Il sangue
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Un po' di informazioni - Fuori dai vasi, il sangue coagula separando il siero, liquido trasparente di color paglierino, dal coagulo costituito da una serie di filamenti di fibrina, nelle cui maglie vengono trattenuti gli emociti. Il plasma è formato da acqua, sali minerali, proteine colloidali, mentre gli elementi cellulari del sangue si differenziano in globuli rossi, contenenti un cromoprotide, l'emoglobina, e in globuli bianchi o leucociti, individuabili anche nella linfa; nei Mammiferi sono presenti anche le piastrine. Il volume nell'uomo adulto è di circa cinque litri; più pesante dell'acqua, ha un peso specifico di 1,055. Il numero dei globuli rossi è maggiore rispetto a quello dei globuli bianchi; sono discoidali, dal diametro piccolissimo e non presentano il nucleo. La formazione dei globuli rossi (eritropoiesi) segue un ciclo della durata di sette giorni circa. L'emoglobina costituisce, insieme all'ossigeno, l'ossiemoglobina, un componente labile che può rilasciare ossigeno alle cellule dei tessuti e, quindi, il sangue svolge una funzione respiratoria. I leucociti, di forma variabile, sono difensori dell'organismo; le piastrine, molto piccole, incolori e prive di nucleo, partecipano alla coagulazione del sangue. Per conoscere i valori corretti si consulti l'articolo Le analisi del sangue.
L'ematocrito - È il volume percentuale di sangue che è costituito da cellule; un ematocrito di 44, significa che il 44% del volume del sangue è costituito da cellule. Di norma il valore di ematocrito è abbastanza stabile; tuttavia i valori possono subire variazioni considerevoli. Ovviamente all'aumentare dell'ematocrito aumenta la viscosità del sangue perché il sangue diventa "più solido e meno liquido". Durante lo sforzo fisico la richiesta di ossigeno aumenta fino a 20 volte, determinando aumenti del flusso ematico sino a quasi 25 volte. Quanta più emoglobina è disponibile tanto più ossigeno può essere trasportato, ritardando la crisi del sistema atletico. Più emoglobina significa più globuli rossi e in definitiva un valore di ematocrito più alto: questo nella stragrande maggioranza dei casi. Alti valori di ematocrito (oltre che dannosi alla salute) possono anche essere negativi per la performance sportiva perché se il sangue è troppo denso non scorre facilmente nei piccolissimi capillari che irrorano i muscoli.
I gruppi sanguigni - Nell'uomo è definibile un gruppo sanguigno, cioè un tipo di sangue che viene definito e contraddistinto in base al numero di antigeni presenti nei globuli rossi; ne esistono vari sistemi, il più noto dei quali è il sistema A B 0. I globuli rossi possono contenere antigeni A, B, AB, o non averne alcuno (gruppo 0). La trasfusione del sangue può avvenire solo tra gruppi sanguigni compatibili. L'eredità dai gruppi sanguigni avviene in base alla legge di Mendel; altri fattori di isoimmunizzazione sono dati dal fattore Rh, molto interessante per lo studio dei fenomeni di incompatibilità tra madre e feto. L'85% degli individui è Rh positivo (Rh+), i rimanenti individui sono Rh negativi (Rh-). Se una donna Rh- ha un figlio da un Rh+, nel suo sangue si creeranno degli anticorpi per il fattore Rh che possono distruggere il sangue del feto, passando attraverso il filtro placentare (eritroblastosi fetale); esso è tipico della seconda gravidanza e delle successive. Nel 1920 l'austriaco Karl Landsteiner distinse i quattro gruppi sanguigni, provando l'esistenza del fattore Rh nei globuli rossi.
Ereditarietà del gruppo sanguigno - Nell'individuo la
coppia dei cromosomi è formata da uno di origine paterna e da uno di origine
materna. Su ciascuna coppia esiste un gene (nella stessa posizione) che
svolge la stessa funzione, per esempio determina il gruppo sanguigno. Se i
geni sono uguali l'individuo si chiama omozigote, mentre se
i due geni sono diversi si dice
eterozigote; se il carattere espresso dal gene si impone
sull'altro è detto
dominante, se invece è sottoposto all'altro è detto
recessivo. Nel caso del gruppo sanguigno, i geni che codificano il gruppo possono essere A, B e 0 (sistema AB0), A e B sono dominanti mentre 0 è recessivo. Quindi sono possibili le seguenti combinazioni:
Soggetto di gruppo A: A,0 (soggetto eterozigote che ha ereditato A da uno dei genitori e 0 dall'altro) oppure A, A (omozigote)
Soggetto di gruppo B: B,0 (soggetto eterozigote che ha ereditato B da uno dei genitori e 0 dall'altro) oppure B,B (omozigote)
Soggetto di gruppo AB: A,B (soggetto eterozigote)
Soggetto di gruppo 0: 0,0 (soggetto omozigote; non può essere altrimenti perché il gruppo 0 è recessivo).
Per capire l'ereditarietà occorre considerare i geni di partenza. Se un individuo di gruppo A si unisce a uno di gruppo B, occorre sapere come è formata la coppia: per esempio da un A,0 e da un B,0 potranno uscire:
AB, A0, B0, 00
Cioè ogni genitore fornisce un cromosoma, poi il gruppo del figlio dipende dal concetto di dominanza. Potrà essere AB, A, B o 0; ogni possibilità con il 25% dei casi.
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