Ricino
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Il ricino è originario dell'Africa tropicale, ma è ormai diffuso in molte altre parti del mondo, in particolar modo nelle zone subtropicali.
Il ricino è una pianta tossica; la sua tossicità è dovuta alla presenza di ricina e ricinina, due glicoproteine che sono concentrate in massima parte nei semi della pianta. La ricina e la ricinina possono provocare diversi disturbi, tra i quali vomito, emorragia gastrointestinale, diarrea, convulsioni e aritmia; nei casi più gravi si può arrivare al coma e addirittura alla morte, è infatti sufficiente l'ingestione di pochi semi di ricino per provocarla.
Dai semi del ricino, il cui contenuto lipidico varia dal 30 al 50%, viene ottenuto, mediante spremitura a freddo, il celeberrimo olio di ricino, noto soprattutto per le sue proprietà lassative, proprietà dovute alla presenza di acido ricinoleico.
L'olio di ricino viene impiegato in diversi settori tra cui quelli
farmaceutico e cosmetico. Nonostante i vari impieghi dell'olio di ricino, la
sua fama è ancora legata alle sue proprietà purgative; l'olio di ricino
produce i suoi effetti lassativi al massimo entro le 12 ore dalla sua
ingestione; le scariche fecali sono abbondanti e le feci sono semiliquide. I
dosaggi dell'olio di ricino per gli effetti purganti vanno dai 15 ai 50 ml
nei soggetti adulti e dai 5 ai 10 nei bambini; attualmente però si
preferiscono altri rimedi meno irritanti per trattare i casi di
stipsi.
Non è infrequente sentir parlare dell'olio di ricino come induttore del travaglio, una pratica controversa, un vero e proprio rimedio della nonna, che ci sentiamo di sconsigliare assolutamente. A parte il fatto che, a tutt'oggi, l'efficacia dell'olio di ricino nell'induzione del travaglio non è confortata da riscontri scientifici di un certo rilievo, è bene ricordare che in gravidanza l'assunzione di integratori, rimedi erboristici, farmaci ecc. deve essere sempre fatta dietro la supervisione del proprio ginecologo. Nel caso dell'olio di ricino, nessun medico degno di questo nome consiglierà mai a una donna l'utilizzo di questa sostanza per indurre il travaglio; e, in effetti, perché mai una gestante dovrebbe assumere un preparato che provoca, diarrea, disidratazione e forti dolori addominali? Esistono metodi più sicuri ed efficaci per indurre il travaglio nel caso ciò sia necessario.
L'utilizzo di olio di ricino è altresì controindicato nei soggetti affetti da enterocoliti od occlusioni intestinali.
Particolare cautela nell'assunzione di olio di ricino deve essere osservata da coloro che assumono glicosidi cardioattivi perché esso ne potenzia l'azione.
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