Guida agli integratori alimentari
Rodiola
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La rodiola (Rhodiola rosea), nota anche come rhodiola, radice artica o radice d'oro è una pianta appartenente alla famiglia delle Crassulacee. La rodiola cresce spontaneamente in diverse zone (Scandinavia, Lapponia, Siberia, Alaska ecc.); la parte che viene utilizzata per la preparazione della droga è la radice. Dal punto di vista fitoterapico, la caratteristica principale della rodiola è quella di essere una droga adattogena (per il significato del termine adattogeno si rimanda all'esaustiva spiegazione contenuta nell'articolo che tratta dell'eleuterococco). I composti della rodiola dotati di attività farmacologica sono diversi (glicosidi, flavonoidi, catechine, proantocianidine ecc.). Tra i vari glicosidi presenti nella droga, quello che sembra caratterizzare maggiormente le proprietà della rodiola è il rosavir.
Gli integratori a base di rodiola vengono consigliati soprattutto per il miglioramento della concentrazione e dell'attenzione, per la riduzione della fatica mentale, per l'incremento dell'efficienza fisica e per le capacità antiossidanti. Alcuni estratti della rodiola sono stati oggetto di studio per verificare l'eventuale utilizzo come sostanze antiaritmiche, cardioprotettive e antitumorali, ma, a tutt'oggi, non vi sono evidenze tali che confermino un'efficacia di tali sostanze in tal senso.
Alcuni consigliano l'assunzione di rodiola anche per il miglioramento delle difese immunitarie e per il suo blando effetto antidepressivo (la rodiola aumenta i livelli di 5-http, un precursore della serotonina).
rodiolaConsiderato quanto riportato in precedenza, la rodiola è il tipico integratore che viene consigliato per le situazioni di stress psicofisico; valgono per essa le stesse considerazioni fatte per l'eleuterococco con la differenza che, da studi effettuati, la rodiola sembra comportare minori effetti collaterali. Dosaggi particolarmente elevati possono però causare disturbi del sonno e irritabilità.
I dosaggi normalmente consigliati (riferiti all'estratto secco di Rhodiola rosea titolato all'1%) si aggirano sui 100-150 mg per tre volte al giorno.
Alcuni studi effettuati in vitro hanno mostrato una certa attività inibitoria della droga nei confronti della glicoproteina-P e del CYP3A4 (un enzima citocromiale che metabolizza moltissimi farmaci), l'utilizzo di rodiola dovrebbe essere evitato nel caso si assumano farmaci come la digossina (substrato della glicoproteina-P) o come il warfarin (substrato del CYP3A4).


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