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Salice bianco
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Il salice bianco (Salix alba), noto anche come salice comune, è una pianta appartenente alla famiglia delle Salicacee; è diffusa in Europa, nell'Asia occidentale e in Nordafrica. Il suo habitat naturale sono i suoli alluvionali. L'albero del salice bianco è alto dai 10 ai 25 m; nelle piante più giovani la corteccia ha un colore grigio-verde, mentre gli esemplari più vecchi hanno una corteccia di colore grigio scuro con screpolature longitudinali. Il tempo della fioritura del salice bianco va da aprile a maggio.
Le parti del salice bianco che vengono utilizzate in fitoterapia sono le foglie, i fiori e la corteccia dei rami di due o tre anni.
I costituenti principali del salice bianco sono alcuni derivati della salicina (in particolare salicortina, 2'O-acetilsalicortina e tremulacina), flavonoidi, tannini e polisaccaridi.
L'uso terapeutico del salice bianco (sotto forma di infuso, tintura, corteccia macerata ecc.) ha origini antichissime; in commercio sono ormai disponibili comode tavolette che contengono l'estratto secco della corteccia.
Le indicazioni all'uso di preparati a base di salice bianco sono molteplici, ma le principali sono sostanzialmente due: le infiammazioni artritiche e quelle reumatiche.
Altri utilizzi del salice bianco, anche se meno comuni, sono quelli relativi al trattamento di cistiti, uretriti, disuria, disturbi influenzali, emicranie, nevralgie ecc.
salice biancoSono diverse anche le controindicazioni all'uso del salice bianco; fra le più importanti si segnalano la deficienza di glucosio-6-fosfato-deidrogenasi, la stipsi, l'anemia sideropenica e l'allergia ai salicilati. Precauzionalmente l'utilizzo di salice bianco dovrebbe essere precluso ai soggetti di età inferiore ai 12 anni (con i salicilati di sintesi si è osservato un incremento del rischio della sindrome di Reye, una grave patologia caratterizzata da encefalopatia e infiltrazione grassa del fegato).
I preparati a base di salice bianco dovrebbero essere utilizzati con una notevole cautela da quei soggetti che assumono salicilati di sintesi o farmaci ad azione anticoagulante e da coloro che soffrono di infiammazione acuta o ulcerazione del tratto gastrointestinale. Occorre una certa cautela anche nella somministrazione di tali preparati a soggetti affetti da disturbi neurologici, renali ed epatici. Si deve infine tenere conto che i principi attivi del salice bianco possono ridurre l'assorbimento intestinale dei farmaci alcalini se l'assunzione è contemporanea o comunque ravvicinata nel tempo.
Sono molte le perplessità relative all'utilizzo di preparati a base di salice bianco; si tratta infatti del classico caso in cui i preparati sintetici (vedasi la celeberrima Aspirina) si dimostrano più efficaci del preparato naturale.


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