Mirtillo
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Il mirtillo americano - Il mirtillo americano (Vaccinium macrocarpon) o mirtillo rosso americano è particolarmente diffuso nell'America del Nord, soprattutto nelle foreste e nelle zone paludose. L'estratto di mirtillo americano, ovvero la parte che viene utilizzata per scopi fitoterapici, viene ottenuto dalle bacche.
Gli integratori alimentari a base di mirtillo americano vengono indicati per il trattamento delle infezioni del tratto urinario. L'uso del mirtillo americano per trattare i problemi urinari ha origini antiche; esso veniva infatti utilizzato a tal scopo anche dai nativi americani.
Per moltissimo tempo si è ritenuto che l'effetto antisettico del mirtillo americano sulle vie urinarie fosse dovuto principalmente all'acidità del succo che, abbassando il pH urinario, creava un terreno sfavorevole per la crescita batterica. In seguito tale ipotesi è stata gradualmente abbandonata e si è teorizzato che le proprietà terapeutiche del mirtillo americano dipendessero dal fatto che i suoi estratti sono in grado di ridurre l'adesione dei batteri fimbriati alle cellule del tratto urinario ed è un batterio fimbriato quello principalmente coinvolto nelle infezioni del tratto urinario, l'Escherichia
coli. Tali proprietà sono da ricercarsi nella presenza negli estratti di mirtillo di proantocianidine; queste ultime sono dei polifenoli complessi che appartengono alla grande famiglia dei bioflavonoidi.
La riduzione dell'adesione dei batteri fimbriati non può essere definita un'azione antibiotica in senso stretto, ma certamente vengono ridotti i rischi di sviluppo di infezioni urinarie importanti.
Considerando che la terapia per le infezioni del tratto urinario prevede, nella quasi totalità dei casi, l'utilizzo di farmaci ad azione antibiotica, si è creata a lungo andare una situazione globale di resistenza batterica; in effetti, le frequenti recidive, presenti in particolar modo nei soggetti di sesso femminile, potrebbero essere un indice di tale resistenza; l'utilizzo, nei casi più semplici, di terapie alternative, può avere un senso. Il mirtillo rosso potrebbe quindi costituire un'interessante alternativa nelle profilassi antibatteriche a lungo termine.
Il mirtillo nero - Il mirtillo nero (Vaccinium myrtillus) ha frutti bluastri
che possono essere consumati sia freschi sia sotto forma di marmellate,
succhi, sciroppi o gelatine. La pianta fiorisce nel mese di maggio e
fruttifica nel periodo compreso fra i mesi di luglio e agosto. Nella
Farmacopea Ufficiale il mirtillo nero è presente sotto forma di estratto
secco idroalcolico (23-26% antocianosidi). Altri costituenti del mirtillo
nero sono eterosidi flavonoidici (asperuloside, quercitrina, isoquercetina,
quercetin-3-ramnoside), tannini, acidi organici, provitamina A, vitamina C e
vitamine del gruppo B.Gli utilizzi fitoterapici prevedono dosaggi giornalieri di 60-120 mg di estratto secco di mirtillo nero per periodi di circa due o tre mesi, trascorsi i quali è opportuno sospendere l'assunzione per circa tre settimane.
Le indicazioni per le quali viene consigliata l'assunzione di integratori a base di mirtillo nero sono le più svariate, ma quelle su cui probabilmente vale la pena di soffermarsi sono le problematiche a carico dei vasi sanguigni e quelle a carico della retina.
Si ritiene che l'azione fleboprotettiva degli estratti di mirtillo nero sia dovuta alla presenza di antocianine; queste sostanze hanno dimostrato infatti una certa capacità di inibizione nei confronti delle elastasi e delle collagenasi (enzimi proteolitici deputati alla distruzione del collageno); tale inibizione rende il connettivo più stabile e più elastico. Gli antocianosidi inoltre agiscono sulle pareti dei vasi sanguigni riducendo il livello delle glicoproteine che vi si accumulano; ciò permette di migliorare sia la resistenza che l'elasticità di dette pareti. L'azione protettiva nei confronti della retina è dovuta al fatto che l'estratto secco sembra in grado di facilitare la rigenerazione della rodopsina, un pigmento presente nei bastoncelli retinici e dal quale dipende il meccanismo delle visioni crepuscolare e notturna. A livello oculare l'integrazione di estratti di mirtillo nero è consigliata anche per la loro azione antiedemigena e capillaro-protettiva sia a livello del microcircolo retinico sia a livello di quello periferico.
Le proprietà soprariportate sono state dimostrate, ma è doveroso ricordare che l'utilità di questo genere di integratori è limitata a patologie di scarsa rilevanza.
L'utilizzo di estratti di mirtillo nero è generalmente controindicato in soggetti affetti da calcolosi renale dal momento che essi possono favorire la formazione di calcoli renali da ossalati e fosfati di calcio.
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