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Immigrazione
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L'immigrazione è sicuramente un grosso problema che purtroppo non viene gestito che da posizioni qualunquiste, populiste, demagogiche o retoriche. Se da un lato è evidente che il flusso immigratorio è utile al Paese perché consente la disponibilità di forza lavoro, dall'altro è innegabile che occorra regolamentarlo. Il vero problema è che, a parte freddi numeri, spesso oggetto di discussione, non esiste un criterio logico da porre alla base della regolamentazione. O meglio nessuno vuole scoprirlo...
L'articolo 16 delle disposizioni sulla legge in generale del codice civile, concernente il trattamento dello straniero, dispone che "lo straniero è ammesso a godere dei diritti civili attribuiti al cittadino a condizione di reciprocità e salve le disposizioni contenute in leggi speciali. Questa disposizione vale anche per le persone giuridiche straniere".  La disposizione ha lo scopo di far ottenere dagli altri Stati migliori condizioni per i nostri connazionali. La reciprocità in pratica significa che

ciò che vale per uno straniero in Italia deve valere per un italiano nel Paese d'origine dello straniero.

immigrazioneùSecondo alcuni la reciprocità si è rivelata totalmente inutile perché "nel frattempo nessun Paese di immigrazione aveva negato agli italiani diritto alcuno". In realtà chi sostiene questa tesi pensa solo ed esclusivamente all'economia, dimenticando che fanno parte della vita dell'individuo altri e ben più importanti concetti. Citiamo due casi eclatanti riportati ultimamente dalla cronaca.
  • In Arabia Saudita il maggiore statunitense Martha McSally è costretta in libera uscita a indossare tunica e velo.
  • In Malaysia le autorità hanno proibito la distribuzione e la vendita di Time perché contiene un'immagine di Maometto (insulto all'Islam).
Entrambi i casi danno per scontato un concetto gravissimo:

la religione (e in particolare la Chiesa) può decidere cosa sia giusto e cosa no.

Con queste premesse è anche giusto vietare la professione di qualsiasi altra religione al di fuori di quella di Stato perché è di per sé un insulto alla religione di Stato.
Applicando il principio di reciprocità è chiaro che è giusto accogliere immigrati da quei Paesi che non costringono gli stranieri a vivere secondo precetti religiosi. In caso contrario cosa succederà applicando le regole basilari della democrazia, quando fra cent'anni, avendo accolto immigrati sostanzialmente integralisti, la maggioranza imporrà alla minoranza autoctona le proprie convinzioni? Le figlie di italiani saranno tante Martha McSally...
Il criterio alla base della regolamentazione (che ovviamente non piacerà ai politici perché cozza contro interessi economici notevoli) è usare il principio di reciprocità e accogliere immigrati preferenzialmente da quei Paesi che da loro garantiscano agli italiani di vivere da italiani.


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