Well-being: le personalità
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Dall'astrologia al Well-being...
Facendo una breve divagazione, nel mondo occidentale l'astrologia ha un successo innegabile, pur non avendo nessuna base scientifica. Se esistono coloro che credono agli oroscopi, esiste una fascia più evoluta che ragiona pressappoco così: "gli oroscopi sono sciocchezze, perché non si può prevedere il futuro, ma nei segni zodiacali c'è qualcosa di vero". Se è un passo avanti, sicuramente anche queste persone hanno uno spirito scientifico molto dubbio. Il loro errore consiste nel non capire che una qualunque suddivisione della popolazione in gruppi ognuno dei quali è contraddistinto da determinate caratteristiche (abbastanza vaghe) pescherà degli individui che rispondono alle descrizioni. Per esempio posso inventarmi una nuova astrologia con nuovi segni e definire il segno della pattumiera come quello di persone disordinate, poco attente alla loro persona, scansafatiche ecc. Se lo associo al mese di marzo, chi individuerà un soggetto appartenente al segno della pattumiera con quelle caratteristiche, concluderà: "Ecco, Albanesi è un genio, è riuscito a riscrivere l'astrologia", non accorgendosi di essere stato preso in giro. Se poi lui è nato nel mese di giugno e nel mio modello a giugno è associato il segno del cuore, costituito da individui sensibili, buoni ecc., sarà la fine: crederà vita natural durante nella nuova astrologia di Albanesi.Ovvio che il nostro credulone non ha capito che non esiste nessun logico rapporto di causa-effetto fra classi di popolazione e i mesi in cui sono nati. Ogni coincidenza è casuale; invece di vedere chi ha caratteristiche compatibili con il proprio segno perché non scoprire quanti non le hanno? Questo atteggiamento è quello giusto. Sicuramente non ci vorrà molto a scoprire persone nate nel mese di marzo che non sono affatto disordinate e il modello della nuova astrologia crollerà.
Perché le persone usano solo il riscontro positivo e non quello negativo? Perché non capendo il mondo hanno bisogno di qualcosa di semplice (i segni zodiacali) che permetta loro di interpretarlo.
La teoria
Chi studia l'astrologia vuole ricondurre la personalità del singolo a una banale appartenenza a un segno. È vero che poi si studia l'ascendente e altre complicazioni, inserite per evitare di doversi scontrare con l'evidenza: milioni di persone tutte diverse l'una dall'altra. In realtà però la personalità di ognuno di noi è talmente complessa che centinaia di anni di psicologia, filosofia, sociologia e di altre scienze non sono riusciti a scomporla in elementi descrittivi semplici comuni a tutti. L'analogia che viene subito in mente è quella degli atomi che si uniscono a formare le molecole: un centinaio di elementi danno origine a milioni di sostanze. La chimica, una scienza vastissima e ancora non del tutto esplorata, studia una sostanza anche con la conoscenza di come gli atomi si sono uniti nel formarla. Anche con la personalità si potrebbe fare così, ma probabilmente per la descrizione della personalità di ognuno di noi occorrerebbe percorrere molta strada, fare tante scoperte, impiegare molte risorse, di tempo e di creatività scientifica.Il Well-Being vuole limitare lo studio della personalità in funzione del disagio esistenziale: quali sono cioè i tratti della personalità che portano a condizioni negative come l'infelicità?
Dopo anni di studio il Well-being ha definito 20 personalità atomiche (nel senso di elementari) che innegabilmente non possono che creare problemi (e quindi vengono dette critiche). Se volete, è una versione scientifica dei banali segni zodiacali, ma in realtà il discorso è molto più profondo.
La personalità di un singolo soggetto (cioè una personalità reale) è rappresentata da un vettore (un insieme ordinato di numeri disposto su una riga o su una colonna) che lo descrive in funzione delle personalità elementari.
P= v(p1, p2, …, pn)
Lo studio di una personalità reale passa attraverso l'interazione delle personalità elementari, cioè lo studio di come in un determinato individuo le personalità elementari si fondano. Si comprende subito che esistono milioni di combinazioni, poiché ogni personalità elementare può pesare in modo differente, proprio come gli atomi possono legarsi in migliaia di modi diversi per formare migliaia di sostanze. Lo studio sarebbe complicatissimo. Per esempio come devono interagire le personalità per avere una persona diffidente?La scoperta del Well-being consiste nel fatto che,
se si limita l'indagine alle sole interazioni che portano al disagio esistenziale, si scopre che quest'ultimo è causato dal superamento di soglie di pericolo.
Ragionando in una logica a due soli valori (0 e 1), un valore unitario di una personalità elementare nel vettore della personalità reale indica che in quella persona la personalità elementare supera la soglia di pericolo, è diventata critica.Consideriamo le 20 personalità del Well-being:
Svogliati
Irrazionali
Inibiti
Mistici
Deboli
Fobici
Dissoluti
Sopravviventi
Insufficienti
Indecisi
Statici
Violenti
Patosensibili
Romantici
Insofferenti
Semplicistici
Insoddisfatti
Apparenti
Contemplativi
Vecchi
Per chiarire il concetto di personalità critica, consideriamo la personalità elementare dei deboli. Ognuno di noi, anche il più forte, ha nella propria personalità la personalità elementare del debole, magari solo accennata, infinitesima. Non c'è nessun problema, diremmo che "è naturale". Ma quando questo tipo di personalità elementare aumenta il suo peso nella personalità reale e supera la soglia di pericolo, allora diventa una personalità critica e il soggetto può avere gravi problemi.
Usando una logica a due valori, un soggetto che ha la personalità:
P=(0,0,1,0,0,0,0,1,0,0,1,0,0,0,0,0,0,0,1,1)
è un inibito, un sopravvivente, uno statico, un contemplativo e un vecchio (vedremo più avanti cosa significano questi termini). Ovvio che nessuno direbbe che un tale soggetto possa avere una vita felice!Ogni singola personalità critica è cioè un test: se il soggetto resta sotto la soglia di pericolo degli svogliati il valore è 0, se la supera è 1. Complicato? No, basta vedere le personalità critiche come l'evoluzione più scientifica del concetto di difetto. Un soggetto che ha la personalità critica dei deboli è veramente un debole e questo nessuno potrà farlo passare come virtù. Il vantaggio di ragionare a due valori (sì/no) consente di definire con semplicità la personalità equilibrata:
una personalità è equilibrata solo se il suo vettore è nullo.
cioè se tutte le componenti sono nulle (valore uguale a zero).Nota: il livello di problemi che una personalità critica genera (ammesso di essere la sola nella personalità reale) non dipende solo dalla personalità critica in esame, ma anche dalle condizioni facilitanti/penalizzanti che il soggetto ha; così un apparente ricchissimo potrà avere pochi problemi come ne potrà avere pochi un contemplativo che vince il premio Nobel, ma, statisticamente parlando, un apparente o un contemplativo hanno meno possibilità di essere felici che una persona equilibrata. Avere una personalità critica è cioè una condizione penalizzante, di cui si deve tener conto nel bilancio globale dell'esistenza.
Facciamo ancora una volta presente che una personalità reale equilibrata potrà avere molte personalità elementari abbastanza pesanti da essere significative, ma NESSUNA che supera la soglia di pericolo. Pertanto soggetti equilibrati possono essere fra loro molto diversi e la diversità si potrebbe studiare studiando che effetti producono nella personalità reale le diverse personalità elementari comunque sotto la soglia di pericolo. Ma questo è oltre gli scopi del Well-being che è interessato solo a studiare la relazione fra felicità e personalità e tale relazione si studia indagando nella personalità reale solo l'eventuale presenza di personalità critiche.
Se volete sapere subito com'è la vostra personalità, non vi resta che provare il Gioco della vita. Si tratta di un gioco a livelli (i vari livelli sono le personalità critiche): se arrivate in fondo avete una personalità equilibrata e avete molte possibilità di avere una vita veramente positiva. È fondamentale comprendere che, a prescindere da alcune denominazioni di personalità, ci si rivolge a persone sostanzialmente normali dal punto di vista psichiatrico. Per esempio il termine inibito non ha nulla a che vedere con qualcosa di patologico (le patologie le lasciamo ai medici…). Vediamo la descrizione delle personalità.
La descrizione delle personalità
Una descrizione completa e dettagliata delle personalità (nonché le strategie per mitigarne gli effetti negativi) la trovate nel testo La felicità è possibile. Alcune di esse sono descritte anche nel sito (consultare la sottosezione Psicologia in Qualità della vita). Di seguito la sola definizione.
Svogliati
Lo svogliato non ha una sufficiente forza di volontà anevrotica.
Irrazionali
L'irrazionale ha una modesta intelligenza razionale.
Inibiti
L'inibito non vive una parte della sua personalità perché non l'ha maturata (in genere si è inibiti verso i genitori o verso il sesso).
Mistici
Il mistico ha una vita dominata dal rapporto con il divino.
Deboli
Il debole non ha la forza sufficiente per ottenere il meglio dal mondo che lo circonda.
Fobici
Il fobico ha un'irrazionale e stabile paura verso qualcosa o qualcuno.
Dissoluti
Il dissoluto non vuole gestire al meglio il proprio corpo.
Sopravviventi
Il sopravvivente accetta i problemi dell'esistenza come se facessero parte della normalità, senza nessuna azione che tenda ad eliminarli.
Insufficienti
L'insufficiente accetta consciamente di avere un basso livello di autosufficienza.
Indecisi
L'indeciso è sistematicamente incapace di formulare criteri di scelta basati sulle informazioni che ha.
Statici
Lo statico ha bloccato ogni processo di apprendimento dopo aver raggiunto un'accettabile qualità della vita.
Violenti
il violento utilizza la forza in modo da limitare la propria o l'altrui qualità della vita.
Patosensibili
Il patosensibile non riesce a elaborare un sufficiente distacco dal dolore che è attorno a lui, ma che non lo coinvolge direttamente.
Romantici
Il romantico vive completamente asservito a idee che per lui hanno un alto valore morale.
Insofferenti
L'insofferente non sa gestire la mancata aspettativa.
Semplicistici
Il semplicistico semplifica eccessivamente la realtà per gestirla meglio.
Insoddisfatti
L'insoddisfatto, qualunque sia il punto in cui arriva, non sa appagarsene.
Apparenti
L'apparente preferisce apparire anziché essere.
Contemplativi
Il contemplativo considera la cultura come una condizione necessaria alla massima qualità della vita.
Vecchi
Il vecchio ha un'età psicologica elevata, a prescindere dalla sua età cronologica.
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