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Medicina alternativa: i numeri
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I media hanno dato ampio spazio a un'indagine dell'Istat sui dati raccolti su 30.000 famiglie italiane circa i metodi di cura scelti. In particolare veniva evidenziato come dal 1991 sia triplicato il numero di chi si è rivolto alle medicine alternative. Fra le cose intelligenti rilevate dai commentatori è da ricordare come le medicine alternative attirino i pazienti perché in genere il medico alternativo è più disponibile. Questo è un dato di fatto che dovrebbe far riflettere i medici tradizionali, soprattutto quelli che danno troppa importanza al fattore economico della loro professione. Ciò che invece è del tutto fuorviante è l'enfasi con cui si sono valutati i numeri, enfasi priva di ogni giudizio critico. Gli errori più evidenti dell'analisi sono:
a) l'aver inserito anche terapie che non sono alternative. Alternativo (e chi sa l'italiano dovrebbe saperlo) vuol dire "contrapposto a ciò che comunemente è accettato". La fitoterapia non è alternativa, ma complementare alla medicina tradizionale. È alternativa solo per quegli individui che, non avendone compreso i principi (è per loro che l'abbiamo inserita nella nostra sezione sulle medicine alternative), la contrappongono ai farmaci. Lo stesso dicasi del massaggio.
b) L'aver inserito tutti coloro che si sono rivolti all'alternativo almeno una volta, anziché chi vi si rivolge abitudinariamente e ha abbandonato la medicina tradizionale. In questo numero sono compreso anch'io (nettamente contrario all'alternativo senza motivazione scientifica) che pure ho provato rimedi alternativi nel quadro di vari esperimenti (tutti miseramente falliti).
medicina alternativac) Il cercare di stabilire un legame col livello culturale. Il successo dell'alternativo è maggiore fra chi ha un più alto livello di istruzione. Bella forza: le cure alternative sono lunghe e costose e possono permettersele solo chi ha un tenore di vita medio-alto con presumibile medio-alto livello di istruzione.
d) Si è passati da un 7% del 1991 al 12% del 1999. Molto poco, visto il battage pubblicitario, nuove riviste di settore, articoli su giornali, servizi in televisione ecc. Non è pensabile che in otto anni solo 5 nuovi italiani su cento abbiano provato l'alternativo (vorrebbe dire che gli altri sono stati soddisfatti dalla medicina tradizionale). Se l'indagine fosse stata estesa anziché all'anno solare sugli otto anni si sarebbe scoperto che almeno 40 italiani su cento hanno provato l'alternativo (comprendendo omeopatia, agopuntura, fitoterapia, massaggi e manipolazioni ecc.), ma che nel 1999 sono rimasti in 12. Ogni anno cioè c'è chi prova e poi abbandona deluso.
Perché l'alternativo sta fallendo - Dall'indagine si rileva che l'agopuntura è passata in otto anni dal 2,1 al 2,9%, la fitoterapia dal 3,6 al 4,8%, l'omeopatia dal 2,5 all'8,2%: se le medicine alternative funzionassero, la pubblicità fatta da quel 2-3% le avrebbe portate al 70%!
Si noti come (a prescindere dai costi) il fenomeno dei telefoni cellulari sia in otto anni esploso:

per ciò che serve e funziona anche una piccola percentuale di utilizzatori diventa spesso la totalità della popolazione.



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