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Medicina alternativa o complementare?
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agopunturaQuesto articolo si propone di dare le esatte definizioni delle medicine in oggetto per evitare fraintendimenti. Purtroppo il concetto di alternativo si è diffuso a sproposito, demonizzando la medicina tradizionale, senza essere comunque in grado di sostituirla. I primi insuccessi dell'alternativo hanno fatto sì che si iniziasse a parlare di medicine complementari che affiancano il tradizionale per integrarlo ed eventualmente potenziarlo. Vediamo le definizioni.
1) Medicina alternativa (definizione confusa) - Forma di medicina diversa dalla tradizionale.
2) Medicina alternativa (definizione errata) - Forma di medicina che impiega solo metodi di cura naturali, perciò innocui e senza controindicazioni.
3) Medicina alternativa (definizione esatta) - Forma di medicina che si contrappone a quella tradizionale.
4) Medicina complementare (definizione esatta) - Forma di medicina non convenzionale (non tradizionale) che completa le metodiche di cura di una patologia.
È fondamentale comprendere che

una medicina può essere sia alternativa sia complementare: dipende da come la valuta il soggetto che la usa.

Da un punto di vista logico si deve scartare subito la definizione 2) in quanto inesatta. Ormai dovrebbe essere noto a tutti che naturale non significa "senza controindicazioni". Per avere qualche esempio...
La definizione 1) è inesatta, ma è la più diffusa e si deve impiegare se non si sa la valutazione che il terapeuta dà della sua disciplina.
Il delirio di onnipotenza - La definizione 1) e la 3) si equivalgono quando il terapeuta (o il paziente) ritengono che la medicina in questione può o sostituire la medicina tradizionale o essere comunque impiegata per un numero praticamente illimitato di patologie. La definizione di medicina complementare è invece la rinuncia al delirio di onnipotenza e il riconoscimento che la medicina in questione può essere solo complementare a quella tradizionale, potendosi applicare solo in un numero limitato di patologie dove è riconosciuta la sua efficacia. Questo sito è contro le medicine alternative perché il delirio di onnipotenza è scientificamente riprovevole (è come se un medico tradizionale, scoperta l'efficacia del cortisone in molte patologie, lo volesse usare per ogni malanno...). È contro anche la filosofia del "tentar non nuoce", visto che molte medicine alternative non hanno controindicazioni. In realtà hanno controindicazioni "cerebrali": chi si affida a tutto senza capire e senza applicare il proprio spirito critico non potrà mai possedere la propria vita.

Dove si possono usare le medicine complementari

La ricerca evoluta in scienza (cioè non sporadica, ma ripetibile e quindi ormai con risultati consolidati) e la legge di guarigione totale sono i mezzi per definire dove le medicine complementari hanno un'utilità. Vediamo quali sono questi risultati (l'elenco verrà periodicamente aggiornato):
Agopuntura: azione antidolorifica (lombalgie, torcicollo, mal di schiena, dolori articolari ecc.; sindromi premestruali e menopausa).
Chiropratica: mal di schiena (controindicata in presenza di ernia del disco grave che va dunque esclusa), dolori a collo-spalla-braccio, sciatica, torcicollo, dolori alle articolazioni, alcune forme di cefalea
Fitoterapia: forme leggere di ansia, di depressione, di allergie, di patologie gastrointestinali, di insonnia. La discriminante è la gravità della patologia. quanto più è seria, tanto meno la fitoterapia è indicata.
Omeopatia: nessuna patologia è sicuramente guarita dall'omeopatia. In base alla legge di guarigione totale la sua efficacia non è pertanto scientificamente provata (esistono ricerche che ne dimostrano l'efficacia in una patologia e altre che sconfessano le prime...)
Poco? Purtroppo questa è la realtà...  


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