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Gli oggetti d'amore
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Ognuno di noi potrebbe scoprire (in un tempo più o meno ragionevole) che esiste un filo conduttore nella vita di chi è felice: l'amore. Questa non è certo una novità, anche se chi in passato ha esaltato le potenzialità dell'amore lo ha sempre fatto pensando che fosse un punto d'arrivo: in realtà è un punto di partenza per capire la vita.
Una precisazione necessaria. Per amore (andrebbe scritto con la A maiuscola!) non s'intende l'amore per una persona, amore su cui milioni di adolescenti basano tutta la loro giovinezza (in questo errore si riflette la loro immaturità, anche se questo giudizio può dar loro fastidio!), ma l'amore per un qualunque oggetto esistenziale: una persona, un'arte, uno sport, un'occupazione, un'idea ecc. L'amore per il nostro partner è dunque solo un caso particolare d'amore.
Analizzando le esistenze delle persone felici, si scopre facilmente che:
  1. lo stato emozionale positivo si mantiene con l'amore,
  2. amare non è sufficiente per avere una vita felice (ved. la capacità d'amare).
Il primo punto si attua attraverso gli oggetti d'amore. Anche nel linguaggio comune, amare è un verbo transitivo che presuppone un complemento oggetto, per amare occorre avere qualcosa/qualcuno che è oggetto del nostro amore.
In realtà di diversi oggetti che sono degni della nostra attenzione (cioè che possono aumentare la qualità della nostra vita, prerequisito essenziale perché qualcosa possa candidarsi al ruolo di oggetto d'amore) possono essere di svariata natura. Anticipando la discussione successiva, l'amore per essere tale deve possedere alcuni requisiti:
  • conoscenza
  • stabilità
  • indipendenza.
Fra poco li vedremo in dettaglio, ma se manca uno di essi, l'oggetto d'amore diventa qualcosa d'altro, incapace di essere impiegato al massimo per la nostra felicità. Vediamo i vari casi:
Hobby (passatempi) - Mancano la conoscenza (studio), il coinvolgimento e l'approfondimento dell'oggetto perché spesso il tempo a esso dedicato è scarso, non sufficiente.
Mode - Manca la stabilità. Il nostro rapporto è temporaneo, magari coinvolgente, ma non duraturo. Insoddisfatti e apparenti sono molto sensibili alle mode.
Manie (dipendenze) - Manca l'indipendenza. Un concetto molto difficile da digerire è che se si ama veramente qualcosa o qualcuno non se ne è schiavi.
Agli hobby dedichiamo un articolo a sé, visto che troppe persone li scambiano per oggetti d'amore; per le mode dice già tutto il termine; per le manie basterebbe comprendere esattamente ciò che è detto sul paragrafo dell'indipendenza. Purtroppo non sempre è così facile assimilarlo correttamente quando si è coinvolti perché si tende a dare al termine "mania" un significato patologico che sembra impossibile applicare alla propria condizione. In realtà le manie sono molto più comuni di quanto si pensi: non solo nel caso in cui una persona ama un'altra e "senza di lei non sa vivere", ma anche in situazioni molto meno apparentemente coinvolgenti: si pensi a uno sportivo che non riesca a praticare più il suo amato sport per un incidente e cade in depressione. La personalità del romantico è quella più a rischio nel trasformare oggetti d'amore in manie.

Gli idoli

idoloAccanto a questi casi si è portati spesso a interagire con concetti cui affidiamo ciecamente la nostra vita con la speranza che ci ricambino con gioia, serenità, felicità. Sarebbero oggetti d'amore che, se accettati, porterebbero a una condizione automaticamente positiva dell'esistenza.
Di solito questi oggetti d'amore imposti (idoli) derivano dai condizionamenti sociali e/o familiari subiti nell'infanzia e nell'adolescenza. Infatti, essendo idoli, non vengono mai messi in discussione ed è difficile crearsi idoli da adulti: se si ha spirito critico non si accetta nulla ciecamente e quindi si è immuni da questa situazione, se invece non lo si ha, difficilmente si cambiano gli idoli giovanili per altri dei. Vediamone alcuni: matrimonio, lavoro, figli, onore, amore (per un partner), ricchezza, fama ecc.
Molti idoli appartengono a quelle che il Well-being chiama condizioni facilitanti: avere un buon matrimonio facilita la vita, idem per una buona posizione economica, per un buon lavoro, per una buona famiglia ecc. La differenza sostanziale è che chi li adora ciecamente dimentica il "buon" che deve esserci, lo dà per scontato. Per l'adoratore l'idolo è buono di per sé, diventa un valore su cui si basa la sua autostima da successo. Se mi sposo è il giorno più bello della mia vita, se non mi sposo sono un fallito.
Purtroppo alcune correnti di pensiero hanno irrobustito la consistenza degli idoli nella società, impedendo a gran parte della popolazione di arrivare a veri oggetti d'amore e alimentando quell'autostima da successo che è una pessima autostima.
Come liberarsi dagli idoli? Semplicemente con la verifica molto critica che l'idolo migliori la nostra qualità della vita! Se non lo fa... abbattetelo. In questo spirito, nel Well-being si parla di rivoluzione.

La conoscenza

conoscenzaTutto ciò che amiamo in modo costruttivo può diventare per noi una luce che ci guida alla serenità e alla felicità. Più luci sono nella nostra vita più facile è vivere. Perché una luce non si spenga o non si trasformi in un fuoco che ci divora occorre amare nel modo giusto. Come abbiamo premesso, tre sono i passi necessari e il primo è la conoscenza.
Può sembrare ovvio, ma non c’è amore dove c’è superficialità. Ci sono persone che si occupano di tutto e scambiano la conoscenza con una banale comprensione degli aspetti più importanti dell’oggetto. In realtà chi ama apprezza i dettagli, le finezze, i continui miglioramenti che può dare solo una partecipazione intensa a ciò che si sta vivendo. Chi ama diventa un esperto di ciò che ama, non gli basta accontentarsi di una sommaria conoscenza. Del resto se amiamo una persona non desideriamo forse conoscerla a fondo?
Alla conoscenza si può collegare la curiosità, una caratteristica neutra dell’animo umano. Può essere positiva quando è conseguenza dell’amore, quando ci porta sempre più in là nella conoscenza, ma è uno stupido difetto quando si limita a una morbosa attenzione per qualcosa di cui tutto sommato non ci importa più di tanto e che comunque non può cambiare la nostra vita.
Quindi: conoscere, conoscere, conoscere. Dove osservate qualcosa di positivo, non siate superficiali, ma cercate di conoscere di più. Approfondite le cose, chiedetevi i perché e gustate ciò che capite e scoprite. Diventati esperti in ciò che amate o imparate a conoscere la persona o l'animale a cui volete bene.
Poiché l'amore si dimostra con le azioni la conoscenza di un oggetto d'amore ha bisogno di tempo, cioè l'oggetto d'amore va coltivato. Quindi la conoscenza è il risultato di studio, tempo e coinvolgimento. Se "amo" una cosa, ma non ho tempo di coltivarla, a livello esistenziale tale oggetto resta un piacevole passatempo e nulla più.

La stabilità

la modaChi passa da un oggetto d'amore all'altro in realtà è solo in cerca della novità. La novità è il surrogato dell'amore, con le sue sensazioni immediate, ma passeggere, a volte forti, ma transitorie. Chi ricerca la novità (o la moda del momento!) non sta amando, cerca solo di riempire la propria vita con qualche sensazione; così facendo apre le porte all'insoddisfazione esistenziale che scatta quando non si riesce a trovare qualcosa di forte che ci scuota dalla noia della routine quotidiana.
La mancanza di stabilità in ciò che si ama è tipica degli svogliati (costa troppa forza amare fino in fondo il proprio oggetto d'amore) o degli insoddisfatti (il risultato ottenuto è sempre troppo poco e si sogna di fare meglio in un altro campo), ma anche altre personalità possono essere attratte dalla superficialità del nuovo.
Per capirci meglio, consideriamo come possa essere vissuto in due modi completamenti diversi il concetto di arte. Per l'artista creare una nuova opera significa amare la propria creatività, cercare di trovare valori profondi in quello che fa. Per la persona ricca e annoiata che non sa neppure distinguere un originale da un falso, ma che desidera arredare con un'altra opera d'arte il suo salotto, l'arte non è altro che un mezzo per riempire la propria vita di una novità che probabilmente riuscirà a darle un'ora o una giornata di sensazioni positive. Tanto è grande e nobile la sfida dell'artista, così è vuoto, superficiale e privo di senso il comportamento dell'acquirente.
L'esempio precedente non è casuale perché un altro modo di capire i limiti della novità sta nel confrontare arte e moda: la moda sta all'arte come la cronaca sta alla storia. Ve lo immaginate Leonardo che butta la Gioconda perché l'anno dopo che l'ha dipinta non è più di moda?
Chi si affida alla novità ha spesso una capacità d'amare nulla, perché alterna momenti di euforia (quando c'è il nuovo) a momenti di depressione (quando gli sforzi di trovare la novità sono vani); fra di essi c'è la calma piatta della noia.
Notiamo come in risposta a un momento negativo sia errata la scelta del "compratore folle": sono depresso, esco e vado a comprarmi qualcosa. Invece di trovare qualcosa da amare, da conoscere a fondo, ricerca la novità: la strategia è destinata al fallimento.

L'indipendenza

Molti visitatori avranno trovato abbastanza scontati i paragrafi precedenti, interessanti, ma tutte cose che sapevano già. Alcuni di loro avranno però una sorpresa finale da questo ultimo capitolo del nostro viaggio attraverso l'amore.
È comune trovare persone che coltivano una luce nella loro vita, cioè un oggetto d'amore. Dai più usuali e importanti (un partner, i figli, un'occupazione) a quelli considerati più futili (gli hobby), ma fondamentali per assicurare una buona qualità della vita. Ciò che non è comune è capire che, se si ha un'ottima capacità di amare,

la nostra felicità non deve dipendere da ciò che si ama.

Può sembrare un controsenso e una negazione dell'amore, ma chi ama veramente è indipendente dall'oggetto d'amore, riesce a farne sorprendentemente a meno, a superare un'eventuale mancanza, temporanea o definitiva (magari con altri oggetti d'amore).
Troppo spesso si investe tutta la vita su un solo oggetto (ovviamente per oggetto si può intendere anche una persona), senza il quale l'esistenza non ha più senso. Certo, se si perde qualcuno o qualcosa che si ama moltissimo, si passeranno momenti spiacevoli, ma chi sa veramente amare saprà trovare altri oggetti d'amore su cui rivolgere le proprie attenzioni.

L'amore non deve essere una droga di cui non si riesce a fare a meno.

boomerangIn teoria anche chi è schiavo del proprio oggetto d'amore può essere felice: l'importante è che non lo perda. La sua felicità è instabile se confrontata con quella di colui che riesce a essere indipendente. Pensiamo alla frase tipica del romantico: "Senza te non ha senso vivere" o a frasi similari; non sono espressioni d'amore per un partner, ma piuttosto rivelano l'incapacità di aver risolto la propria vita prima di quell'incontro, rivelano un'immaturità esistenziale; ben più sensata è la frase: "Ero felice anche prima di conoscerti, ma ora con te è ancora meglio!". La felicità di chi non è indipendente dall'oggetto d'amore non solo è instabile, ma spesso è avvelenata dalle nevrosi che si instaurano dalla dipendenza. In campo affettivo la gelosia e la possessività sono gli esempi più comuni e disastrosi: essere gelosi non è una dimostrazione d'amore, è solo una penosa dimostrazione di come non si sappia amare nel modo giusto e di come si sia dipendenti dall'oggetto d'amore.
In altri campi la dipendenza si manifesta con una relazione netta fra il vissuto di ciò che si ama e la felicità delle proprie giornate: quando manca l'oggetto d'amore o ci tradisce in qualche modo, siamo sperduti, abbattuti, nervosi o in mille altri stati negativi.
Tipica degli apparenti è la nevrosi conseguente a una completa dipendenza dall'oggetto d'amore che li rende visibili al mondo. Se valgo perché ho successo (quindi visibilità sociale: per loro è importante apparire non essere!), divento schiavo di ciò che mi fa valere. Ecco allora che l'oggetto d'amore può trasformarsi in un boomerang che avvelena la nostra esistenza.
Riflettete a lungo sul concetto di indipendenza e chiedetevi: saprei vivere e trovare altre luci se quella (o quelle) attuale si affievolisse?

I COMMENTI

Passioni e oggetti d'amore

Cosa distingue una passione da un oggetto d'amore? Sostanzialmente tre cose: la conoscenza, la stabilità e l'indipendenza.
Farò tre esempi che riguardano un mio oggetto d'amore, la corsa.
Conoscenza - Che dire di tutti quei runner che si inventano teorie come quella dei muscoli duri il giorno dopo la gara perché sarebbero "ancora pieni di acido lattico"? Di quelli che partecipano a ogni gara finché migliorano, poi, stupiti di non essere diventati campioni, abbandonano? La loro grande passione si scioglie come neve al sole dell'ignoranza. Evidentemente la mancata volontà di conoscere nascondeva una passione effimera o motivazioni diverse dal vero amore (per esempio la voglia di visibilità).
Indipendenza - Che dire di quei runner che cadono in una vera e propria depressione per un infortunio? O di quelli che s'arrabbiano per una brutta prestazione o perché un loro amico/nemico ha soffiato loro un premio? La loro passione è solo una droga perché non sanno viverla con equilibrio e ne dipendono.
Stabilità - Che dire di tutti quei runner sottoallenati (magari in sovrappeso) che non perdono l'occasione di partecipare a una maratona; che ti descrivono con "passione" la loro gara, le loro fortissime emozioni? Gara alla quale si sono preparati allenandosi una o al massimo due volte alla settimana perché "non hanno tempo"... Addirittura d'inverno magari non escono per settimane, tanto poi a primavera si riprende. Idem per tutto il mese delle ferie perché a stare in spiaggia si fa meno fatica, poi a settembre di nuovo in pista.

Il puzzle della vita
 
il puzzle della vitaLa stragrande maggioranza della popolazione non ha una sufficiente capacità di amare. Esiste però anche una piccola percentuale che abusa di questa capacità di amare. In essa non è presente un'analisi che eviti i conflitti fra gli oggetti d'amore.
Se per vari motivi o per scelte precedenti si hanno risorse limitate è bene che noi scegliamo i nostri oggetti d'amore tenendo conto di questi vincoli. Come un figlio si fa per amore (cioè se si ha il tempo e la voglia di amarlo), così un oggetto d'amore lo si sceglie se è compatibile con la nostra vita. L'alternativa è cambiare la propria vita. Lasciare però in piedi il conflitto genera comunque un senso di insoddisfazione che dà alla nostra esistenza il sapore dell'incompiuto.
Io amo lo sport, ma non ho mai pensato di dedicarmi al ciclismo perché mi rendevo conto che praticarlo con amore mi avrebbe richiesto troppo tempo; stessa cosa per il pianoforte o per altri oggetti d'amore che non "sarebbero riusciti a entrare nella mia vita".
Gli oggetti d'amore devono cioè incastonarsi nella nostra vita come pezzi di un puzzle che combaciano perfettamente, senza dover usare le forbici per mutilarli e farli entrare a forza.
Se avete una grande capacità d'amare, non fate il passo più lungo della gamba, usate l'analisi dei conflitti per evitare di impegnarvi in troppe cose con il rimpianto di dover comunque farle tutte a metà.