Luppolo
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Il luppolo è originario del continente europeo; è una pianta molto diffusa anche nel nostro Paese, in particolar modo nell'Italia settentrionale.
Il luppolo cresce spontaneo ai bordi dei corsi d'acqua, ai margini dei boschi e lungo le siepi dalla pianura fino ad altezze di circa 1.500 m; predilige terreni freschi e fertili, non troppo umidi né troppo ventosi.
La coltivazione del luppolo è stata introdotta in Italia nel 1847, da Gaetano Pasqui, un agronomo forlivese. In Gran Bretagna, e in genere in tutto il Nord Europa, viene coltivato intensamente per produrre la birra.
La parte del luppolo che viene utilizzata in fitoterapia è l'infiorescenza femminile (lo strobilo).
I costituenti principali del luppolo sono olio essenziale, resina, flavonoli, sostanze estrogeniche, acido valerianico, tannini polifenolici, asparagina, lipidi e xantohumolo.
Le proprietà attribuite al luppolo dalla fitoterapia sono quelle sedative, emmenagoghe, anafrodisiache e amaro-toniche.
Il luppolo viene spesso consigliato come sedativo e come amaro-tonico.
Combinato con valeriana e verbena, il luppolo viene prescritto quale trattamento di condizioni quali lo stress, l'ansia, l'insonnia e la tensione nervosa. Una condizione dove il luppolo ha mostrato un'azione significativa ed efficace è il mal di testa cronico correlato a una scarsa funzionalità gastrica.
Altre indicazioni date dagli erboristi all'uso del luppolo sono abrasioni e
piaghe da decubito (in questo casi va applicato localmente), la colite, i
problemi di malassorbimento e le nevralgie. È doveroso fare un cenno alle serie interazioni farmacologiche che possono verificarsi con l'uso del luppolo; similmente a quanto accade con molti rimedi erboristici che hanno effetto sedativo (il tipico esempio è la valeriana), il luppolo può essere causa di un effetto depressivo additivo in caso di contemporanea somministrazione con farmaci ad azione antipsicotica oppure con benzodiazepine. Nel ricordare che autodiagnosi e autoterapia possono essere in alcuni casi decisamente pericolose, in generale è consigliata una notevole prudenza nell'associare il luppolo a farmaci ad azione antidepressiva, sedativa e anticonvulsivante visto il potenziamento d'azione che potrebbe verificarsi. Sintomi di un'eccessiva depressione del sistema nervoso centrale sono vertigini, sonnolenza, problemi nella coordinazione motoria, disturbi della concentrazione ecc. Viene persino segnalato il pericolo di gravi insufficienze respiratoria e circolatoria che possono condurre al coma o addirittura alla morte. L'uso del luppolo è altresì sconsigliato in gravidanza.
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