Vuoi migliorare la tua vita?
High people: le mail e i commenti
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High People: la teoria.

COMMENTI E MAIL

Don't let the sun go down on me...
 
Una qualunque occasione della vita può servire a riflettere. Purtroppo (o per fortuna, visto che non mi sono sbagliato), mi convinco sempre più che la filosofia del sito può essere dura, ma vincente.
In questi giorni a caccia, due riflessioni da Well-being.
1) Puntualmente incontro cacciatori un po' anziani che vivono dei tempi andati. Quando non capiscono come in una giornata io riesca a prendere i fagiani che loro non riescono a prendere che in due o tre stagioni di caccia, mi chiedono del cane, dove l'ho preso, come l'ho addestrato ecc. È vero: Cassie è molto brava, ma un cane come lei in mano a loro entrerebbe in sciopero. È singolare come non ci sia nessuna autocritica, sempre pronti a credere che "non ci sia più selvaggina". Non reggono più di un paio d'ore nei campi e solo quando non fa troppo caldo. Non seguono mai il cane nel folto, ma aspettano appostati comodamente sulle stradine di campagna. Quando si leva un fagiano, imbracciano il fucile, ma, vista la loro lentezza, il pennuto fa tempo a morire di vecchiaia prima che abbiano premuto il grilletto. E mi chiedono del cane. Ma non hanno uno specchio?
2) L'amore alza oltre misura la nostra gioia di vivere perché sopisce ogni fatica. Se a sorpresa vi pesa ciò che pensavate di amare, chiedetevi cosa sia cambiato, il contesto dentro o fuori di voi. Non trovate false scuse, ma andate alla radice del cambiamento.
Da domenica a giovedì ho cacciato con Cassie per più di 40 ore (martedì non si può). Giovedì pomeriggio verso le due la fatica sembrava stratosferica, bastava guardare la lingua di Cassie e le sue zampe spelate. Poi il cane è impazzito, ha sentito un fagiano e ha incominciato a saltare da un fosso all'altro, fra le canne, a una velocità quasi irreale. Non potendo essere da meno, automaticamente lo seguivo, cercando di non perdere il contatto. In cinque minuti avremo percorso in linea d'aria solo duecento metri, ma almeno un chilometro avanti e indietro, a destra e a sinistra: a differenza di quando corro, non avvertivo nessuna fatica, in trance dietro al cane (un po' come certi runner sono in trance dietro al proprio avversario). Finalmente il fagiano si è levato, ponendo fine a quella strana gara. Recuperato il volatile, Cassie gli si è buttata a fianco e io mi sono seduto accanto a loro, accorgendomi dei tagli delle canne sulle braccia, dei vestiti completamene fradici di sudore e delle scarpe piene d'acqua (non uso mai stivali perché sarebbe impossibile correre).
C'era un silenzio assoluto e sia io che Cassie sapevamo che non era finita, che c'erano altri posti buoni da battere. Siamo arrivati così fino a sera, con altre corse incredibili. Domanda da Well-being: cosa avreste detto a Cassie mentre il sole calava?
 
don't let the sun go down on meEcco alcune risposte possibili:
  • Peccato che sia arrivata la sera – Voto 10
  • Andiamo, ci siamo meritati un po' di riposo. – Voto 7 – Avete buoni oggetti d'amore, ma potete esserne ancora più coinvolti.
  • È stata una giornata eccezionale, brava, mai visti così tanti fagiani - Voto 6 – Il vostro amore dipende un po' troppo dai risultati.
  • Forse abbiamo esagerato, domani devo lavorare – Voto 5 – Troppi condizionamenti…
La mia risposta: "Cassie, purtroppo è arrivata la sera, ma torniamo dalla mamma, la giornata non è ancora finita!".
In questi giorni molti mi hanno cercato al telefono. Se non c'era confidenza mia moglie faceva presente che "ero fuori per importanti impegni", altrimenti dettagliava all'interlocutore la situazione. In veramente tante occasioni la risposta spontanea è stata "ah, è ancora a caccia?"…
Morale. Il vero amore non stanca mai. È vero che la perfezione non esiste, ma, se siamo insoddisfatti della nostra vita, cerchiamo di scoprire qualcosa per cui valga la pena di dire "purtroppo è arrivata la sera…".
 
Prevenire è meglio che curare 
 
piccolo BuddhaAvrei due osservazioni.
1) Ho letto di Matthieu Ricard, monaco buddhista parigino la cui felicità è stata indagata da ricercatori del Wisconsin (gli studi comprendevano anche il monitoraggio dell'attività della corteccia pre-frontale). Quei dati -che peraltro non ho potuto leggere integralmente- non contraddicono la tua tesi secondo cui la meditazione orientale porterebbe solo alla serenità e non alla gioia, perché il monaco potrebbe essere felice di suo e non a causa del buddhismo. Tuttavia i libri che scrive mostrano che almeno lui attribuisce a quella causa la sua felicità. Del resto anche tu potresti essere felice per cause indipendenti dal Well-being e attribuire erroneamente ad alcune tue scelte lo stato di gioia in cui ti trovi. Questo per dire cosa? Per suggerire un'idea di cui non sono sicuro ma che mi sembra plausibile. Il Well-being trascura l'importanza di quello che gli psichiatri hanno chiamato "inconscio" nella determinazione dello stato mentale di gioia. L'inconscio comprende vissuti, emozioni e simboli di cui non siamo consapevoli ma che influenzano il nostro benessere. I bellissimi casi clinici di M. Erickson dimostrano che l'uomo non è solo influenzato dal proprio inconscio ma può influenzarlo attivamente in modo positivo. Alcuni tipi di preghiera, di meditazione, di training autogeno e di ipnosi potrebbero influire quindi sullo stato dell'umore in modo permanente.  La tua psicologia, con la definizione delle personalità elementari, ha un forte valore descrittivo, ma ha veramente un valore terapeutico? A un paziente non basta dire: "non devi avere paure irrazionali". Lo sa anche lui che sono irrazionali e dannose. E può non bastare la semplice volontà di guarire. Conclusione: per curare come tu vorresti la psicologia dei soggetti che rientrano nella normalità psichiatrica pur non essendo del tutto equilibrati il Well-being potrebbe essere molto carente . Perché non "parla all'inconscio".
2) Perché non fondare una vera scienza multidisciplinare della Gioia, in collaborazione con neuroscienziati, psicologi ed esperti di meditazione? Non si avrebbero dati più importanti di quelli da te raccolti? Dati che sono per lo meno inficiati da una considerazione: le tue statistiche si riferiscono a un campione che potrebbe non essere rappresentativo: chi mi dice che coloro che leggono il sito rappresentino correttamente la popolazione? Chi mi assicura che chi si dice migliorato grazie al sito sia stato veramente migliorato dal sito? Anche gli iridologi, i maghi e gli esperti di omeopatia possono contare su gruppi di persone che affermano: "Mi hai migliorato la vita"! Come controllare che i "guariti" dal Well-being siano veramente migliorati grazie a esso? La tua scienza della felicità è ancora troppo fondata sulla tua personale esperienza, e così è difficile distinguerla scientificamente da una qualsiasi altra filosofia di vita. La considerazione che ho per il tuo lavoro mi fa auspicare una svolta che renda più tangibili al mondo scientifico i tuoi risultati sul benessere della popolazione. D. C.

 
Chi parla di strategie per la felicità può farlo in tre modi:
  • la strategia è condizione necessaria (del tipo: se NON fai così NON sarai felice);
  • la strategia è condizione sufficiente (per essere felici basta fare così);
  • la strategia è condizione facilitante (se fai così hai molte probabilità di essere felice).
Non so in che caso ricada il monaco buddhista, ma non capisco il voler a tutti i costi attribuire a me o a lui una ricetta necessaria o sufficiente per la felicità. Non so se tu abbia letto o meno i miei testi (per esempio La felicità è possibile troppa gente esprime giudizi sul Well-being solo dopo aver letto sommariamente articoli qua e là nel sito, senza l'ordine di continuità di un libro), ma se lo hai fatto dovrebbe esserti chiaro che:
  1. io non ho descritto le mie scelte, ma ho descritto come, osservando la popolazione, ho fatto delle scelte che mi hanno portato a essere felice. C'è una grossa differenza. Perché non sono le "mie" scelte, ma sono quelle di un insieme della popolazione.
  2. Il Well-being è una condizione facilitante la felicità, una condizione che aumenta di molto le probabilità di essere felici (chi non sa ragionare in termini di probabilità può trovarsi un po' a disagio, preferendo ragionare in una logica a due valori, sì o no, ma non è così). Personalmente non credo a chi mi vuole propinare strategie necessarie e/o sufficienti (è banale dimostrare che non lo sono mai!), tant'è che ho sempre sostenuto che il Well-being è una via, ma non certo l'unica possibile.
psicoanalisiIo sono una persona semplice e quando sento parlare di inconscio, permettimi, sorrido. Forse che gli psichiatri con i loro esperimenti sono riusciti a risolvere i problemi quotidiani che hanno le persone? Un caso clinico, da Freud a Erickson, è, come dice il nome, un caso di una persona che è in qualche modo patologica. Sarebbe come se volessi studiare la sessualità di tutti noi citando casi clinici di serial killer. La realtà è molto più semplice di quella dipinta nei casi clinici. Ho già spiegato questa mia posizione nella critica ai casi clinici citati nelle sue opere (peraltro notevoli) da D. Servan-Schreiber, si veda l'articolo Guarire.
Prova a spiegare al comune mortale che è stato licenziato, la cui moglie se ne è andata con il suo più grande amico, la cui figlia è perennemente drogata, il cui figlio è dentro per rapina e il cui cane ha appena sbranato un bambino che passava per strada, come possa influenzare positivamente il suo stato dell'umore con la meditazione, la preghiera o il training autogeno. Sono certo, scusa l'ironia, che alla fine concorderà con te e se ne andrà gridando "sono l'uomo più felice del mondo". A me questi stratagemmi sembrano più farmaci che strategie di vita. Ma allora tanto vale che vada pure lui a drogarsi con la figlia.
Una vera strategia esistenziale deve PREVENIRE i problemi, non soltanto cercare di non sentirli. Se hai letto i miei libri e non hai colto questo fondamentale concetto, ho fallito la mia opera!
 
>Perché non fondare una vera scienza multidisciplinare della Gioia, in collaborazione con neuroscienziati, psicologi ed esperti di meditazione?
Per quanto ti ho detto al punto 2. A me non interessa comparire in prestigiose riviste, né vincere il Nobel per la medicina. Ma soprattutto non mi interessa fare teoria puramente speculativa. Inoltre, probabilmente, buon parte di questi psicologi o esperti di meditazione non li riterrei, secondo i miei canoni, idonei a vivere alla grande, come intendo io.
Sul campione non rappresentativo, pubblicherò a breve i risultati sul Gioco della vita e sui test. Ma, francamente, un caso clinico ti sembra un campione rappresentativo?
>chi mi dice che coloro che leggono il sito rappresentino correttamente la popolazione?
Qui trascuri il banale concetto che chi legge il sito è una percentuale irrisoria di chi ha eseguito il Gioco della vita entrando dai motori di ricerca. Considera che sono meno di 8.000 gli utenti registrati, sono circa 2.500 quelli che tutte le settimane leggono HPM, mentre in un mese i visitatori sono circa 250.000 perché entrano dai motori di ricerca dove siamo piazzati benissimo. Abbiamo appena toccato quota 100.000 per quanto riguarda chi ha provato il Gioco della vita. Al massimo un 10% sono nostri visitatori abituali, quindi la loro influenza sui dati generali è veramente piccola. La tua obiezione andrebbe meglio posta così:
chi mi dice che coloro che navigano in Internet rappresentino correttamente la popolazione?
Questo è vero, ma la risposta è facile. Rappresenteranno sicuramente la popolazione di domani.
Alla tua ultima obiezione ripeto che non è basata sulla mia personale esperienza, ma su quella di un folto gruppo di persone che si dice felice e che ha certe caratteristiche che io ho imparato ad avere negli anni. In ogni caso parlare di scientificità per teorie psicologiche è veramente superbo; al più si può parlare di ricerche e la ricerca non è scienza. Io presento dei dati, come del resto altri. Penso che nessuno possa dire che siano "scientifici", come accade in altri campi. Non so se giochi a scacchi; da poco ho aperto la sezione Scacchi. Ho scritto un articolo sulle regole scacchistiche. Le regole negli scacchi sono la continua ricerca di qualcosa che consenta al giocatore di orientarsi sulla scacchiera. Molte sono consolidate, altre no, ma nessuna è scientifica (pensa, in un gioco così "matematico" come gli scacchi!) tant'è che esiste anche un filone (al quale io non appartengo) che ritiene che "l'unica regola è che non ci sono regole" (Suba). Sarebbe superbo pretendere di affermare regole scientifiche, ma è da ricercatori proporle.
Concludo con un aneddoto. Da ragazzo, andai con un gruppo di amici in vacanza nel parco nazionale d'Abruzzo. Uno di loro programmò una sera all'ippodromo di Scanno (non so se esista ancora). Io accettai, ma posi come condizione che facessimo una e una sola puntata, collettiva, dopo esserci consultati. La proposta sollevò un incredibile interesse, tanto che "scientificamente" alcuni comprarono i giornali di ippica, altri, arrivati all'ippodromo, si piazzarono vicino ai botteghini e un po' spavaldamente chiesero a chi sembrava esperto che metodi usasse per azzeccare il cavallo. Ce ne propinarono di notevoli, altre indicazioni utili arrivarono dai giornali, insomma eravamo "scientificamente" certi che nella sesta corsa Fulmine (i dati sono inventati perché li ho rimossi!) avrebbe vinto.
Quando arrivò la sesta corsa, andammo allo steccato, pronti a incitare Fulmine. Accanto a noi, un uomo di mezza età, dall'apparenza trasandata, con una dentatura segnata dal tempo e un'aria stanca. Quando sentì che avevamo puntato su Fulmine, sorrise. Uno di noi non si trattenne dal chiedergli il perché. "Fulmine? Stamattina aveva la diarrea". Fulmine arrivò ultimo, dopo che la diarrea aveva sconfitto la scienza.
 
Equilibrio in punta di piedi
  
Carla FracciNella pagina sull'High People citiamo Morandi come possibile testimonial. Premesso che senza una conoscenza diretta della persona è impossibile dare un giudizio sensato, la ricerca di altri personaggi pubblici veramente high non è certo facile, perché la prima impressione scarta il 99% dei candidati. Si trovano molte persone equilibrate, ma che di solito non curano più tanto l'aspetto salutistico (che peraltro spesso non è curato nemmeno dagli addetti ai lavori* che compaiono nelle trasmissioni sul benessere) o sportivi che, basta sentirli parlare, hanno tratti della personalità che non convince (ricordate, il nostro mito è sempre Alonso, secondo cui "nello sport il secondo è il primo degli stupidi").
Mi fa dunque piacere ricordare i 70 anni di Carla Fracci, una persona che ha dedicato la sua vita a un oggetto d'amore (la danza) gestendolo in modo estremamente equilibrato, nonostante gli altissimi livelli cui è arrivata, e che alla sua età dimostra almeno 10-15 anni di meno, ancora estremamente flessibile e con una lucidità mentale che certi quarantenni si sognano.
   
*Qui l'autore del pezzo, secondo varie e concordanti interpretazioni di critici letterari, si riferisce, in modo "velato" e "diplomatico", al prof. Giorgio Calabrese.
 
Chuck Norris può ricostruire un uovo sbattuto
 
Chuck NorrisPassiamo nell'immaginario. Esiste un personaggio che in qualche modo può essere definito high? Il recente interesse in Internet per le battute su Chuck Norris, l'interprete dell'inossidabile serie Walker Texas Ranger risponde facilmente alla domanda. Il ranger Walker è persona equilibrata, che usa una forza calma, ragionevole, ma incline a una profonda spiritualità, senza le caratteristiche del giustiziere, anzi con la "civile" posizione che non ci sia giustizia senza legge. Dà un'importanza notevole al benessere fisico, allo sport e alla forma generale della persona.
Sono convinto che il successo della serie dipenda proprio dalle caratteristiche high della personaggio, una specie di riferimento per tutti coloro che high vorrebbero esserlo anche se magari non ci provano nemmeno a diventarlo. Si vede il film perché, nonostante tutto, si sente dentro che un po' si vorrebbe assomigliare al personaggio.
Vediamo alcune battute (Chuck Norris facts) che girano in rete.
  • Chuck Norris può volare. Questo perché la forza di gravità non ha il coraggio di dirgli che non può.
  • Chuck Norris non porta l'orologio. Decide lui che ora è.
  • La luce impiega circa 8 minuti per compiere il tragitto Sole-Terra. Anche Chuck Norris, ma si ferma all'autogrill a mangiare.
  • Neil Armstrong, appena arrivato sulla Luna, ha trovato un post-it con scritto "Chuck Norris è stato qui".
  • I rubinetti in casa di Chuck Norris non perdono, vincono.
  • Chuck Norris dorme con un cuscino sotto alla pistola.
  • Chuck Norris è talmente intelligente che non ha un quoziente intellettivo, ne ha due.
High conviene...
 
CiampiUno dei motivi per cui essere high conviene è l'immutata probabilità nella vecchiaia di usufruire del massimo che la medicina può offrire. Oggi moltissime persone che superano i sessant'anni non possono essere operate o non possono ricevere cure farmacologiche perché non in grado di sopportare operazioni e/o farmaci per le pessime condizioni di salute, conseguenza di un pessimo stile di vita.
Non è il caso di un'anziana di 109 anni, operata al femore fratturato dal dott. A. Toni (Istituto Ortopedico Rizzoli, inaugurato proprio 109 anni fa) che ha dichiarato di aver deciso per l'operazione perché "...la signora era in ottime condizioni, lucida e consapevole, e soprattutto determinata a tornare a camminare come prima". (Nella foto un "anziano" in perfetta forma: Carlo Azeglio Ciampi, classe 1920, presidente della Repubblica Italiana fino al 2006)
 
High, Soft...
 
HardoftA proposito del commento sui soft che si ritengono high: mi sono spesso chiesto in passato se potevo considerarmi un high. Ebbene mi sono sempre risposto di no proprio perché mia moglie, pur essendo intelligente e potenzialmente high, non riesce a fare quell'ultimo passo. Mi riferisco alla corsa o comunque a qualcosa che le faccia perdere quei quattro o cinque chili in più che vuole perdere: 173 cm per 64 kg, come vedi niente di disastroso, ma il mio pensiero non è tanto per ora che ha 42 anni, ma per quando ne avrà 52, se non inverte la tendenza. Ho provato spesso a portarla a correre con me (ovviamente andando pianissimo) ma dopo la prima fase di entusiasmo non ce la fa a proseguire da sola. Ma non perdo le mie speranze! Marco.
 
Marco ha capito in pieno lo spirito del mio commento. Fra l'altro la sua è una situazione non certo fra le più gravi. Io penso che tutto sommato high lo sia perché fa qualcosa, studia la situazione, cerca soluzioni. Può darsi che sua moglie con tanti mezzi riesca a mantenersi così e che a 52 come a 62 sia ancora giovanile. In fondo a correre è venuta (farlo da soli non è facile), non ha rifiutato adducendo le solite scuse ("a me correre non piace, però vado in palestra!"; "fare sport no, però mi muovo tanto!" ecc.). Non è ancora una situazione "spacciata". Direi che è una delle tante situazioni "instabili", cioè una via di mezzo che con il tempo tenderà a evolvere verso gli estremi, come del resto ipotizza lo scenario di Marco sui 52 anni della moglie. Nessuno nasce high, in fondo la condizione soft (non quella di spacciati) è proprio una via di mezzo che può reggere finché l'età non ci presenta il conto e il soft invecchia normalmente a 50-60 anni, mentre l'high "tiene duro"...
NOTA - Molti potrebbero trovare la preoccupazione di Marco eccessiva, ma non è così. Una delle riflessioni fondamentali del Well-being è "se non sai correggere i piccoli difetti come puoi correggere i grandi?". Per avere una vita pienamente soddisfacente sono importanti i dettagli. Ci sono runner che guardano al secondo dell'allenamento, al grammo della scarpa e poi su cose ben più importanti della loro vita si accontentano di seguire l'onda, della sufficienza, del "tanto che problema c'è?". La differenza fra vivere e sopravvivere è nelle scelte e le scelte si fanno sui dettagli. Poi ovviamente non si deve essere maniaci e separare i dettagli importanti da quelli ininfluenti. I 4-5 kg di sovrappeso a 40 anni sono importanti perché velocemente possono trasformarsi in 10 o 15 e allora cambia la vita. Perché, checché se ne dica, una persona in sovrappeso è più "vecchia" di una magra perché certe attività ormai se le scorda. Questo sito del resto esiste perché anni fa ho capito i concetti espressi in questa nota e ho approfondito tante cose che una persona "normale" con un lavoro più che soddisfacente, una famiglia ecc. poteva tranquillamente ignorare. Anche mia moglie ha vissuto un periodo come quello della moglie di Marco: subito dopo il matrimonio era ingrassata arrivando fino a 54 kg per 160 cm, per la maggior parte dei dietologi sarebbe stata normale. Mi chiese un consiglio (io non mi occupavo ancora di alimentazione, ma avevo già spirito critico e vedevo le pagliuzze anche nei mie occhi) e io le feci pressappoco l'esempio di Marco: ora 54, fra un anno 56, fra due 58, fra dieci 70. Lei capì, si mise a dieta, rese lo sport regolare e ora non solo ha un fisico invidiabile, ma ha un'energia che molte quarantenni si sognano e senza la quale non riuscirebbe a seguire tutto ciò che faccio con parziale peggioramento anche della mia qualità della vita.
Chiudo con una battuta: avete visto la moglie del premier israeliano accusato in questi giorni di reati a sfondo sessuale? Forse a 40 anni era anche piacente, ma ora, visto com'è diventata, qualunque cosa abbia fatto il povero politico, dovrebbero assolverlo!
 
Donne allo sbando?
 
High womanUna considerazione di Carla sul Social Network (il predecessore dell'attuale pagina Facebook): di 48 schede solo 4 sono di donne. Si chiede:
"...il fatto che siano presenti quasi esclusivamente uomini mi fa pensare che le donne sono ancora troppo spacciate e troppo abituate a varie scuse per non affrontare la vita in modo high. Ma la percentuale delle visitatrici registrate al sito è bassa come quella del S. N.?".
 
È vero (anche se proprio ora è arrivata la scheda di un'altra donna!): per una donna è più difficile essere high. Per ragioni culturali (nelle quali le colpe degli uomini non sono indifferenti) sono le donne stesse che non sanno uscire da certi cliché. Se prendo in mano un "buon" giornale femminile (quelli scadenti mi rifiuto di sfogliarli) si trovano comunque ancora i tratti della donna di 50 anni fa perché gli scopi fondamentali della sua vita non sono cambiati: trovare l'amore (personalità romantica), apparire bellissima (personalità apparente), trovare un compagno (personalità insufficiente), cosa dicono lo stelle (personalità irrazionale) ecc. Per contro gli uomini sono da sempre mediamente più violenti, ma sono meno soggetti a idoli da venerare, sono più diversificati e ciò consente che il singolo possa effettivamente scegliere la sua strada senza grossi condizionamenti. Si trovano uomini che pensano alla carriera e uomini che la trascurano, uomini che vogliono apparire e altri a cui non importa nulla di farlo, uomini deboli e uomini forti. Le donne invece è come se avessero poche strade, spesso obsolete, ma molto rigide. Risulta pertanto per loro più difficile mettersi in discussione, cambiare.
La percentuale delle registrate è del 18%, superiore a circa il 10% delle schede femminili: sempre comunque troppo bassa per evitare di parlare del "problema rosa". Proviamo a tracciare l'identikit della donna high, partendo da considerazioni abbastanza facili da riscontrare:
  • molti uomini high (o che si credono tali) hanno mogli o compagne che francamente sono tutto fuorché high;
  • le donne high in genere hanno compagni high, cioè entrambi hanno un buon stile di vita;
  • le coppie high sono pochissime (comunque, state tranquilli, si trovano); quasi sempre si tratta di coppie giovani o giovanili.
Provate a fondere le tre affermazioni statistiche. Cosa si scopre? Che l'insieme delle donne high è ben rappresentato dall'insieme delle single (giovani o meno), probabilmente donne non condizionate dal classico cliché del "devo trovare un uomo da sposare". Intendiamoci, nulla di male nel cercare l'anima gemella. Ma prima, cerchiamo di realizzarci a prescindere dal successo della nostra ricerca!
 
High People only? 
 
Trekking mi chiede se il sito è rivolto all'high people. La risposta è no.
Nessuno nasce high, io ci ho messo anni e forse non lo sono ancora. Ci sono però persone che vogliono migliorare e altre che si beano della loro condizione ritenendola la migliore possibile, salvo poi lamentarsi "dei soliti problemi".
Ecco la risposta: il sito è per tutti coloro che aspirano a migliorare la propria vita secondo il motto

non è importante essere oggi come si vorrebbe essere, l'importante è essere migliori di come si era ieri.

Un ragazzo di vent'anni in sovrappeso, che si ritiene soddisfatto per aver corso una maratona, si è fermato troppo presto sulla strada del miglioramento.


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