Acetosa
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L'acetosa ha una grossa radice dalla quale, nel periodo primaverile, si sviluppa un fusto dal colore rossastro che può raggiungere il metro di altezza e che comunque supera sempre i 50 cm. Ha foglie piuttosto coriacee dall'odore erbaceo e dal sapore piuttosto acidulo. L'acetosa viene raccolta nei mesi di maggio e giugno, prima che la fioritura sia completa.
A scopi fitoterapici è possibile utilizzare tutte le parti dell'acetosa, in particolare le foglie.
L'acetosa contiene ossalato di potassio, acido ossalico, vitamina C, glicosidi flavonici, tannini e antrachinoni.
L'acetosa viene tradizionalmente consigliata come diuretico, rinfrescante, antinfiammatorio e febbrifugo; viene altresì consigliata per trattare problemi cutanei di vario genere, punture di insetti e le affezioni delle mucose della bocca. Le radici
Per la buona presenza di vitamina C, in passato l'acetosa veniva utilizzata per trattare i soggetti affetti da scorbuto, una patologia provocata dalla carenza di acido ascorbico nella dieta.
Data la discreta presenza di ossalati, l'utilizzo di acetosa è controindicato nei soggetti affetti da nefrolitiasi da ossalato di calcio; viene inoltre sconsigliata a coloro che soffrono di problemi a livello gastrico ed epatico nonché a coloro che sono affetti da gotta, reumatismi e artrite.
L'abuso di acetosa può provocare nausea, vomito e ipotensione arteriosa. Un'eccessiva ingestione di foglie può essere causa di intossicazioni di una certa rilevanza, in particolar modo nei bambini. Come nel caso della stragrande maggioranza dei prodotti fitoterapici, l'utilizzo dell'acetosa è da riservarsi a disturbi di modesta rilevanza.
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