), ad altre c'è, ma molto generica. In questi secondi casi l'analisi è ugualmente molto utile perché consente di non sbagliare nel caso singolo. Il semplicistico generalizza, semplifica, non si pone il problema di enunciare la fattispecie, cioè quella parte del ragionamento nella quale sono descritte le condizioni il cui avverarsi renda un sottocaso applicabile. Quindi non limitatevi a enunciare una frase, ma cercate di capire quando e come è applicabile.
Esempio di ragionamento – Le nostre città sono intasate dalle auto. Inquinamento, rallentamenti, stress ecc. sono sicuramente dovuti a una gestione non corretta del mezzo. Sarebbe però semplicistica la soluzione di eliminarlo come lo sarebbe quella di non fare assolutamente nulla. Quindi è logico chiedersi: quando la macchina conviene? La risposta può essere personale, senza dimenticare che comunque ha ricadute sociali. Pertanto si può partire dal concetto che ha senso andare in auto se conviene, purché la convenienza sia giudicata tale da un punto di vista abbastanza oggettivo e non totalmente egoistico. Vediamo i punti di tale giudizio.
a) Lo spostamento deve essere più veloce che con altri mezzi. Nel confronto del tempo di spostamento occorre considerare i tempi morti, cioè i tempi di parcheggio, i tempi d'attesa dei mezzi ecc. In questo punto entrano caratteristiche personali, come la capacità di parcheggiare e la dimensione dell'auto, e caratteristiche sociali come la disponibilità dei mezzi. Data una realtà (con la rete dei mezzi, il clima, l'altimetria ecc.), è abbastanza logico pensare che per spostamenti entro X km l'auto non è ottimizzata (spostamento negativo), mentre quando si supera X lo è (spostamento positivo). X è quindi funzione della città e del punto di partenza dell'utente.
b) Lo spostamento deve essere economico. L'aggettivo deve essere valutato a livello personale, perché definire "poco (molto) costoso" uno spostamento è anche funzione del reddito della persona. Sarebbe quindi un grave errore introdurre criteri decisionali, dando un peso oggettivo al costo dello spostamento. Il costo economico dello spostamento può unirsi al punto precedente in una sorta di bilancio dove anche al tempo di spostamento è dato un costo.
c) Lo spostamento deve essere possibile. Se avviene con pesi al seguito (libri, campionari, strumenti ecc.), in condizioni climatiche particolari (andare in bicicletta quando c'è il temporale non è il massimo) ecc., cambiano le soluzioni a disposizione, a volte l'auto resta l'unica.
Da questa sommaria analisi si scopre che si deve valutare caso per caso. È abbastanza facile scoprire sia casi in cui l'auto è indispensabile sia casi in cui si abusa dell'auto, per esempio nel caso di chi per pigrizia sceglie uno spostamento negativo, magari personalmente svantaggioso economicamente.
Per chi fosse interessato, si possono approfondire i casi di abuso per scoprire
la loro incidenza sul traffico.
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