Boswellia
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Dalla Boswellia viene estratta una resina il cui profumo ricorda quello dell'incenso (viene infatti chiamata anche pianta dell'incenso); la resina della Boswellia è in parte formata da un olio essenziale che contiene acidi boswellici, polisaccaridi e terpeni. È stato osservato che gli acidi boswellici fungono da inibitori selettivi della 5-lipossigenasi, un enzima che appartiene alla classe delle cosiddette ossidoreduttasi e coinvolto nei processi di infiammazione cronica tipici delle reazioni immunologiche e allergiche.
La medicina tradizionale indiana utilizza la Boswellia per il trattamento delle artriti e dei fenomeni infiammatori.
Effetti dimostrati
Gli studi sulla Boswellia presenti in letteratura sono troppo pochi per poter stabilire il vero potenziale di questa sostanza; allo stato attuale quindi è praticamente impossibile parlare di effetti dimostrati.
AvvertenzeLa somministrazione di Boswellia serrata può dar luogo a disturbi di tipo gastrointestinale.
L'assunzione del prodotto da parte di soggetti sottoposti a terapie anticoagulanti deve essere fatta sotto stretto controllo medico dal momento che esiste il sospetto che tale rimedio erboristico provochi un innalzamento del tempo di protrombina (in diagnostica il tempo di protrombina è un test che serve a valutare i fattori che intervengono nella via comune e in quella estrinseca della coagulazione).
Dose efficace
Il dosaggio giornaliero raccomandato di Boswellia è di 450-1.200 mg di estratto standardizzato contenente il 30-65% di acido boswellico, diviso in 3 somministrazioni per non più di 2-3 mesi.
A chi serve
Le indicazioni principali all'uso di Boswellia sono relative alle patologie artro-reumatiche e a di lievi traumi sportivi.
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