Il maestro (l'esperto)
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Il problema si pone quando vogliamo apprendere qualcosa di nuovo, diventare bravi in una nuova mansione, quando cioè abbiamo come obbiettivo:
Target: nuova abilitazione
Può essere che vogliamo dimagrire, che vogliamo imparare a suonare il piano, che vogliamo guarire da una fastidiosa patologia, che vogliamo abbandonare la nostra situazione di sedentari oppure che vogliamo diventare bravi nel giardinaggio. Qualunque sia l'oggetto (la materia) dei nostri sforzi occorre che diventiamo abili nel maneggiarlo.La situazione è molto simile a quella che viviamo o abbiamo vissuto (magari forzatamente) a scuola. Quanti tipi di professori si possono definire? Sostanzialmente quattro.
Falso esperto - Insegnante (generalizzando, esperto) che non conosce la materia; se non ripassa la lezione, spesso si confonde o non arriva alla fine e deve "leggere" dal libro di testo.
Sembra impossibile, ma molte persone non contemplano l'esistenza di questa categoria. Sono quelle che ritengono che una laurea (un diploma, un attestato ecc.) sia condizione necessaria e sufficiente per essere esperti. Ovvio che il titolo non è una condizione sufficiente (vedasi in ogni professione i più scarsi rappresentanti), ma non è nemmeno necessaria. Questo è un concetto che sfugge a chi non ha mai messo in difficoltà i suoi maestri, preferendo credere che fossero il massimo del sapere. In realtà molti autodidatti senza titolo ne sanno molto di più di falsi esperti con titolo.
Esperto assente - Insegnante che conosce la materia, ma non ha nessuna voglia di insegnarla. Il classico esempio di persona cui il lavoro pesa troppo.
Esempi di esperti assenti sono tutti coloro che, pur bravi, per vari motivi trattano in modo superficiale o sbrigativo i propri allievi (leggasi clienti nel caso professionale; classico caso lo psicologo/psichiatra che, mentre ascolta il paziente, guarda l'ora per vedere se è finita o meno la seduta).
Esperto nozionistico - Insegnate che conosce la materia, che vuole insegnarla, ma che non sa creare la coscienza della materia nell'allievo.
Come dice il nome, l'esperto nozionistico non fa altro che passare concetti (nozioni) slegate, senza nessi di causalità, senza profondità, senza correlazioni. L'allievo non capisce le cause e, una volta lasciato a sé, non sa che pesci pigliare: il suo apprendimento è meccanico, il suo livello di comprensione è molto superficiale. Classico esempio il dietologo che stila una dieta con qualche variante, senza formare nessuna coscienza alimentare nel cliente.
Vero esperto - Insegnante che conosce la materia, la
insegna bene e riesce a formare una coscienza della materia nell'allievo.È il massimo.
Nonostante il vero esperto sia il massimo, incredibilmente (vedendo il discorso dall'altra faccia della medaglia) ci sono allievi/clienti che non puntano ai veri esperti.
L'allievo spacciato (nel senso che nella vita sarà sempre uno spacciato) ama il falso esperto. Non ho mai capito questo amore, ma è come se per lui non contasse la preparazione dell'esperto, quanto l'atteggiamento psicologico. Un medico scarsissimo, ma gentile diventa mille volte migliore di un luminare geniale, ma un po' troppo introverso. Inoltre l'allievo spacciato preferisce un certo livello di ignoranza che giustifica il suo.
L'allievo forzato è colui che non ha nessuna voglia di imparare ed è abbinato all'esperto assente. Si occupa della situazione (il leggero sovrappeso, il corso di aggiornamento ecc.) perché deve farlo. Ovvio che preferisca un esperto che non lo sprema più di tanto.
L'allievo limitato è colui che, per assenza di spirito critico, non riuscirà mai a formarsi una coscienza della materia. Ecco allora che preferisce imparare un sacco di nozioni, confondendo la cultura della materia con l'intelligenza della materia.
Infine il vero allievo è colui vuole e riesce a crearsi una coscienza della materia.
LA MAIL
Il personal trainerLa notizia mi è stata segnalata da Marco ed è riportata sul Corriere: Fred è un americano medio sedentario, decisamente grasso, con vizi discutibili come alcol e fumo. Si mette nelle mani di una palestra per cambiare stile di vita. Dopo poco tempo cui è sottoposto a un allenamento da marine, il povero Fred si ritrova all'ospedale (diagnosi: grave forma di rabdomiolisi; in parole povere, era scoppiato) in condizioni peggiori di quando ha iniziato la sua "rinascita". Ora fa causa alla palestra per 1,1, milioni di dollari.
Ovvio che Fred possa speculare sull'eccessivo zelo del personal trainer e che ognuno può interpretare l'accaduto dal suo punto di vista. Per esempio Marco teme che la notizia "sia presa come scusa dai più per dire che lo sport fa male".
Io preferisco utilizzarla per criticare la figura del personal trainer. Come premessa rimando all'articolo sulla definizione più generale di esperto (maestro), un articolo che merita di essere letto (e criticato) perché la nostra vita si svolge totalmente nell'equilibrio di situazioni in cui noi siamo maestri (pensiamo al semplice ruolo del genitore) o allievi.
Applichiamo pertanto per esercizio le definizioni di esperto al personal trainer.
Moltissimi personal trainer non hanno che conoscenze sommarie che cercano di rivendere al miglior prezzo, giocando sul fatto che l'allievo è praticamente a zero come conoscenze. Sono falsi esperti. Penso che anche il personal trainer di Fred appartenga a questa categoria. Non saper tarare esattamente l'allenamento di un sedentario è un fatto gravissimo, paragonabile a far allenare la signora quarantenne a ritmi ridicoli, promettendole che sicuramente perderà molti chili.
Una certa percentuale svolge questo compito per mero lavoro, senza nessun interesse a creare una coscienza sportiva nel soggetto. Ve ne accorgete perché si limitano a vendervi sempre i soliti quattro concetti, senza mai nessuna novità (a meno che non l'abbiano sentita da un allievo più avanti di loro). Sono esperti assenti.
Altri non fanno che inzuppare la testa dell'allievo con tabelle, programmi di allenamento, informazioni sul benessere, senza però riuscire a collegarle fra loro. Di fronte a una nuova situazione, anziché correlarla alle loro conoscenze, usandole per gestirla al meglio, glissano e preferiscono ripetere il loro immenso sapere. Sono esperti nozionistici.
Infine ci sono i veri esperti. Personalmente penso che nel campo del personal training ce ne siano pochi. Il motivo di questa mia convinzione nasce dal fatto che chi ha competenze veramente valide su benessere/sport/alimentazione non lavorerebbe in una palestra che di passaggio, ambendo a qualcosa di più sostanzioso professionalmente.
E allora l'allievo della palestra è spacciato? Se, come Fred, è un allievo "forzato" al benessere che vuole trovare una persona che gli indichi tutto e che gli faccia fare la minor fatica possibile, sì, è spacciato. Se invece si costruisce una coscienza sportiva (magari anche criticando personal trainer non eccelsi), allora no. L'importante è usare il proprio cervello, le proprie energie, la propria voglia di vivere per imparare a essere il primo personal trainer di sé stessi.
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