Vuoi migliorare la tua vita?
La famiglia
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La famiglia dovrebbe essere il pilastro della società. In realtà si trasforma spesso in una prigione dove, come nei peggiori istituti carcerari, predominano la violenza, i soprusi e gli abusi. Penso che siano tutti d'accordo nel condannare la violenza sui minori (un genitore che picchia un figlio è un genitore fallito che non riesce a educare con le parole) o gli abusi sessuali che accadono in molte famiglie (lo sapete che il 90% delle azioni di pedofilia avviene in famiglia?). In questo articolo verrà invece sviscerato un concetto che per molti sarà un vero shock:

la famiglia italiana è un'istituzione da cambiare.

Se vogliamo migliorare la nostra vita non possiamo che prenderne atto e cercare di cambiare le cose. Per capirci meglio, occorre puntualizzare che per famiglia non s'intendono solo i genitori, ma anche tutti i parenti, cioè quei rapporti di sangue che possono avere influenza sulla nostra vita. Bastano due semplici concetti:
 
a) il distacco dai genitori
b) chi mi ama più di mio fratello è il mio nuovo fratello
 
Il distacco dai genitori dovrebbe essere logico: acquisita la maggiore età, ognuno è libero di vivere la propria vita. Invece:
1) i genitori pretendono di cambiare la vita dei figli, di scegliergli gli studi, la moglie, il marito, il lavoro. Tutto questo per "il loro bene". Ma cosa è meglio della libertà, anche di sbagliare? Non è amore trattare i figli già grandi come robot, manipolarli, predisporgli la vita:

se rinchiudi un usignolo in gabbia, lui ti direbbe che non lo ami.

famigliaForse alcuni genitori sosterranno che i loro figli non sono usignoli, ma canarini che non sanno volare da soli e lasciarli liberi vuol dire farli ingoiare dal mondo. Ma se in diciotto anni non sono stati capaci di renderli autosufficienti, vuol dire essere genitori falliti. Con che diritto vogliono continuare a sbagliare ancora?
Basta verificare quanti guai combinano i genitori che vivono con le coppie sposate. Un genitore dovrebbe avere il buon senso e la discrezione di non vivere con la nuova famiglia. Del resto c'è un test facile facile. Considerate i vostri suoceri. Supposto di non conoscere il partner, sareste andati a vivere con loro? La risposta è ovviamente no. E allora perché "costringersi" a vivere con persone che hanno ben poco in comune con noi (anche solo per differenza generazionale)?
2) I figli pretendono, una volta maggiorenni, di farsi mantenere a vita (e la legge italiana in questo li aiuta). La realtà americana è molto diversa: anche studenti di famiglie agiate lavorano per mantenersi gli studi e iniziare a "capire" la vita. Non c'è nulla di male se una famiglia mantiene un giovane che studia, ma quando questi è un fannullone, allora è sfruttamento.
3) I genitori arrivano ad autoannientarsi, a privarsi di tutto per tentare di salvare figli che da grandi hanno imboccato strade sbagliate. In Germania una madre fa regolarmente pagare l'affitto di casa a una figlia che è uscita dalla famiglia ed è autosufficiente. In Italia va sui giornali la madre che denuncia il figlio drogato che le rubava i soldi. La nostra supervalutazione dei figli è anche diseducativa. Come sono patetici i padri che vedono nel loro piccolo un nuovo Maradona (anche se non segnerebbe nemmeno a porta vuota) o le madri che esaltano le doti scolastiche dei pargoli, descrivendoli come nuovi Einstein o Montalcini! Questi genitori dovrebbero capire che:

se scambi un sasso per pane, non puoi lamentarti se quando lo mangi ti rompi un dente.

4) I genitori pretendono di avere nei figli il bastone della loro vecchiaia. Quante giovani coppie hanno la vita avvelenata dall'assistenza a genitori che, non avendo saputo invecchiare bene, non riescono a vivere la loro vecchiaia. È impressionante il numero di anziani ipocondriaci che, lamentando malattie non vere (di solito si parla di esaurimento o di depressione), attirano continuamente l'attenzione dei figli, distruggendo loro la parte più bella della vita. La risposta dei figli è: "E cosa ci devo fare ? È mia madre?". Risposta schietta e sincera: "metterla nel miglior ricovero possibile". Se una persona non è autosufficiente, non serve di certo andare a trovarla tutte le sere, facendosi magari un'ora di macchina nel traffico del dopolavoro; non si migliora la sua situazione, anzi la si abitua a diventare sempre più dipendente. Molto spesso l'anziano non ha curato il suo invecchiamento, non si è scelto degli hobby da coltivare, ha trattato malissimo il suo corpo. È cioè responsabile della sua vecchiaia. Del resto si vedono ottantenni ancora pieni di interessi, in forma e pieni di gioia di vivere. Ciò che manca ai nostri anziani è la dignità della vecchiaia. Non dico di fare come i vecchi capi indiani che quando sentivano approssimarsi la fine se ne andavano a morire sulla montagna, ma occorre avere almeno un'autosufficienza che permetta di non coinvolgere la vita degli altri. Quando non c'è dignità cadono tutti i sentimenti. Non si può parlare di amore dei figli verso i genitori, quando l'assistenza è vista come un peso. Se è un peso, ditelo e uscite dalla prigione.
5) Altro punto dolente è la famiglia "allargata", quella morbosa diversità che esiste fra chi ha con noi rapporti di sangue (non importa se è un cretino, un violento, un inetto o altro) e gli altri. Ho un amico che passa ormai le sue giornate ad andare ai funerali di parenti che vede solo un paio di volte all'anno, "perché è un lutto di famiglia". Con questa mentalità si intrecciano rapporti falsi e si vive una vita falsa. Generazioni diverse con idee diverse sono costrette a convivere, secondo un galateo che pesa a tutti. La "raccomandazione della famiglia" è una prigione in cui si deve vivere. Di fronte a un parente, fatevi questa domanda: se non ci fossero legami di sangue, sarebbe mio amico? Probabilmente vi accorgerete che trattereste lo zio come un vostro vicino (con cortesia, ma nulla più). Ricordatevi che da un'esagerazione del concetto di famiglia nasce la mafia. Non pretendo che i vecchi capiscano, ma almeno i giovani! Passare le domeniche a pranzo con i parenti anziché con gli amici è il miglior modo di sprecare la propria giornata.
6) Che dire poi dell'onore della famiglia? Quando non basta la pressione di un congiunto stretto, ecco che scende in campo l'intera coalizione, tutto il corpo delle guardie carcerarie della prigione che per salvare l'onore familiare provvede a circondare il malcapitato e a riportarlo nella sua cella.


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