Le classi esistenziali
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Osserviamo la piramide esistenziale.
Per il Well-being esse sono sostanzialmente tre: high, soft e low people.
Dalla pagina introduttiva sull'High People sappiamo che:
(1) avere una personalità equilibrata secondo il Well-being è necessario, ma non sufficiente;
(2) essere hard è una condizione facilitante;
(3) non serve a nulla essere hard se non si è equilibrati.
Partendo dalla (1) risulta chiaro che chi non è equilibrato non ha la miglior vita possibile. Purtroppo il 70% della popolazione (Low People) è in questa situazione e, se non ha particolari condizioni facilitanti, vive piuttosto male, sopravvive.
Poi troviamo un'ampia fetta della popolazione (Soft People) che è equilibrata, ma che non è hard, nel senso che non presta sufficiente attenzione al proprio corpo.
In sostanza non è difficile scoprire che:
per vivere al massimo la propria vita l'equilibrio psicologico è fondamentale dai 20 anni, una sana alimentazione lo è dopo i 30 e l'attività fisica dopo i 40.
Senza una sana alimentazione, difficilmente una persona equilibrata (che in
quanto tale ama il cibo) non cade vittima del sovrappeso e di tutti i
problemi connessi; così un sedentario può stare benissimo fino a 40 anni, ma
poi invecchierà molto più rapidamente di chi ha avuto una vita fisicamente
molto attiva (e il modo più semplice di averla è fare sport).Ovviamente si deve ragionare probabilisticamente: un sedentario che non cura la propria alimentazione ha molte più probabilità di invecchiare male di chi mangia bene e fa sport.
Tutto ciò però non deve portare a sopravvalutare alimentazione e sport perché è il Well-being, la comprensione del mondo, l'arma fondamentale, quella che ci può cambiare la vita da subito.
In sostanza
essere high significa essere equilibrati (soft) ED essere hard.
Proprio come un computer di alta tecnologia (high-tech) è la somma di un ottimo software e di un ottimo hardware.Personalmente penso che non più del 3-5% della popolazione sia high, un 20-25% sia soft e oltre il 70% low. Non a caso, la percentuale di coloro che superano senza personalità critiche il Gioco della vita è a oggi (settembre 2009) non superiore al 34%; se si tiene conto che molte risposte sono date per superare il livello, la percentuale di solo un quarto della popolazione penso sia corretta.
Sorge spontanea una domanda: è possibile passare da una classe all'altra? La risposta è: sì. Occorre però rilevare che sembra esistere un insieme di persone che è incapace di questa migrazione. Sono gli spacciati, cioè coloro che sono incapaci di migliorare sensibilmente la propria vita correggendo la propria personalità. Si tratta di Soft o Low People che sono disperatamente arroccati sulle loro posizioni a causa di alcuni dogmi che, se non rimossi, non permettono nessun miglioramento esistenziale. Quindi anche uno spacciato può migrare, ma prima deve rimuovere consapevolmente ciò che lo blocca.
Essere hard può bastare?
Sappiamo dalla (3) che la risposta è no. Molti visitatori del mio sito apprezzano la parte sull'alimentazione o quella sulla corsa e snobbano la sezione di psicologia, probabilmente perché gran parte della popolazione adulta pensa di aver compreso tutto del mondo che la circonda; ciò in realtà è un grave errore perché la percentuale della popolazione di coloro che possono essere definiti equilibrati è piuttosto bassa.La mia visione dell'alimentazione e dell'attività fisica è seria e scientifica, ma non è certo maniacale e sbaglia chi crede che io appartenga alla schiera di chi non fa che correre o di chi è magro, ma non ama il cibo. L'equilibrio che il Well-being vuole raggiungere ci fa ben comprendere che anche nella nutrizione e nello sport occorre sì arrivare a certi traguardi, ma senza diventare fissati del secondo o del grammo.
Fondamentale:
serve veramente a poco seguire una sana alimentazione o fare sport se non si è equilibrati.
In altri termini, non illudetevi di essere high perché fisicamente siete ben messi, un corpo sano in una mente bacata non serve a granché.I maniaci - È evidente che i maniaci dell'alimentazione o i maniaci dello sport non rientrano nel concetto di persona equilibrata e come tali non sono certo High People. In genere si tratta di personaggi che hanno sposato solo un settore senza capire la profonda sinergia che esiste fra comprensione del mondo, sport e alimentazione.
I maniaci (pensiamo alla magrezza di una persona anoressica oppure a chi "deve" fare sport perché non ha null'altro nella vita) sono il facile punto d'appoggio di chi vuole attaccare la visione integrata che sta alla base dell'High People. In genere i giudizi negativi vengono da soggetti incapaci di essere high che vogliono illudersi che questa visione sia sbagliata e che esistano strade molto più facili.
I falsi duri - È evidente che chi non ha una personalità equilibrata non appartiene alla classe che abbiamo appena definita. Tralasciando chi è violento nel male, anche la semplice forza applicata nel bene non fa di un soggetto una persona da High People. Duri alla Humphrey Bogart o alla John Wayne sono figure mitiche del passato che rivelano però l'esattezza del nostro discorso, forti a vent'anni e catorci, distrutti dall'alcol e dal fumo, a sessanta. Anche chi possiede la personalità dell'apparente è spesso un falso duro: gli interessa soprattutto apparire duro anziché esserlo veramente (pensiamo al mondo della palestra dove è usuale pensare che la manifestazione di muscoli gonfiati basti a fare di un uomo un duro).
Fondamentale:
l'high non è un superuomo.
Essere low può bastare?
Da tempo ho iniziato a esaminare il Low People per capire se questa strategia potesse essere accettabile.In effetti può essere accettabile quanto più la persona ha condizioni facilitanti e tanto meno è lontana dall'essere una persona equilibrata. Non a caso, il Low People spesso sogna immani ricchezze, successo, potere, fama ecc. perché si rende conto che con essi potrebbe "dare una svolta alla sua vita". Il problema è che la loro acquisizione è molto meno probabile che il semplice cambio della propria personalità verso una condizione di soggetto equilibrato, senza falle, senza punti deboli. Il risultato è che spesso il Low People sogna per tutta la vita un'esistenza migliore.
Vi è infatti una serie lunghissima di limitazioni che la persona low accetta come normali, quando in realtà sono vere e proprie limitazioni e basta. Tratti presenti nella popolazione low sono per esempio:
- scarsezza di interessi
- la schiavitù da molti idoli che le convenzioni sociali, la famiglia, l'educazione ecc. impongono con una sostanziale limitazione della libertà
- scarsa autosufficienza, scarsa autostima o scarsa forza
- salute contraddistinta da tanti piccoli fastidi
- incapacità di reggere certi livelli di stress (lo stress è fuggito, non vinto!) e la stanchezza come condizione normale per cui si ha bisogno di ampie pause per ricaricarsi
- le bizze del clima (caldo, freddo, i cambi di stagione ecc.) sono mal sopportate
- ecc.
Alcuni low non conoscono la strada; lo scopo del sito è quello di indicarla.
Altri invece sono convinti veramente che il miglior modo di vivere la vita sia la condizione low. Il loro errore di fondo è ritenere frustrante o stressante l'essere high. In realtà non capiscono che la percezione che hanno non è oggettiva, ma soggettiva: ritenere stressante una condizione perché non si è abbastanza forti per gestirla non vuol dire che la gestione sia oggettivamente impossibile, basta diventare più forti. E diventare più forti vuol dire avere una maggiore forza in tutto quello che faccio: per esempio posso lavorare alla massima intensità per 12 ore filate senza stancarmi né farmi venire il mal di testa, con la massima soddisfazione e il massimo piacere. Chi è high è high in tutto (attenzione, si parla di persone equilibrate, non di persone nevrotiche che usano una forza nevrotica per raggiungere un obbiettivo).
La persona low è normale nel senso di media della popolazione, media che, lasciatemelo dire, è abbastanza scarsa, esistenzialmente parlando. Essendo normale, spesso la persona low si chiede perché debba investire energie (leggi fatica) per diventare high. La risposta è:
perché la persona high minimizza i problemi.
Un concetto che dovrebbe essere ormai chiaro, ma che il Low People continua a ignorare convinto che "i problemi li abbiano tutti". Per autoconvincersi utilizza spesso posizioni completamente irrazionali citando sempre situazioni osservate dal suo "punto di vista": i problemi li vede inevitabili perché non comprende che in gran parte sono derivati dalle sue scelte errate (anche se per lui apparentemente uniche e scontate!). Alla fine, quando gli si sono stati smontati tutti i problemi (si è cioè elencata banalmente la strada per scegliere in altro modo e non averli), si difende verso situazioni limite, confondendo il termine "minimizzare" con "non averne in assoluto". Fa cioè riferimento alla salute, l'unico aspetto che una persona high non può controllare del tutto (anche se può darle una grossa mano con un buon stile di vita, concetto che spesso il Low People non sa nemmeno cosa sia!): e se ti viene un cancro? E se tutta la tua famiglia viene sterminata in un incidente stradale? Al che basta rispondergli che, se accade dopo aver fatto di tutto (e si sottolinea "di tutto") per evitarlo, beh, sicuramente può capitare anche a lui, con la sola differenza che finché sono rimasto vivo ho vissuto meglio di lui!Essere soft può bastare?
La condizione del Soft People sembra tutto sommato molto vicina a quella
dell'High People: possibile che sport e alimentazione siano così importanti,
a parità di personalità?Questa è stata la scoperta che più mi ha colpito. A 30 anni non c'è una gran differenza nella qualità della vita fra High e Soft People (per il Low People è diverso, perché in assenza di condizioni facilitanti, di solito la persona vive comunque già male); a 40 ce n'è poca e solo in situazioni un po' critiche (che comunque la persona soft cerca sempre di evitare, fuggendole), nelle quali il soft incomincia a capire di invecchiare (la classica frase "quand'ero giovane…); a 50 la differenza è netta; a 60 la differenza è drammatica. Consideriamo un personaggio noto a tutti, Gianni Morandi (classe 1944). Ha tutti i requisiti per essere una persona high; paragoniamolo a tanti sessantacinquenni, pur equilibrati, pieni di acciacchini, che non fanno più le cose che facevano da giovani e che non aspettano altro che la pensione, quella statale e quella esistenziale. A 70 anni e oltre la differenza, da drammatica, diventa addirittura tragica.
Confrontiamo settantenni ormai al capolinea e paragoniamoli a Lamberto Boranga (classe 1942), portiere titolare di una squadra di calcio di seconda categoria (campionato 2011-2012). Da un'intervista a Boranga: "facendo l'atletica leggera ho guadagnato molto in longevità; se sto bene con l'atletica posso ancora giocare a calcio" ... "non c'è nessun segreto: basta allenarsi, mangiar bene, non bere, non fumare e avere una qualità di vita adeguata all'età". Se è vero che Boranga nel 2008 ha ottenuto il record del mondo del salto in lungo over 60 con 5,47 m., è pur vero che molti grandi campioni già a 50 anni, dopo aver smesso da anni, sono dei catorci: si dovrebbe capire che un buon stile di vita e una mente equilibrata fanno la differenza.
L'errore del Soft People è credere che la "vita vissuta al massimo" finisca a 50 anni...
High People e flessibilità
Non si deve commettere l'errore di pensare che lo stile di vita high sia rigido. High e low non vogliono dire rigido o flessibile. La coerenza con cui un high ricerca la miglior qualità possibile della vita non vuol dire rigidità. Anzi, lo stile di vita dell'high è molto flessibile. Innanzitutto perché rimuove tutti i condizionamenti, non dando nulla per scontato. In secondo luogo perché gli obbiettivi che si prefigge sono sempre obbiettivi a soglia, una soglia raggiunta la quale è abbastanza inutile proseguire con gli sforzi, ma conviene "godersi la vita", proprio perché quegli sforzi non sarebbero produttivi e rischierebbero di farci tornare indietro nel percorso del benessere. Per esempio, le personalità critiche del Well-being sono a soglia (e nonostante questo gran parte della popolazione ne è affetta!): per superare il Gioco della Vita basta superare tutte le soglie critiche, non serve (anzi è controproducente!) essere perfezionisti. Stessa cosa dicasi per le condizioni salutistiche: per essere magri basta avere certi parametri, non serve ottimizzarli sempre più (come invece fanno gli ortoressici); così per fare sport a medio-alta intensità basta evitare il low training, non serve essere agonisti o addirittura campioni!Proprio perché è flessibile, la strategia dell'High People consente di vivere la vita alla grande.
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