Gli errori raziologici
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- errori razionali
- errori affettivi
- errori acquisitivi.
Una discussione dettagliata è possibile trovarla nel nostro testo Migliora la tua intelligenza
Errori razionali
Incomprensione degli operatori booleani - Non viene compresa la necessità della simultaneità di due condizioni (AND) oppure non si comprende la sufficienza del verificarsi di una sola di più condizioni (OR).Incomprensione delle condizioni della proposizione - Si confondono fra di loro condizioni sufficienti, necessarie e facilitanti. Per approfondire: Logica pratica.
Errore di autoverifica - Evidenzia l'incapacità di trovare banali confutazioni alle proprie proposizioni, l'incapacità di eseguire correttamente il check up della coerenza usando tecniche come il Ma se...
Errore della sequenza temporale - Riguarda l'incapacità di analizzare il risultato finale di una situazione avendo a disposizione i dati degli stadi intermedi; in alcuni casi il soggetto non sa fare che una semplice addizione dei numeri coinvolti (errore di additività), in altri addirittura non tenta nemmeno un'elaborazione, spesso perché, per ignoranza statistica, non sa cosa sia la probabilità composta.
Errore di equiprobabilità - Si attribuiscono arbitrariamente agli eventi possibili (circa) le stesse probabilità.
Errore di correlazione - Si scambiano correlazioni per nessi causali. Per approfondire: L'errore di correlazione, Ricerca scientifica: è affidabile?.
Errore di quantificazione - Dell'errore di quantificazione esiste una forma globale, tipica del soggetto in ogni sua espressione, e una forma locale dove l'errore è limitato a un ambito ristretto, anche a una sola proposizione.
La forma globale si verifica quando non si utilizza l'aspetto quantitativo dei dati, pretendendo o sperando di capire la realtà con approcci qualitativi.
La forma locale si ha quando non si è in grado di associare, o comunque non si associa, a un'affermazione il suo grado di importanza tramite un numero che lo definisce.
Per approfondire: L'errore di quantificazione.
Errore di ignoranza statistica - Di solito il soggetto
- non è in grado di analizzare l'aspetto probabilistico dei dati perché non ha nessuna competenza statistica;
- non ha la mentalità pronta ad accoglierla;
- di fatto nega la statistica, spesso per ragioni di comodo (ragionamento del fumatore).
Errore delle classi di riferimento - La scelta di una classe di riferimento non appropriata (o la mancanza di specificazione) inficia la decisione presa in chiave statistica.
Errori affettivi
Praticamente ogni personalità critica può dare origine a una serie di
gravi errori raziologici. Di seguito evidenziamo quelli più comuni,
legandoli alle rispettive personalità.Errore di irrazionalità - Tipico della personalità irrazionale e, a volte, di quella semplicistica. Vengono prese assiomaticamente per veri, per fondati, concetti che razionalmente non hanno fondamento. Per approfondire: L'astrologia, La magia, Superstizione.
Errore romantico - Tipico della personalità romantica. Si decide in base ai sentimenti, privilegiandoli alla ragione. Si può descrivere sinteticamente l'errore romantico dicendo che il soggetto rifiuta la gerarchia di Albanesi. Per approfondire: L'amore.
Errore fobico - Si decide in base alla strategia di evitare l'evento più negativo, a prescindere dalla sua probabilità di verificarsi. Errore tipico della personalità dei fobici. Per approfondire: Principio di precauzione.
Errore di patosensibilità - Tipico dei patosensibili. Il giudizio morale altera la razionalità della scelta.
Errore di semplificazione - Tipico della personalità semplicistica. È causato dal cercare un modello di descrizione della realtà troppo semplificato, dove tutto è ricondotto a pochi concetti di solito banali e facilmente comprensibili. Per approfondire: La monocausa.
Errore di importanza - Tipico dei sopravviventi (ma presente anche in svogliati, apparenti, violenti ecc.). Per sopravvalutare la propria realtà si altera l'importanza di fattori che ci circondano. Per approfondire: Gli illusi.
Errore di partigianeria - Non sapendo spiegarsi un fenomeno, lo si associa irrazionalmente, "con certezza", a una delle cause ipotizzate. Può appartenere a personalità irrazionali, mistiche o violente (il nome indica infatti la volontà di imporre la propria posizione, anche in presenza di altre posizioni ragionevoli). Per approfondire: L'errore di partigianeria, I miracoli.
Errore di stasi - Tipico della personalità dell'indeciso. Non sapendo decidere su una proposizione sulla quale prima o poi si dovrà prendere una decisione, si tende a sospendere il giudizio, continuando a oscillare fra le possibili soluzioni. Per approfondire: L'indecisione.
Errori acquisitivi
Errore di disinformazione - Per la raziologia, disinformazione di prima specie significa la diffusione intenzionale (quindi dolosa) di informazioni inesatte o distorte, mentre disinformazione di seconda specie è la mancanza di informazioni su un dato argomento che porta il soggetto a male interpretare la realtà.Errore di seminformazione - La seminformazione consiste nella diffusione di un'informazione vera, ma fuorviante, facendo in modo che l'ascoltatore deduca erroneamente una serie di proposizioni sbagliate. Per approfondire: La seminformazione.
Errore di generalizzazione - Si generalizza in modo arbitrario e scorretto un caso specifico (spesso assunto dalla propria esperienza personale). Non si deve confondere l'errore di generalizzazione con una generalizzazione comune (per esempio "è facile avere un buono stipendio") o con un'affermazione statistica. Nell'errore di generalizzazione è sempre presente un termine assoluto (mai, sempre, nessuno, tutti, niente, tutto, impossibile, inconfutabile ecc.) che rimuove ogni possibile eccezione, rendendo il concetto a rischio di un'eccessiva semplificazione.
Effetto risultato - Si parla di effetto risultato quando si ha la propagazione di un'informazione in base al risultato che porta con sé, quando si decide in base alla conoscenza dei soli casi positivi. Per approfondire: L'effetto risultato.
Effetto coincidenza ed effetto tempo - Si stabilisce arbitrariamente un nesso causale fra due eventi solo perché contemporanei o successivi nel tempo. Più propriamente si parla di effetto coincidenza quando i due eventi sono contemporanei; si parla invece di effetto tempo quando un evento si verifica immediatamente dopo l'altro in una sequenza temporale che arbitrariamente si ritiene portatrice di un nesso causale (prendo una pillola e guarisco). Per approfondire: Effetto coincidenza ed effetto tempo.
Gli errori di dialogo
Abbiamo analizzato gli errori raziologici più comuni. Quando due personalità dialogano, questa interazione produce ulteriori errori. Le cause di questi errori sono molteplici, potendosi per esempio citare l'intenzione di prevalere sull'altro, l'ignoranza (o la cattiva conoscenza) dell'argomento, condizionamenti educativi, sociali, religiosi che impediscono di accettare l'altrui posizione ecc. A differenza degli errori raziologici, l'errore di dialogo riguarda l'impostazione generale della discussione, non una sua proposizione, un suo concetto.Principali errori di dialogo sono:
- L'incompatibilità dei dialoganti
- Un approccio bottom-up
- L'illusione della certezza - La definizione
- Un approccio eristico
- Errori di definizione
- Errore assiomatico
- Confusione dell'eclettico
- Logica di comodo - Un esempio
- Negazione della risposta
- Traslazione dello scenario
- Difesa da superbia - La definizione
- Difesa da risentimento - La definizione
- Ragionamento per senso comune - La definizione
IL COMMENTO
Matita bluHo assistito a una discussione politica fra due amici di opposti schieramenti. Non vi ho preso parte perché erano semplicemente penosi dal punto di vista razionale e avrei dovuto spiegare loro che, prima di andare a caccia, si deve saper sparare. Inutile tentare mille spiegazioni se a ogni frase si commettono errori logici, se non si sa ragionare.
Per curiosità ho letto i giornali di oggi cercando gli stessi errori dei miei amici e, anche se in misura molto minore, ne ho trovati due che sembrano essere comuni a gran parte di politici e giornalisti.
Il primo è il noto errore di generalizzazione. Non conviene usare frasi assolute, a meno di non essere assolutamente certi che non vi siano eccezioni. Verificare attentamente quindi frasi che usano parole come mai, sempre, tutti, nessuno, impossibile ecc. Prendiamo la frase "nessuno guarisce dal cancro senza cure". Frase errata perché esistono remissioni spontanee, pochissime, ma ci sono. Ecco che in presenza di una tale frase, la controparte (magari chi crede nei miracoli) ci dice giustamente che stiamo dicendo una sciocchezza. Meglio: "è molto difficile guarire dal cancro senza cure". Ottimo se quantifichiamo la frase: "c'è circa una possibilità su 10.000 di guarire dal cancro senza cure".
Una persona che incorre spesso nell'errore di generalizzazione è una persona semplicistica, irrazionale o romantica (bianco o nero!), a meno che non sia in malafede!
L'altro errore classico è la traslazione dello scenario. Di fronte a una posizione non si contesta la frase che ci è stata detta, smentendola, ma, come in una cantilena, si ripete la nostra lezioncina. Esempio, spero compreso da tutti: "questo pompiere è un eroe, ha salvato dieci persone da un terribile incendio, merita la medaglia d'oro al valore". Si alza Tizio e contesta: "ma ha tradito la moglie!".
La giustizia in Italia
Vediamo un esempio di traslazione dello scenario su un tema molto importante: la giustizia che oggi (2010) suscita dibattiti a non finire.
La tesi è questa:
in Italia i magistrati avviano troppo facilmente un procedimento penale. Come in altri Paesi, il procuratore dovrebbe essere valutato in funzione delle condanne che riesce a ottenere. Ciò gli impedirebbe di avere il grilletto facile.
T: "Certo e allora fermiamo i vigili perché troppi passano con il rosso e non se ne può più!"L'errore è evidente. Uno scenario relativo ("troppo" facilmente) è diventato assoluto (fermiamo). T preconfeziona uno scenario assoluto per darsi ragione. Ha traslato da relativo ad assoluto. Invece "mantenere uno scenario" vuol dire mantenere la trama dell'opera, al più cambiando gli attori: "sarebbe come voler fermare vigili troppo solerti che multano le persone che passano con il giallo scambiandolo per rosso".
T non si arrende e rilancia con un'altra traslazione sbagliata. "Se si applicasse la tua ricetta in altro campo, sarebbe come se un chirurgo dicesse: opero solo se ho il 100% di probabilità di successo. Dopodiché non ci sarebbero più operazioni e ritraslando nemmeno processi".
Non si è mai detto che un magistrato deve avviare un procedimento penale quando ha il 100% di probabilità di vincere. Nella traslazione appare questa percentuale che è ovviamente a favore di T. Mantenere lo scenario poteva essere almeno ("almeno" perché passare dalla magistratura alla sala operatoria è comunque forzato): "il chirurgo deve avere una probabilità di riuscita almeno superiore a X".
T. continua con una terza traslazione errata: "OK, hai ragione sul 100%, ma qui si vogliono togliere ai magistrati i mezzi con cui indagare, è come se si volessero togliere al chirurgo gli strumenti con cui opera!". Qui la traslazione è sul verbo che ancora una volta diventa assoluto "togliere" è diverso da regolamentare (che è relativo). Mantenere lo scenario significa comprendere che la regolamentazione degli strumenti di indagine è equivalente ai requisiti (sui quali si può discutere) che una sala operatoria e gli strumenti devono avere perché il chirurgo possa operare (per esempio essere sterili).
Impariamo una cosa:
chi trasla lo scenario, per darsi ragione, trasforma spesso il relativo, il percentuale in assoluto.
T. non si arrende e, stavolta giustamente, sostiene: "mi piacerebbe conoscere la percentuale di insuccesso così si passerebbe dagli aggettivi ai numeri". Finalmente una richiesta razionale (peccato che, applicata a T, distrugge la sua presenza nella discussione perché, prima di parlare, doveva conoscere i numeri, concetto importantissimo in ogni scenario reale!). Ecco i numeri:Dal dossier ISTAT pianeta giustizia 2003, ogni anno ci sono 4.900.000 procedimenti penali. Quante sono le condanne? 200.000. Cioè una su 25 procedimenti penali.
Questo numero è già sconvolgente e dà un'idea di quanto la tesi possa essere corretta. Però è buona cosa, quando i dati sono troppo generici, andare in profondità.
Sicuramente una delle limitazioni del numero di condanne è che l'Italia è uno dei pochi Paesi in cui si arriva facilmente, automaticamente, a tre gradi di giudizio. Una situazione preistorica che fa sì che si ribaltino condanne in assoluzioni nei gradi di giudizio successivi ai primi. Però questo è, almeno in parte, colpa della magistratura, visto che magistrati sconfessano il lavoro di loro colleghi.
Sconvolgente il fatto che l'80% delle condanne è inferiore a un anno, cioè il condannato non va nemmeno in carcere. Forse le leggi sono troppo permissive o i giudici le applicano all'acqua di rose.
Oltre al problema dei gradi di giudizio, altri gravi problemi che impediscono la trasformazione del procedimento penale in condanna sono il rinvio infinito ad altre udienze, l'estinzione dal reato per prescrizione, nullità procedurali (errori del pubblico ministero, della cancelleria ecc.).
Di fatto quindi solo una piccola parte dei procedimenti penali arriva a sentenza. Molti giustizialisti ritengono che sia una cosa del tutto normale, ma non è che la prova della tesi di partenza: il magistrato ha il grilletto facile nell'indagare la gente, ma poi non conclude nulla perché spesso le prove sono inconsistenti, commette errori procedurali, ha interpretato troppo ottimisticamente la legge o viene sconfessato da suoi colleghi.
Il procedimento penale inizia con l'iscrizione nel registro degli indagati e può o meno arrivare a processo e quindi a sentenza, non è solo il caso in cui si ha una sentenza su un cittadino.
Supponiamo che ci sia un procedimento penale nei confronti di un cittadino. Il cittadino è innocente. Non penso sia piacevole. Su 25 procedimenti penali una condanna definitiva. In altri termini,
i magistrati indagano 24 persone che risultano poi non colpevoli per legge.
Con una percentuale così bassa come non si può accusare la magistratura di accanimento verso il cittadino? Provate a mettervi dalla parte di chi è indagato. Stress a parte, dovete assumere un avvocato, difendervi, perdere tempo, denaro: anche se siete innocenti, la qualità della vostra vita decade. Ecco perché questo commento non è politico, ma esistenziale.Sarebbe come se la polizia perquisisse alle due di notte le cento abitazioni di un quartiere, alla fine scoprendo solo 4 reati. Le altre 96 famiglie non avrebbero il diritto di protestare?
Interessante considerare anche uno spaccato dei processi di primo grado. L'Eurispes ha monitorato 1.600 processi a Roma (aprile-maggio 2007). Questi i dati:
1.113 rinviati (un processo dura in media sui tre gradi di giudizio 7-8 anni)
235 condanne
106 assoluzioni
116 assoluzioni per estinzione dal reato per prescrizioni o simili
30 restituiti al pubblico ministero per nullità procedurali. Nel caso dei rinvii, ben 149 casi si tratta di errori della cancelleria (omessa o irregolare notifica della citazione all’imputato, al difensore o alla parte offesa).
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