Achillea
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L'achillea è una pianta originaria del continente europeo, ma cresce in tutte le zone temperate fino a un'altezza di circa 2.500 metri, preferibilmente in luoghi assolati e su terreni aridi e ricchi di acidità. Nel nostro Paese è presente pressoché in tutte le regioni.
L'achillea è nota popolarmente con molte altre denominazioni: erba de feridas, erba dei somari, erba dei tagi, erba del marchese, erba del soldato, erba pennina, millefoglio, stagnasangue, stagnadora ecc.
Le parti dell'achillea che vengono utilizzate in fitoterapia sono le parti aeree, le infiorescenze e la radice. Tradizionalmente le parti aeree venivano utilizzate generalmente fresche, ma in tempi più recenti si è privilegiato l'uso delle parti aeree secche. La raccolta delle foglie e delle sommità fiorite viene effettuata durante il periodo estivo, le parti raccolte vengono poi fatte essiccare all'ombra. La stabilità di fiori e foglie è notevole, circa due anni per foglie e fiori e molti anni per le radici.
L'achillea viene utilizzata anche in cucina (ciò deve essere fatto con moderazione dal momento che l'achillea è un'erba spiccatamente aromatica) per insaporire salse, minestre e insalate.
I principi attivi della droga dell'achillea sono tannini, rutina, oli essenziali, sequiterpeni, steroli, achillina, acido achilleico, acidi organici, fosfati, sali di potassio e mucillagini.
Gli utilizzi dell'achillea sono numerosissimi, talmente numerosi che talvolta le indicazioni risultano contraddittorie.
Per uso interno l'achillea viene preparata sotto forma di infuso, tisana e come vino di achillea. Per uso esterno invece la si utilizza sotto forma di decotto e di olio.
Come accennato in precedenza gli utilizzi dell'achillea sono numerosi; per comodità possono essere divisi in categorie:
- disturbi mestruali
- emorragie
- disturbi a livello cardiocircolatorio
- dispepsia
- febbre
- disturbi dell'apparato urinario.
L'achillea è stata da sempre consigliata nel trattamento dei disturbi
mestruali (menorragia, dismenorrea e oligomenorrea); l'achillea non agisce a
livello ormonale, ma regolando la circolazione uterina riducendo la stasi
sanguigna e il dolore provocato dalle vene congestionate della pelvi. L'achillea è da tempo immemorabile nota come rimedio emostatico; sotto forma di unguento o di infuso viene utilizzata per trattare emorroidi, vene varicose e ferite ulcerose. Alcuni autori consigliano l'utilizzo della pianta fresca masticata come trattamento di fortuna per l'epistassi.
Per le sue proprietà vasodilatatorie l'achillea viene consigliata per trattare l'ipertensione arteriosa, le varici e l'ipotono venoso; si ipotizza che le proprietà vasodilatatorie siano dovute alla combinazione di flavonoidi, sesquiterpeni e furanocumarine.
L'achillea agisce da stimolante le secrezioni gastriche ed è pertanto consigliata come rimedio per coloro che soffrono di problemi digestivi.
L'achillea è ritenuta da molti autori un ottimo rimedio per gli stati febbrili di relativa intensità; viene pertanto consigliata in caso di sindrome influenzale, raffreddore e stati catarrali. L'achillea è inoltre considerata un ottimo diaforetico (favorente la sudorazione) e viene pertanto raccomandata in quei casi in cui si ha una soppressione della sudorazione.
Per le sue proprietà antiinfiammatorie e diuretiche, molti fitoterapeuti consigliano l'achillea per trattare i disturbi urinari (cistite, uretrite, nefrite ecc.).
L'achillea è controindicata in caso di gravidanza, allattamento al seno e allergia alle Asteracee. Se ne sconsiglia l'uso in caso di esposizione eccessiva alla luce solare o comunque durante trattamenti cosmetici a base di raggi ultravioletti a causa della sua azione fotosensibilizzante dovuta alla presenza di furanocumarine; tali sostanze, in presenza di raggi ultravioletti, formano prodotti tossici per la cute.
L'utilizzo di achillea in dosi elevate può essere causa di una colorazione molto scura delle urine, ma tale evenienza non deve destare preoccupazione.
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