Omosessualità
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Questo
articolo vuol far riflettere non tanto sugli omosessuali,
sulle loro campagne o sulla loro presenza nella società; vuole invece usare
l'omosessualità come una cartina al tornasole per riflettere su sé stessi. Un po' di teoria - L'omosessualità è l'attrazione sessuale verso persone dello stesso sesso. Nonostante persista ancora in molte società una riprovazione morale e religiosa dell'omosessualità, nei Paesi più evoluti si è fatta strada un'ampia tolleranza del fenomeno; oggi molti ritengono che l'omosessualità sia una normale espressione della propria sessualità. Ciò si deve all'azione di gruppi di sensibilizzazione attivi, soprattutto negli Stati Uniti, dal 1960. Il 26 giugno 1969 i proprietari del bar (lo Stonewall Inn) frequentato dalla comunità omosessuale del Greenwich Village a New York insorsero contro un raid della polizia locale, dando vita al primo Gay Pride, la giornata dell'orgoglio omosessuale. In Italia il FUORI (fondato nel 1972) e l'ARCIGAY (1980) hanno difeso la causa degli omosessuali, trovando riscontri in una parte non marginale della popolazione. Dal punto di vista scientifico l'omosessualità non è un vizio, non è una perversione, non è una malattia. Già nel 1973 l'APA (American Psychiatric Association) lo aveva stabilito, classificandola nel 1987 fra le varianti non patologiche della sessualità umana. Nel 1991 l'Organizzazione Mondiale della Sanità ha escluso l'omosessualità dalla classificazione delle malattie. Poiché i dati sulla popolazione sono costanti nei vari Paesi (4-5% degli uomini e 2-4% delle donne), non si può parlare di circostanze personali, familiari o socioculturali (che farebbero variare la statistica da Paese a Paese), ma occorre orientarsi verso l'ipotesi costituzionale; oltre alla teoria ormonale, attualmente nell'ambito dell'ipotesi costituzionale si sta studiando la predisposizione genetica (il 25% di fratelli di omosessuali è omosessuale e il 50% dei gemelli omozigoti di un omosessuale è pure omosessuale, mentre lo è solo il 22% se si tratta di gemelli dizigoti, cioè con diverso patrimonio genetico).
Un po' di pratica - Il Well-being non è di destra né di sinistra, non è laico né clericale, è la filosofia del buon senso, della civiltà, del progresso umano. Come tale attinge idee e spunti da ogni disciplina, da ogni teoria, da ogni filosofia o religione: purché ci siano buon senso e civiltà. L'omosessualità è un buon banco di prova. Molti dei visitatori del sito e dei lettori di questo articolo non sono omosessuali. È proprio a loro che mi rivolgo sollecitandoli a sospendere per un attimo la lettura e a chiedersi che cos'è per loro l'omosessualità? Rispondete con sincerità.
- Un peccato
- un crimine
- una malattia
- un comportamento sessuale.
A New York è stata approvata la legge sui matrimoni fra i gay (giugno 2011). Molti si sono opposti commettendo un errore razionale molto comune, quello di autoverifica (vedasi il testo Migliora la tua intelligenza), errore che si commette in mancanza di un'analisi critica di ciò che si dice per verificare la presenza di contraddizioni.
Infatti la stragrande maggioranza dei non omofobi che si oppone ai matrimoni gay lo fa sostenendo che, se si ammettono, allora i gay potranno anche adottare figli (un ragionamento a catena non del tutto automatico! Un altro errore razionale), cosa che sarebbe sbagliata perché un figlio per crescere bene ha bisogno del padre e della madre!
Un ragionamento che sembra corretto, ma è un errore razionale. La frase in neretto è un infatti un errore di antichità: "è sempre stato così, deve esserlo anche in futuro". Chi la usa non si rifà a dati scientifici precisi, né a un approfondito studio di cosa serve a un figlio per crescere bene (cosa che è al di fuori degli scopi di questo articolo), ma solo a una constatazione in base a come sono "sempre andate le cose". Ciò non dà nessuna garanzia che anche in futuro debbano andare così (anzi, si va verso un "pareggio" dei sessi). Poi basta una semplice considerazione per smontare la frase: se fosse vera, negli interessi del minore (che, ricordiamolo, non è proprietà dei genitori!), la società dovrebbe togliere i figli a tutti coloro che restano privi del compagno quando il bambino è ancora incosciente da legarsi al genitore rimasto: si pensi a una donna incinta che perde il marito o a un marito che perde la moglie nel momento del parto.
Notate come questa proposta non la farebbe nessuno e tutti si arrampicherebbero sugli specchi per cercare di salvare la seconda situazione, mentre sulla prima chi sentenzia ha una certezza incrollabile. La certezza di chi non sa ragionare.
In
presenza di un'adozione si deve sempre andare con i piedi di piombo. Dal
punto di vista del Well-being, ancora di più, visto che molte adozioni sono
attuate a fini meramente egoistici ("ho bisogno di avere un figlio"); quando
una persona ha bisogno di avere un figlio per realizzarsi (il
figlio è cioè una condizione necessaria), tanto equilibrata non è,
esattamente come chi ha bisogno di essere ricco o di avere successo per
essere felice: siamo in presenza di una dipendenza.Se si pensa solo al bene del bambino esistono strumenti (come l'affido) molto più facili da ottenere rispetto all'adozione e più disinteressati; perché coppie che adottano, mai prenderebbero un bimbo in affido?
Queste considerazioni sulle adozioni fatte da eterosessuali vengono complicate quando i richiedenti sono gay. Se io uomo (diversa la situazione fra due lesbiche; checché se ne dica, il senso materno è da sempre più forte di quello paterno) scelgo di amare un uomo, mi metto al di fuori della logica della procreazione; posso rientrarvi, ma devo usare cavilli psicologici che vanno comunque a influenzare la psicologia del bambino che, ricordiamolo, non può avere lo stesso spirito critico di un adulto (anzi, se è molto piccolo, non ne ha proprio!). Prima di pensare all'adozione da parte di coppie gay è allora più logico pensare all'adozione da parte di single.
Si deve evidenziare che tutte queste perplessità non sono una crociata contro le adozioni gay; dal mio punto di vista, se si ammettono le adozioni da parte di coppie eterossessuali, si dovrebbero ammettere anche quelle di single e di coppie gay. Il mio giudizio negativo non vuole essere cioè tradotto in una legge punitiva, ma in una legge che verifichi (forse ancor più di quanto si faccia oggi) le reali motivazioni dell'adottante e, in assenza di un chiaro interesse per il bambino, l'adozione non dovrebbe essere permessa.
La condizione necessaria - Cosa significa l'ultima frase? Si pensi di porre al richiedente il seguente salomonico scenario: "non possiamo concedere l'adozione, ma possiamo dare l'affido fino a 18 anni, poi il minore, diventato maggiorenne, sarà libero di avere i rapporti che crede con gli affidatari". Se la risposta del richiedente è no, nessuna adozione; se sì, un "bravo, lei è maturo per l'adozione!".
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