Neuroma di Morton
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Le cause - L'eziologia del neuroma di Morton è multifattoriale; tra le cause più frequenti ricordiamo:
- uso di calzature non adeguate (per esempio, nelle donne, l'indossare per molto tempo scarpe con tacchi a spillo o le punte eccessivamente strette)
- scompensi di tipo posturale
- disturbi a livello neurologico
- alluce rigido
- alluce valgo
- ipercarico avampodalico
- alterazioni morfologiche del piede (piede cavo e piede piatto)
- lassità dei legamenti
- artrite reumatoide
- microtraumi al piede, leggeri, ma ripetuti
- allenamenti su superfici non idonee (soprattutto negli atleti praticanti il fondo).
La diagnosi – All'esame clinico, il piede non presenta generalmente particolari alterazioni di tipo morfologico; talvolta può esserci la presenza di tumefazione. Molto spesso, alla palpazione della zona interessata è avvertibile un caratteristico "clic" (segno di Mulder). Gli esami strumentali (radiografia, risonanza magnetica ed ecografia) non sono particolarmente affidabili nel caso del neuroma di Morton a causa dell'alto numero di falsi positivi o negativi e vengono effettuati soprattutto per escludere la presenza di altre patologie che possono interessare l'avampiede (artrite, borsite, capsulite, distrofia simpatica riflessa, fratture, ischemia, necrosi avascolare, neoplasie, noduli reumatoidi, sinovite, sindrome del tunnel tarsale, tendinite ecc.).
Il trattamento – Ai fini del trattamento è molto importante
la precocità della diagnosi; se la sintomatologia è presente da meno di sei
mesi è possibile tentare interventi di tipo conservativo attraverso terapie
farmacologiche a base di antinfiammatori, infiltrazioni locali di cortisone,
terapie di tipo fisico. Generalmente l'uso di plantari non sortisce alcun
effetto importante. Nel caso invece che la sintomatologia duri da più tempo
è quasi sempre necessario l'intervento chirurgico che consiste
essenzialmente nell'asportazione del nervo interessato (neurectomia);
l'asportazione non provoca problematiche a livello di movimento delle dita
dal momento che il nervo in questione ha esclusive caratteristiche di tipo
sensitivo; può permanere invece una leggera diminuzione della sensibilità
cutanea nella zona interessata. L'operazione chirurgica è piuttosto semplice
e viene eseguita in anestesia locale; la deambulazione susseguente
all'intervento è generalmente buona e tutti i disturbi scompaiono di norma
nel giro di pochi mesi. Il paziente viene dotato, nelle prime tre settimane,
di apposita calzatura. Le complicanze sono rare, ma le recidive non sono
infrequenti.
Un'alternativa all'intervento chirurgico è rappresentata da una procedura di radiologia interventistica denominata sclero-alcolizzazione. Durante questa procedura il paziente è in posizione supina, il ginocchio è flesso a 45°. Dietro guida ecografica, viene posizionato un ago nello spazio metatarsale interessato e si inietta una miscela costituita da alcol e anestetico. Si tratta sostanzialmente di una neurolisi di tipo chimico; l'alcol infatti induce disidratazione, necrosi e precipitazione cellulare. La procedura non presenta particolari complicanze e può, se ce n'è la necessità, essere ripetuta a intervalli di 15 giorni fino alla scomparsa del dolore.
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