Agopuntura
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L'agopuntura è un procedimento terapeutico dalle origini antichissime; (V millennio a. C.); nel Nei Ching So Wen (il primo testo che ne parla), l'imperatore giallo viene acculturato dal medico di corte a riequilibrare le forze opposte per giungere all'equilibrio che esclude le malattie.
Si ritiene che l'agopuntura sia stato il primo procedimento terapeutico cinese introdotto nel continente europeo. Attualmente l'agopuntura viene praticata in tutto il mondo; nel nostro Paese, a differenza di quanto succede in altre nazioni, l'agopuntura può essere praticata soltanto da coloro che hanno ricevuto una regolare abilitazione.
I principi dell'agopuntura
L'agopuntura è basata sulla suddivisione del corpo in una rete di canali, detti anche meridiani; possiamo quindi, un po' grossolanamente, considerare il corpo umano come una specie di territorio percorso da dei fiumi (i meridiani principali); a questi meridiani affluiscono altri meridiani, detti meridiani secondari (che potremmo definire come torrenti che alimentano i fiumi).Secondo l'agopuntura esistono dodici meridiani principali, otto meridiani extra e 15 meridiani collaterali. I meridiani vengono distinti in meridiani yin e yang.
I meridiani sono percorsi dal qi, l'energia vitale distinta in tre tipologie, nutritizia, ancestrale e difensiva. Il qi, trasmessoci dai genitori, può essere fortificato con il respiro, l'alimentazione e lo stile di vita. I punti (ting) su cui l'agopuntura agisce sono individuati sul sistema dei meridiani, sono diverse centinaia (secondo alcuni sono 365, come i giorni dell'anno, ma a seconda delle varie scuole il loro numero varia) e corrispondono agli organi malati.
Per comprendere meglio le basi dell'agopuntura si deve considerare che, secondo quanto affermato dalla Medicina Tradizionale Cinese, l'uomo rappresenta una specie di universo regolato da determinati meccanismi. La salute dell'uomo deriva dall'equilibrio di forze fra loro contrapposte (yin e yang); quando tale equilibrio viene turbato, si hanno manifestazioni di tipo patologico.
Il compito del medico che pratica l'agopuntura e quello di mantenere (l'agopuntura è considerata anche come metodo di tipo preventivo) o ristabilire l'equilibrio fra le due forze in modo che l'energia che percorre i meridiani fluisca in modo corretto.
Agopuntura: la pratica
L'agopuntura consiste nell'infissione di sottili aghi nei ting. Gli aghi sono composti da un corpo (una bacchetta di acciaio con punta affilata e sottilissima, lunga otto cm) e da un manico (una serpentina di metallo avvolto, di rame, di ottone o di materiale argentato). Il paziente non avverte dolore, al più la sensazione di un leggero graffio.Gli aghi vengono lasciati nei ting per una ventina di minuti; l'agopuntura non prevede l'iniezione di alcuni tipo di farmaco. L'agopuntura prevede generalmente cicli di dieci sedute (una-due sedute settimanali). Nelle patologie di tipo cronico sono previsti cicli di agopuntura ripetuti nel corso dell'anno. In alcuni casi viene applicato agli aghi uno stimolatore elettrico a bassa intensità; si parla in questo caso di elettro-agopuntura. Esiste anche una forma di agopuntura senza aghi; si tratta della digitopressione, terapia che sfrutta gli stessi punti utilizzati dall'agopuntura tradizionale.
Talvolta l'agopuntura viene affiancata da un altro tipo di terapia, la moxibustione (anche moxa o moxaterapia) una tecnica che utilizza il calore che viene prodotto da una pianta del genere Artemisia, con essa vengono confezionati alcuni "sigari" che vengono appoggiati sulla cute.
Se affermassimo che i sintomi di una malattia sono il frutto della punizione
divina per i peccati del paziente chi accetterebbe questa tesi? Probabilmente
nessuno. Eppure moltissime persone credono veramente all'esistenza di meridiani,
energia vitale ecc. Per capire quanto questa credenza sia preistorica, usiamo
un'analogia. I greci e i romani sapevano poco di meteorologia, ma nonostante ciò
avevano una conoscenza pratica (per esempio per l'agricoltura) dei fenomeni
atmosferici. Teoricamente avevano inventato la panzana che i temporali erano il
frutto dei litigi di Zeus (Giove) e di Era (Giunone). In altri termini, la
presunzione umana di voler spiegare tutto spesso fa "inventare" cause
decisamente assurde. Chi ha visto i meridiani e chi ha misurato l'energia
vitale? L'agopuntura in qualche caso funziona o, per meglio dire, funzionicchia,
ma il successo di centinaia di anni di prove ha prodotto una teoria
inconsistente dal punto di vista scientifico. L'agopuntura è stata impiegata in origine per curare sintomatologie reumatiche, è stata poi usata per molte patologie (malattie allergiche, respiratorie, disturbi del ciclo ecc.). La scienza ufficiale è ancora scettica nei confronti dell'agopuntura poiché gli studi che sembrano affermare la validità della terapia non si basano su gruppi di controllo, ma su esperienze soggettive di pazienti dove la tipologia della malattia trattata (che normalmente alterna fasi di remissione a recidive) o l'evoluzione comunque positiva della stessa anche in assenza di cure (cioè il fattore tempo come guaritore certo) o l'effetto placebo rendono nullo ogni valore scientifico dell'esperienza.
Si deve inoltre considerare che l'agopuntura si basa su concetti metafisici (energia universale, forza vitale ecc.) la cui consistenza scientifica è nulla e si vanno a ignorare conoscenze consolidate delle scienze mediche come l'anatomia, la microbiologia, la farmacologia ecc. Gli stessi praticanti l'agopuntura sostengono che la loro terapia non è in grado di guarire tumori, malattie degenerative (come il morbo di Parkinson), autoimmunitarie (per esempio l'artrite reumatoide) e psichiatriche.
Agopuntura: cosa funziona e cosa non funziona
Cosa funziona - Operando comunque su terminazioni nervose, l'agopuntura è in grado di ottenere risultati nel campo dell'analgesia (chirurgica o meno). A prescindere da ogni interpretazione filosofica o religiosa, l'azione degli aghi produce un'insorgenza delle onde del pre-sonno e la riduzione del potenziale d'azione degli stimoli dolorosi nonché a livello cerebrale la produzione di sostanze antiserotoniniche con conseguente aumento della soglia del dolore. A prescindere da alcune posizioni trionfalistiche, il riassunto della rivista scientifica Effective Health Care (2002) parla di efficacia dell'agopuntura:- nella nausea e nel vomito che accompagnano un'operazione o la chemioterapia;
- in dolori che seguono interventi sui denti;
- in una piccola percentuale di dolori cronici (artrosi, mal di schiena o mal di testa) che non sono stati risolti con le terapie classiche.
Anche l'agopuntura non sfugge alla legge di guarigione totale: non esistono patologie guarite certamente dall'agopuntura (se così fosse la sua diffusione in Occidente avrebbe avuto un rilievo enorme). Chi si dice guarito dall'agopuntura in genere soffriva di disturbi vaghi, di natura o causa non meglio identificate, in cui la rimozione casuale del motivo scatenante la patologia, l'effetto tempo o la componente psicologica giocavano un ruolo essenziale.
IL COMMENTO
Medicina alternativa (al Voodoo...)
Sintetizzo un articolo comparso sul Corriere:Meglio gli aghi di pillole e terapia fisica: sei mesi di agopuntura sono più efficaci nel controllare il mal di schiena rispetto alle terapie convenzionali. Lo dimostra una ricerca appena pubblicata sulla rivista Archives of Internal Medicine e condotta all'Università tedesca di Regensburg. E non importa quale tecnica si usi: funziona sia l'agopuntura sham (che prevede l'inserimento degli aghi superficialmente nella zona lombare, a una profondità di 1-3 millimetri, ma non nei classici punti dell'agopuntura) sia il metodo tradizionale dell'antica medicina cinese secondo il quale gli aghi vanno inseriti in punti ben precisi dei meridiani e a una profondità che varia dai 5 ai 40 millimetri.
Lo studio ha preso in considerazione 1.162 pazienti con età media di 50 anni che lamentavano dolori lombari cronici da otto anni in media. Tutti i pazienti sono stati suddivisi "random", cioè casualmente, in tre gruppi: il primo veniva sottoposto a due sedute di agopuntura sham alla settimana per sei settimane, il secondo all'agopuntura classica per lo stesso numero di sedute e il terzo a una terapia farmacologica e fisica. Rimaneva da misurare il miglioramento: così i ricercatori hanno definito la risposta al trattamento (cioè il risultato "utile") quando il dolore migliorava del 33 per cento e la funzionalità del 12 per cento. Dopo sei mesi la percentuale di risposte era del 47,6 per cento nel gruppo sottoposto ad agopuntura classica, del 44,2 per cento in quello della tecnica sham e del 27,4 per cento nel gruppo sottoposto a cure convenzionali.
Giovanni si chiede:
E il gruppo di controllo dov'è? O meglio, se l'effetto placebo è significativo in questo tipo di patologie, visto che la gente è molto ben disposta verso le terapie alternative mi sembra evidente che un soggetto possa avere un beneficio dall'effetto placebo assai maggiore quando viene sottoposto all'agopuntura piuttosto che quando assume farmaci. Bisognerebbe confrontare la terapia con agopuntura con una "simulazione" (all'insaputa dei pazienti), in cui gli aghi sembrano essere disposti ma non lo sono davvero. Poi può darsi che l'agopuntura funzioni anche meglio dei farmaci, ma non è certo questo il modo di provarlo. L'unica cosa certa che emerge da questo studio è che la teoria tradizionale dei meridiani si può tranquillamente gettare nel cestino.
Io aggiungo:
Come mai le ricerche sulle medicine alternative prendono sempre in esame gruppi di pazienti cronici la cui guarigione è praticamente impossibile (vedi La legge di guarigione totale) ed è facilissimo scambiare lievissimi miglioramenti come "eccezionali risultati"? Che scientificità può avere il concetto di risposta se è semplicemente la raccolta di informazioni successive alla domanda "si sente meglio?"?. Non a caso molti pazienti avrebbero risposto di sì anche se gli spilloni fossero stati messi a caso.
Singolare infine il fatto che anche in campo complementare o alternativo si inizino a usare gli stessi trucchi della medicina convenzionale, anziché confessare la propria impotenza. Chi soffre gravemente di mal di schiena spesso non riesce a camminare per più di un km. Un miglioramento del 12% nella funzionalità significa che ora riuscirebbe a fare 120 m in più: indubbiamente un risultato che cambia la vita!
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