Vedi anche:
L'errore di ignoranza statistica
Avere
un buon rapporto con la statistica consente di dedurre
correttamente le cosiddette
affermazioni statistiche; se diciamo
che gli uomini corrono più velocemente delle donne o che essi sono più
violenti del gentil sesso, abbiamo dedotto dalla realtà due affermazioni
statistiche. Scegliendo a caso sull'elenco telefonico un uomo e una donna
per una corsa conviene puntare sull'uomo, sperando di non avere scelto un
ottantenne che dovrà battersi con la campionessa del mondo. La cosa che ho
notato è che quando si fa un'affermazione statistica la controparte
negativa non capisce il senso dell'affermazione e spesso reagisce
citando il caso particolare (ci può essere una donna più veloce di migliaia
di uomini o una donna che ha ucciso i suoi cinque mariti). Una donna veloce
non deve risentirsi dell'affermazione sulla lentezza delle donne, come un
uomo mite non deve risentirsi dell'affermazione sulla violenza degli uomini.
Un esempio di risentimento immotivato è quello secondo cui i
vulcaniani
sono più portati alla criminalità degli italiani. Ovviamente ognuno per
vulcaniano può mettere un qualunque popolo che le statistiche
condannano: se su 100 italiani X commettono un crimine e su 100
vulcaniani residenti in Italia 3X commettono un crimine, l'affermazione
statistica "
i vulcaniani
residenti in Italia sono più criminali degli italiani" è corretta.
È invece razzismo affermare che "
tutti i vulcaniani sono
criminali". Meditate sulla sottile, ma fondamentale differenza.
Le affermazioni statistiche consentono di minimizzare i problemi
della vita, migliorando la qualità dell'esistenza in tutte quelle
situazioni in cui comunque bisogna prendere una decisione.
La reazione

Le incomprensioni che nascono dalle affermazioni statistiche in genere
colpiscono l'amor proprio di chi le riceve. Si attua pertanto una
difesa per risentimento che passa attraverso
due meccanismi tipici. Prima di esaminarli proviamo a riflettere sulle
seguenti affermazioni, indicando quali sono quelle corrette:
1) Correre la maratona in 3 ore è difficile
2) Viaggiare in moto è più pericoloso che viaggiare in auto
3) Essere omosessuali non è normale
4) L'uomo è fisicamente più forte della donna
5) Trovare lavoro è facile
Ecco ora i meccanismi di difesa.
1) Errore di generalizzazione – Si citano uno o più casi
particolari, comunque un numero sempre molto esiguo che non può inficiare la
statistica generale (i più incalliti generalizzatori dopo aver citato 3 o 4
casi chiedono: "devo continuare?", senza accorgersi delle centinaia di casi
a loro contrari).
2) Diversione – Si scappa dall'affermazione portando il
discorso su un punto che ci è favorevole.
3) Ridefinizione – Si attribuiscono ai termini significati
diversi per poter confutare l'affermazione statistica. Spesso alla
ridefinizione segue la diversione.
La reazione all'affermazione statistica è un meccanismo contrario a quello
della
logica di comodo (nella
quale si nega qualcosa a cui sostanzialmente si è estranei e che non ci
interessa): essendo troppo coinvolti i nostri occhi non vedono che la
"nostra" realtà.
Torniamo alle 5 frasi. Sono tutte corrette perché statisticamente reggono.
Ecco alcune reazioni errate:
1) Il campione olimpico dice "non è vero! Per me è una passeggiata!"
(generalizzazione).
1) L'amatore che ha appena corso in 2h59' dice: "non è vero! Basta essere
ben allenati". (diversione sul tema dell'allenamento).
2) "Non è vero! Sono anni che vado in moto, ieri il mio amico è morto in
auto!" (generalizzazione).
2) "Non è vero! Basta esaminare i colpi di frusta: in auto: ce ne sono molti
di più che in moto!" (ridefinizione un po' assurda del concetto di
pericolo).
3) "Non è vero! Tizio (personaggio famoso) è omosessuale ed è una persona
normalissima!" (ridefinizione del termine
normale, la cui accezione
più comune è proprio statistica, nel senso di
consueto,
maggioritario).
4) "Non è vero! In molte malattie la donna reagisce meglio" (ridefinizione
del termine "fisicamente forte" che si riferisce ovviamente alla prestazione
fisica di potenza).
4) "Non è vero! Carlo potrei stenderlo con un dito!" (generalizzazione
dell'amante delle arti marziali.
5) "Non è vero! Basta considerare il numero dei disoccupati!" (diversione
sul tema della disoccupazione: il numero dei disoccupati è certamente
inferiore a quello degli occupati, quindi che c'entra? Trovare lavoro resta
facile).
5) "Non è vero! Sono mesi che cerco lavoro! (generalizzazione).
Anziché contestare le affermazioni statistiche è opportuno capire perché
sbagliamo. Per esempio chi ha ritenuto scorretta la frase "trovare lavoro è
facile", spesso la confonde con quella probabilmente altrettanto vera (nel
senso che gran parte delle persone può non essere soddisfatta del proprio
lavoro) "trovare un lavoro soddisfacente è difficile".