Guida agli integratori alimentari
Artiglio del diavolo
Copyright by THEA 2011
artiglio del diavoloL'artiglio del diavolo è una pianta erbacea delle Pedaliacee, conosciuta in due varietà (di cui solo la prima è usata a scopi medicinali), l'Harpagophytum Procumbens DC e la Harpagophytum Zeyheri DECNE. Agli inizi del '900 il tedesco Mehnert notò che gli indigeni dell'Africa sud-occidentale usavano la radice dell'artiglio del diavolo per curare diverse patologie. Fu però solo nel 1953 che Volk importò la radice in Europa e successivamente iniziarono gli studi nelle università tedesche (Würzburg, Jena, Monaco). Furono isolati tre glicosidi (harpagosid, harpagid e procumbid), ritenuti responsabili delle proprietà curative dell'artiglio del diavolo (che andrebbero dall'artrosi ai disturbi gastro-intestinali).
Solo le radici laterali sottostanti hanno valore medicinale, mentre le primarie vengono scartate. Poiché le radici arrivano fino a 1,5 m di profondità, la raccolta è difficoltosa e la resa non supera il 15% (da 100 kg di radici fresche si ottengono 15 kg di medicinale).
Esistono pochissime ricerche mondiali sull'artiglio del diavolo (dal 1958!), molte delle quali ancora in corso. È stato realizzato un solo farmaco (Doloteffin, non disponibile in Italia) che dovrebbe agire inibendo la cicloossigenasi-2.
Significativa la metaricerca di Chrubasik, Conradt e Black (2003) che hanno esaminato le ricerche precedenti sull'artiglio del diavolo dal punto di vista statistico, arrivando a concludere che "non è possibile separare gli effetti dell'Harpagophytum da quelli dei placebo utilizzati". Inoltre “anche gli studi che sembrano dimostrare una qualche efficacia dell'artiglio del diavolo, utilizzano dosaggi di almeno 50 mg di glicoside”.
 
Avvertenze
Il supposto effetto inibente nei confronti della cicloossigenasi-2 rende sconsigliabile l'assunzione dell'artiglio del diavolo da parte di soggetti affetti da problematiche di tipo gastrointestinale.
 
Dose efficace
Rifacendosi alla metaricerca di Chrubasik, Conradt e Black, poiché la polvere di artiglio del diavolo contiene solo il 2% di principio attivo, è facile rendersi conto che per ottenere una comunque modesta efficacia ci vogliono dosi giornaliere di circa 2,5 grammi di polvere!
 
A chi serve
La somministrazione di artiglio del diavolo viene consigliata per il trattamento delle situazioni flogistiche all'apparato locomotore (artrosi, mal di schiena ecc.) per quanto, come accennato nel paragrafo iniziale, non esistano evidenze scientifiche che supportino l'efficacia della sostanza in questione.


Consiglia l'articolo su Google, clicca   Se vuoi condividerlo su Twitter, clicca